LA CLASSIFICA | L’altra Italia in Musica: i dieci dischi alternativi dell’anno

Ogni anno sono numerosi i dischi italiani freschi di uscita che si dimostrano validi o comunque meritevoli di attenzione. Spesso però, nel marasma generale delle classifiche di anno, si corre il rischio di accantonarli un po’, magari in favore di nomi più altisonanti o di tendenza. Dedicare quindi uno spazio ad hoc alle uscite nostrane è un escamotage che può aiutare ad avere una panoramica un po’ più esaustiva su quanto la scena musicale italiana ha da offrire oggigiorno. E di carne al fuoco ce n’è molta, anche al di là di questi dieci titoli selezionati qui di seguito.

ALESSANDRO CORTINI – VOLUME MASSIMO 
Tra i più “internazionali” artisti italiani in circolazione, Alessandro Cortini – complice l’ormai duratura militanza nei Nine Inch Nails – è riuscito negli anni a ritagliarsi un ruolo di tutto rispetto nel panorama dell’elettronica. Raramente dei sintetizzatori sono sembrati tanto emotivi.

C’MON TIGRE – RACINES
  Duo davvero sui generis di stanza in Italia ma attorno al quale ruota un curioso e variegato collettivo di artisti provenienti da ogni angolo del mondo, i C’mon Tigre tornano a cinque anni dal debutto e lo fanno in grande stile: contaminazioni sonore come se piovesse, tra elettronica e i soliti, gustosi richiami esotici.

CATERINA BARBIERI – ECSTATIC COMPUTATION 
Suggestioni elettroniche e – come suggerisce il titolo stesso – estatiche per il nuovo lavoro di un’artista che fa delle sperimentazione il proprio credo e la propria missione. Album affascinante come pochi, immergervisi è un’esperienza sensoriale totalizzante che consiglieremmo a tutti di fare.

COSMETIC – PLASTERGAZE
 Veterani della scena shoegaze italiana, i Cosmetic tornano con un nuovo, convincente album. Le chitarre ruggiscono come sempre e il rumore prodotto è salvifico come non mai; sempre bravi.

JENNIFER GENTLE – JENNIFER GENTLE
 La psichedelia al potere. I Jennifer Gentle sanno bene come avvolgerti ed imbrigliarti nel loro sound e riescono a far centro anche dopo un’assenza decisamente lunga per i loro standard (ben nove anni dal precedente disco). Una certezza.

MASSIMO VOLUME – IL NUOTATORE 
Pochi gruppi hanno segnato gli ultimi 25 anni della scena alternativa italiana come la creatura di Emidio Clementi, ormai una vera e propria istituzione a livello nazionale. Anche a distanza di anni, vena creativa ed ispirazione non sono affatto sopite, e non possiamo che rallegrarcene. Una band da preservare e tutelare come una specie in via di estinzione.

NOAM BLEEN – UNTIL THE CRACK OF DAWN
 Chi l’ha detto che nel 2019 non si può più fare alternative rock di qualità, per di più in Italia? Il debutto su lunga distanza dei Noam Bleen risveglia emozioni ormai sopite, soprattutto per chi è cresciuto nel mito dell’alt rock novantiano, ma il loro non è affatto un semplice revival. Anzi, la personalità ed il gusto di questa band di stanza in Romagna vi sorprenderà, provare per credere.

TRUE SLEEPER – LIFE HAPPENED
 Torniamo in territori shoegaze/noise pop per l’esordio discografico di questo interessantissimo progetto. Disco italiano di nascita ma decisamente internazionale per suoni e contenuti, che già dal titolo lascia trasparire una certa vena introspettiva. Una delle cose migliori ascoltate in questo 2019 (e non solo in Italia) per un gruppo dal quale in futuro ci si aspetterà davvero grandi cose.

WILDERNESS – I’M NOT HERE
 Dream/noise pop dalla Ciociaria. Album scritto, suonato e prodotto alla grande e dalla spiccata orecchiabilità, il che certamente non guasta in determinati contesti. L’ennesimo validissimo lavoro partorito dalla sempre più fiorente scena shoegaze italiana.

WAKE IN JUNE – LAVENDER PINK
  Artista padovano che fa del lo-fi la propria cifra stilistica. Un pop da cameretta che di tanto in tanto si lascia andare a squarci rumoristici che ridestano dal torpore della propria comfort zone. Ascolto a dir poco interessante.

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