Le regole della cattiva educazione nella politica di servizio

La nostra è una categoria, non la sola, al servizio della comunità, come dev’essere.

E’ la stessa che è sempre presente in ogni appuntamento istituzionale, senza chiedere nulla, come dev’essere.

E’ la stessa che non viene meno alle richieste di interventi da parte della “politica di servizio” senza mistificarne in alcuna maniera i contenuti e facendo più attenzione di sempre nel raccontare le varie vicende, così come narrateci ed esposte. Così come dev’essere, ancor di più dinanzi alla pandemia.

La nostra categoria non ha mai preteso nulla, lavorando a mani nude e a volto scoperto quando era davvero molto difficile trovare una semplice mascherina, e non ha lamentato, come avrebbe potuto facilmente fare, d’averla anche pagata 15,00 euro, una volta trovata.

E’ la stessa che è consapevole del fatto che il proprio ruolo è di vitale importanza, più di sempre, perché “passare” per la stampa vuol dire raggiungere la massa in maniera molto, ma molto più agevole.

E’ nostro dovere; ne siamo anche orgogliosamente consapevoli ma… non accettiamo la maleducazione e il non rispetto dovuti e che pretendiamo, soprattutto dalla politica, quella che mai e poi mai, tranne le “dovute” eccezioni, ha avuto un solo minuto di tempo per supportare anche il lavoro di chi vive di sole entrate pubblicitarie, ridotte a zero anche per noi, in questo periodo.

Così avviene che, più d’uno, se ha necessità di comunicare lo fa come e quando vuole, sapendo d’ottenere quel che chiede a prescindere, anche convocando conferenze stampa con mezz’ora di anticipo, in orari non consueti e per necessità spesso molto opinabili: detto ciò ricordiamo che è assolutamente doveroso, da parte loro, rispondere al telefono o ritelefonare appena possibile, se cercati, anche più volte!

Perché ad imporlo è la buona educazione, proprio nel rispetto del dare/avere: non ci si venga più a dire che non è stato possibile per impegni vari, perché nell’arco di una giornata, chiunque, qualche minuto per “collaborare” professionalmente con chi “professionalmente” lo pretende perché lo merita, è un atto dovuto.

In caso avverso saremmo, come spesso siamo, dinanzi ad espressioni di cattiva educazione, che sfociano naturalmente nella maleducazione.

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