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È UN AFFARE, ANCHE SENZA LA VISTA MARE

Domenica d’estate. Gita fuori porta. Come un antico esploratore mi muovo in macchina tra la voglia di scoprire posti nuovi e il desiderio di trascorrere una piacevole giornata in serenità. Per caso mi ritrovo alle porte di un incantevole borgo marchigiano. Se non fosse per il rumore delle macchine che sfrecciano sulla vicina autostrada, sarebbe difficile pensare di essere nel XXI° secolo. Il rumore delle cicale, i campi arati e gli anziani seduti lungo le vie del borgo, mi trascinano con il pensiero in altri tempi. La parola d’ordine qui è convivialità. Non c’è il mio e il tuo. C’è il nostro. Balconi che si affacciano su altri balconi. Corde comuni per stendere i panni al sole. Sedie di tutti e per tutti lungo le strette stradine del borgo.

Tutto è molto seducente! Un paese rimasto inviolato dall’avidità del tempo e perdipiù con una vista sul mare esagerata. Insomma una cartolina. Facendo una passeggiata in questo villaggio, insignito del riconoscimento di uno dei Borghi più belli d’Italia, mi accorgo della presenza di diversi ristoranti, pizzerie e bar rigorosamente vuoti. Spiando dentro i locali osservo che dalle loro verande, terrazze o finestre è possibile ammirare una vista mare suggestiva, che veramente farebbe gola a qualsiasi ristoratore, eppure dentro non c’è nessuno.

Continuando la mia camminata vedo una folla di persone al centro del paese. Immagino che in quel locale ci sia una vista straordinaria sul panorama, altrimenti non si potrebbe spiegare quella nuvola di gente. Mi avvicino e osservo una cosa molto singolare. È un bar, ma senza finestre. Praticamente una cantina delle vecchie case di paese. Tutti sono seduti ai tavoli posti in una specie d’ingresso vicino alle scale che portano alle case al primo piano. Strano. L’unico posto del paese dove non si vede il mare, è affollato di gente. Il motivo è presto svelato. Il proprietario è riuscito a portare il mare lì. Come? Sfruttando l’ingegno. Invece di lamentarsi di un’assenza: quella della vista mare, si è dato da fare per proporre ai suoi clienti uno spettacolo altrettanto bello. Ha invaso l’ingresso del bar con le sue opere pittoriche. Colori accesi. Gioia sensoriale. Azzurri vividi, verdi accecanti e rossi infuocati sono stati utilizzati abilmente per riprodurre quel famoso mare che era lì a poca distanza, ma impossibile da vedere in quel punto. Lo aveva ritratto adirato durante le giornate invernali. Sereno e pacifico durante le calde giornate estive. Rosso durante gli appassionati tramonti e assonnato durante le svogliate ore dell’alba. Il mare era su quei muri in tutte le sue versioni e sfumature. Ogni opera era un’emozione e nel complesso sembravano tante luminose stelle di un cielo generoso. Così tra uno spritz e qualche chiacchiera era possibile sostare in una galleria d’arte aperta al pubblico.

Spesso gli imprenditori si lamentano di quello che non hanno, senza ingegnarsi a trovare delle soluzioni alternative e magari anche più suggestive. Quell’imprenditore del borgo, invece, ha osato. E così i turisti si sono fermati davanti alle sue opere, hanno consumato al bar, hanno fotografato il posto, facendogli tra l’altro pubblicità sui social e hanno persino acquistato i suoi quadri. Insomma un vero affare, per quell’imprenditore, anche senza la vista mare.

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