Chi non fa, come vede da fa…

Ogni volta che mi insegnava qualcosa di nuovo, mia nonna mi ripeteva: “Chi non fa, come vede da fa; n’é bon né p’accit e né p’allevà!”. Ai miei occhi di bambina, sembrava un’istigazione a copiare. Ma come? La scuola mi insegnava l’esatto opposto! Poi con gli anni ho capito che quel vecchio detto teramano, nella sua crudezza, in realtà, qualche insegnamento interessante lo poteva anche dare. Gli altri, infatti, possono essere una grande fonte di ispirazione per il proprio business. Non si tratta di copiare i concorrenti, ma di prendere il buono delle loro azioni e riadattarlo al proprio caso.

Sulla scia di questa filosofia ho deciso di proporre alcuni spunti presi in un mio recente viaggio a Capri e che magari possono essere riadattati con fantasia e criterio ai più nostrani business.

A Capri il cliente capita spesso che venga trasformato da un negozio, ristorante o albergo come brand ambassador, cioè come colui che promuove il brand. Come lo fa? In diversi modi. Ad esempio invitandolo a rimanere nel negozio il più a lungo possibile, magari usufruendo delle poltroncine che i negozianti mettono loro a disposizione ai bordi delle strade. Il cliente seduto su quelle poltroncine, spinge gli altri passanti a interessarsi al negozio. Come mai qui c’è gente? Che succede? E così molti passanti curiosi entrano nel negozio, si soffermano a guardare le vetrine, fanno foto.

Una strategia utilizzata, invece, per invitare i potenziali clienti presso il proprio business è di pubblicizzarsi attraverso un giornalino, che viene consegnato in ogni angolo mondano dell’isola. La vecchia e cara pubblicità cartacea, oggi tanto snobbata a favore del web, sfodera le sue più suadenti armi per ammaliare il visitatore caprese. Carta patinata, foto scelte accuratamente e testi essenziali ed evocativi catturano inevitabilmente lo sguardo e spesso anche la voglia di acquistare.

E poi ci sono i simboli. Faraglioni e limoni sono ovunque. Praticamente i marchi dell’isola. Sono stampati sulle borse, sulle maglie e su tutti i souvenir che arredano gli affollati negozi. Sono riprodotti sulle maioliche e in porcellana. Sono riprodotti sulle saponette. Sono riprodotti persino nei profumi: profumo di limone e quello di erbe selvatiche dei Faraglioni. I simboli ripetuti aiutano a far ricordare un brand, in questo caso Capri.

I miei sono tre spunti che possono essere facilmente adattati ad altre realtà. Non richiedono grandi investimenti e spesso riescono a dare dei buoni risultati. Seguirli non è un dovere, ma come diceva mia nonna: “Chi non fa, come vede da fa…”.

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