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David e Golia

La presidenza di Strasburgo attribuita a David Sassoli senza l’apporto degli italiani, se si eccettuano i democratici, mi ha fatto pensare alla lotta impari tra David e Golia. Tutti ricordiamo che quest’ultimo, capo dei Filistei, si presentava agli avversari con una statura possente tale da sfiorare i tre metri.
Questo gigante non faceva altro che insolentire gli israeliti e provocarli, forte anche della sua sperimentata esperienza di soldato.
Golia da quaranta giorni stuzzicava il popolo d’Israele, chiedendo che qualcuno si facesse avanti per sfidarlo e decretare così quale sarebbe stato il popolo dominatore, mentre il perdente sarebbe stato ridotto in schiavitù.
Nessuno si azzardava a rispondere ad una simile sfida assolutamente impari, fino a che non si fece avanti il giovane David, un ragazzo che era però convinto della sua bravura a tirare di fionda: così andò sul greto del fiume, di procurò cinque pietre, le infilò nella bisaccia e quando si mise di fronte al suo gigantesco rivale, dovette subire persino risate di scherno ed espressioni deridenti.
Golia non aveva, però, considerato David e la sua mira infallibile con la fionda: il ragazzo fece roteare la sua arma micidiale e la pietra si conficcò al centro della fronte del soldato gigantesco che stramazzò a terra fulminato.

David Sassoli richiama alla mente questo intrepido ragazzo sia per la equivalenza del nome, ma anche il cognome “Sassoli” è associabile alla pietra scagliata: quali le armi del neo-Presidente? Sicuramente, la compostezza, lo stile, il riconoscimento dato ai Padri fondatori della Unione Europea, la volontà di una ricomposizione delle diverse anime di questo continente, che potranno esprimere una buona sintesi, se avranno, davanti a loro, questo grande obiettivo di contrastare gli sguaiati nazionalismi ed il modo scomposto di voler distruggere, senza avere idee per come ricostruire.
L’Europa non è contro l’Italia come entità istituzionale, peraltro fondatrice dell’Unione: è contro gli autolesionismi espressi dal governo di questo Paese, che pensa di ottenere chissà cosa, deridendo, schernendo, avversando senza avere una alternativa credibile da proporre: un po’ come si comportava il gigantesco capo dei Filistei Golia, in opposizione al popolo israelitico.
L’Europa, al contrario, forse con una buona dose di astuzia, ha affidato proprio all’Italia, la responsabilità di tenere coeso il Parlamento di Strasburgo, nell’intento di rendere feconda nel nostro Paese, una energia ricostruttiva per ritessere la trama di cui si compone il tessuto di questa Unione, forse sfilacciato in più parti.
David Sassoli è stata la risposta verso la quale si è orientata la maggioranza assoluta degli europarlamentari.
Gli italiani, ancora una volta disuniti e contradittori, (visto che in tante circostanze la parte politica oggi maggioritaria del Paese, ha sentenziato che si dovesse dare spazio “prima agli italiani”) sappiano trarre da questa lezione, un insegnamento che li renda davvero credibili eredi di coloro che dettero vita a questo sogno di “Europa delle nazioni”.

di Ernesto Albanello

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