Film nelle frazioni di Teramo con “Itinerari di Cinema” a cura di Persia e Cinemusica Nova

TERAMO – “Itinerari di cinema” è il titolo della rassegna che, all’interno di Teramo Natura Indomita, il Comune ha organizzato con inizio dal prossimo 24 Settembre e fino al 14 ottobre.  Il titolo sintetizza la doppia finalità della manifestazione. Da un lato la proposta di proiettare le pellicole nella frazioni del territorio, allo scopo di favorire ulteriormente la valorizzazione anche dal punto di vista turistico, e dall’altro, la scelta di assegnare alla rassegna un percorso tematico preciso che si sviluppa come di seguito “viene dettagliatamente indicato.

La scelta dei siti dove saranno proiettati i film risponde alla necessità di garantire il rispetto delle norme anticovid e pertanto sono state individuate aree dalle dimensioni e dalla centralità adeguate.

Come da titolo, la rassegna intende attraversare le frazioni della provincia di Teramo, per valorizzarle e dare loro l’opportunità di rendersi ideale cornice di una nutrita selezione di film. Le ventuno opere sono divise in specifiche sezioni e sono state selezionate secondo un ordine di qualità e varietà. Ci sono ben sei sezioni, ognuna corrispondente a un colore e a un genere o una tematica:  il cinema dei ragazzi; fantascienza ecologica; commedie del mondo; le ombre del thriller; spazio cult; amore e odio. A parte la prima sezione, quella riservata ai ragazzi, che ha attinto principalmente ai migliori film d’animazione (cartoni o computer grafica) degli ultimi anni, e lo “spazio cult” riservato al film Grease, riservato specificamente al campus universitario di Colleparco a inaugurazione del nuovo anno accademico, gli altri cicli sono composti quasi esclusivamente da film mai presentati sul territorio provinciali e scelti in base a criteri di valore artistico e spettacolare, in una linea d’equilibrio tra cinema d’autore e cinema per il grande pubblico. Film di spessore e qualità, insomma, che non mortifichino l’intelligenza e il gusto degli spettatori e che sappiano conciliare divertimento e cultura. I titoli sono firmati da alcuni dei più prestigiosi registi del momento (Desplechin, Honoré, Payne, Szumowska, Hausner, Gan Bi, Duprat e Sorogoyen). Anche nel settore animazione si è voluto omaggiare i grandi nomi e le grandi case (Ocelot, Spielberg, la Pixar di Disney). È stata altresì curata la provenienza geografica dei titoli. Non ci sono soltanto film hollywoodiani, nondimeno presenti soprattutto nella sezione dedicata a bambini e ragazzi. È stata prediletta la provenienza europea (Francia, Spagna, Inghilterra, Austria). Sono stati inseriti film dell’Est Europa, dell’America latina, dell’Asia e del mondo arabo. Oltre che nelle frazioni, “Itinerari di cinema” spiega e allarga le sue traiettorie anche nel mondo, per abbracciare globalmente un’idea di cinema totale e internazionale.

PROGRAMMA: SETTEMBRE ore 21.00

  • VENERDI 24 –                   FRONDAROLA                                   OCEANIA
  • SABATO 25 –                      FRONDAROLA                                   DOWNSIZING
  • DOMENICA 26 –               COLLEATTERRATO                          DILILI A PARIGI
  • LUNEDI 27 –                      COLLEATTERRATO                          UN LUNGO VIAGGIO NELLA NOTTE
  • MARTEDI 28 –                  VILLA VOMANO                                 COCO
  • MERCOLEDI 29 –             VILLA VOMANO                                 L’HOTEL DEGLI AMORI SMARRITI
  • GIOVEDI 30 –                     POGGIO CONO                                  INSIDE OUT
  • OTTOBRE ore 21.00
  • VENERDI 1 –                       SCAPRIANO                                       LITTLE JOE
  • SABATO 2-                          NEPEZZANO                                      IL GRANDE GIGANTE GENTILE
  • DOMENICA 3 –                  NEPEZZANO                                      LE INVISIBILE
  • LUNEDI 4 –                         COLLE S. MARIA                              BEAST
  • MARTEDI 5 –                      SAN NICOLO                                     ROUBAIX
  • MERCOLEDI 6 –                 PIAZZALE UNIVERSITA               GREASE
  • GIOVEDI 7 –                        VILLA TOFO                                      NON CONOSCI PAPICHA
  • VENERDI 8 –                       VALLE S. GIOVANNI                      IL MIO CAPOLAVORO
  • SABATO 9 –                         QUARTIERE GAMMARANA         IL REGNO
  • DOMENICA 10 –                 MIANO                                               CRESCENDO
  • LUNEDI 11 –                        MIANO                                                FERDINAND
  • MARTEDI 12 –                    PIANO DELLA LENTA                    RANGO
  • MERCOLEDI 13 –               PIANO DELLA LENTA                   UN’ALTRA VITA
  • GIOVEDI 14 –                      SAN NICOLO                                     ZOOTROPOLIS

LE SEZIONI

IL CINEMA DEI RAGAZZI (colore azzurro)

OCEANIA (Moana) – Regia di Ron Clements e John Musker – dur: 107’

È il primo film d’animazione in computer grafica dell’impareggiabile coppia Ron Clements-John Musker, dopo i notissimi La sirenetta; Aladdin; Hercules; Il pianeta del tesoro; La principessa e il ranocchio. Cartone ecologico, 56° classico Disney, candidato a 2 Oscar nel 2017 (migliore canzone e miglior film d’animazione). La trama, che prende ispirazione dai miti polinesiani, ha al centro la piccola Vaiana Waialiki, figlia ed erede del capo della piccola isola polinesiana di Motunui. Viene scelta dall’Oceano stesso per riportare alla dea Te Fiti il cuore che le è stato sottratto e riportare così la luce sul mare.

RANGO – Regia di Gore Verbinski – dur: 107’

Oscar 2012 per il miglior film d’animazione, è un western spassoso dove il protagonista è Rango (storpiatura di Ringo), un camaleonte domestico che, finito nel deserto quasi per caso, deve riuscire a sopravvivere ai predatori. Ha ottenuto anche 1 candidatura a Golden Globes, 1 candidatura a BAFTA e vinto un premio ai Critics Choice Award. Gore Verbinski  è il regista di The ring e Pirati dei Caraibi. Scintillante produzione della Industrial Light And Magic, qui per la prima volta alle prese con l’animazione dopo decenni di trionfi nel campo degli effetti speciali. Una grande avventura, nel senso più classico del termine.

FERDINAND – Regia di Carlos Saldanha – dur: 108’

Basato sul libro La storia del toro Ferdinando (1936) di Munro Leaf, volume messo al bando e bruciato nella Germania nazista. Già nel 1938 c’era una versione Disney (regia di Dick Richard). In questo lungometraggio Fox, nominato agli Oscar e ai Golden Globe, la storia viene estesa e approfondita. Ferdinand è un vitello spagnolo nato in un allevamento che produce tori per le corride, ed è ridicolizzato dagli altri vitelli poiché adora i fiori e odia combattere. Dopo che il toro Raf, suo padre, partecipa a una corrida da cui però non torna più, Ferdinand scappa dell’allevamento e dopo un lungo viaggio viene adottato da un floricoltore e da sua figlia, Nina. Anni dopo, divenuto un enorme toro, Ferdinand mantiene la sua indole pacifica, ma a causa di un incidente, viene erroneamente considerato pericoloso, viene così catturato e riportato all’allevamento dove è nato e vi incontra i vitelli (cresciuti) che lo prendevano in giro, una capra e dei porcospini lo stesso giorno.

DILILI’ A PARIGI (Dilili à Paris) – Regia di Michel Ocelot – dur: 95’

Magico cartone dell’autore di Kirikù e la strega Carabà, il francese Michel Ocelot, premiato con un César, che prosegue la sua ricerca di cinema etico ed educativo, pieno di riferimenti all’attualità sociale, eppure capace di emozionare ed essere compreso da grandi e piccini. L’animazione è al solito sbalorditiva. Un giorno, il corriere Orel va a trovare l’orfana Dililì e si fa raccontare la sua storia: Dililì, franco-canaca, veniva discriminata nel suo villaggio d’origine per la pelle chiara essendo di etnia mista; a Parigi, invece, viene rimproverata perché ha la pelle più scura. Orel si offre di portarla in giro a bordo della sua tricicletta mentre effettua le consegne, entusiasmando la bambina. Durante il viaggio Dililì decide di indagare sulle recenti e numerose sparizioni di bambine causate dai Maschi Maestri, fanatici che intendono “raddrizzare” Parigi.

COCO – Regia di Lee Unkrich e Adrian Molina – dur: 105’

Il 19° lungometraggio Pixar si svolge in Messico e fa vivere in scintillanti colori la celebrazione del Día de Muertos. A Santa Cecilia il piccolo Miguel Rivera sogna di diventare un musicista come il suo idolo Ernesto De La Cruz. È però ostacolato dalla famiglia (soprattutto la nonna), da quando Mamá Imelda, trisavola di Miguel, fu abbandonata con la piccola figlia Coco dal marito musicista. Ma, rompendo accidentalmente il ritratto della trisavola e del marito (il cui volto era stato strappato), Miguel nota un risvolto nella foto e scopre che su di esso è raffigurata la famosa chitarra di Ernesto, quindi si convince di essere il suo pro-pronipote. Seguono avventure al di qua e al di là dell’esistenza terrena. Il film ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui due Premi Oscar.

IL GGG – IL GRANDE GIGANTE GENTILE (The BFG) – Regia di Steven Spielberg – Con Mark Rylance, Ruby Barnhill, Rebecca Hall – dur: 117’

Dal libro del britannico Roald Dahl, Spielberg ha ricavato uno dei suoi film più poetici. Il GGG è un gigante, un Grande Gigante Gentile, molto diverso dagli altri abitanti del Paese dei Giganti che come San-Guinario e Inghiotti-cicciaviva si nutrono di esseri umani, preferibilmente bambini. E così una notte il GGG, che invece è vegetariano rapisce Sophie, una bambina che vive a Londra e la porta nella sua caverna. Inizialmente spaventata dal misterioso gigante, Sophie ben presto si rende conto che il GGG è in realtà dolce, amichevole e può insegnarle cose meravigliose. Il GGG porta infatti Sophie nel Paese dei Sogni, dove cattura i sogni che manda di notte ai bambini e le spiega tutto sulla magia e il mistero della vita onirica.

ZOOTROPOLIS – Regia di Byron Howard e Rich Moore – dur: 108’

La moderna metropoli di Zootropolis è una città straordinaria, moderna, tecnologica e abitata esclusivamente da animali. Uno dei migliori film di animazione in computer grafica, 55° classico Disney secondo il canone ufficiale. Il film è anche al nono posto tra i film d’animazione con maggiori incassi nella storia del cinema. Ha vinto un premio ai Premi Oscar, ha vinto un premio ai Golden Globes, ha ottenuto 1 candidatura a BAFTA, ha vinto un premio ai Critics Choice Award.

INSIDE OUT – Regia di Pete Docter, Ronnie del Carmen – dur: 102’

All’interno della mente di Riley Andersen, una ragazzina di undici anni che vive nel Minnesota, vivono cinque emozioni: Gioia, che garantisce la felicità alla ragazza; Disgusto, che si assicura che Riley non venga contaminata fisicamente e socialmente; Paura, che tiene Riley lontano dai pericoli; Rabbia, che impedisce che Riley subisca ingiustizie; Tristezza, il cui scopo inizialmente non è chiaro. Uno dei più noti e riusciti film del binomio Pixar/Disney, che ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui l’Oscar al Miglior film d’animazione (su due candidature), il Golden Globe e il BAFTA nella stessa categoria.

FANTASCIENZA ECOLOGICA (colore verde)

LITTLE JOE – Regia di Jessica Hausner – Con Emily Beecham, Ben Whishaw, Kerry Fox – dur: 100’

Fantasia distopica della regista austriaca Jessica Hausner, in concorso al Festival di Cannes, dove ha ricevuto un premio. Il film, che  riflette le paura contemporanea per la disumanizzazione e la fine dei sentimenti, s’inserisce in un filone adulto di fantascienza, introspettivo ed ecologico. Una pianta, geneticamente modificata, sconvolge la vita di tutti gli esseri viventi. La presenza muta del fiore, rosso e dalle lunghe spirali, funziona in realtà da innesco di fragilità e patologie già presenti in ogni personaggio del film: la protagonista Alice è una madre apprensiva e dedita al lavoro; il suo collega Chris un insicuro innamorato di lei; il figlio Joe un figlio diviso fra due genitori; l’anziana collega Bella ha un tentato suicidio alle spalle. Apparentemente, il mutamento portato dal fiore, che elimina ogni impulso emotivo e livella l’umore su una sensazione d’appagamento, migliora le vite di tutti, togliendo però agli individui, proprio come in un’invasione di ultracorpi, la loro specificità.

DOWNSIZING – Regia di Alexander Payne. Con Matt Damon, Christoph Waltz, Chau Hong, Jason Sudeikis – dur: 135’

Nella Norvegia a tutta sostenibilità, uno scienziato trova la soluzione per risolvere il problema della sovrappopolazione: rimpicciolire gli esseri umani. Una volta miniaturizzata e arginato il consumo eccessivo di energia, l’umanità tornerà ad essere sostenibile per il pianeta. Ma è davvero la soluzione a tutti i problemi? Al centro del film, che rimprovera agli Stati Uniti lo sguardo ombelicale e la mancanza di lungimiranza e di programmazione ambientale, si allunga il cammino virtuoso di Matt Damon, battuto da dilemmi esistenziali: andare verso il futuro o restare dentro il presente? Partecipare a una suggestione o esporsi alla vita reale? Un antieroe che prova a riprendersi il controllo di avvenimenti che lo trascendono. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Critics Choice Award, 1 candidatura a SAG Awards.

AMORE E ODIO (colore rosso)

UN’ALTRA VITA (Twarz) – Regia di Malgorzata Szumowska – Con Mateusz Kościukiewicz, Malgorzata Gorol – dur: 91’

Jacek ama l’heavy metal, la sua fidanzata e il suo cane. Tutti lo considerano un tipo bizzarro. Mentre lavora nel cantiere di quella che dovrebbe diventare la più alta statua di Gesù Cristo al mondo, è vittima di un incidente che lo sfigura. Quali saranno le conseguenze di un’operazione chirurgica che cambia totalmente il viso a un uomo? Come affronterà la vita dopo questa drastica trasformazione? Il film è stato premiato al Festival di Berlino ed è firmata da una delle più importanti registe del cinema europeo. La statua del Cristo Re esiste davvero. È stata costruita fra il 2006 e il 2010 proprio a Świebodzin per essere la più grande e alta del mondo, sorpassando in dimensioni anche quella più celebre del Cristo Redentore di Rio de Janeiro a cui si ispira. Il film parte da uno spunto reale, la costruzione della statua appunto, per provare a raccontare la Polonia dalla prospettiva della provincia più profonda.

BEAST – Regia di Michael Pearce – Con Jessie Buckley, Geraldine James, Johnny Flynn – dur: 107’

Una giovane donna si innamora di un uomo con il quale spera di poter scappare dalla sua famiglia. Ma sull’isola avviene un omicidio. Ottimo esordio del cineasta inglese Michael Pearce, ha vinto un premio ai BAFTA (British Academy Film Awards). Si svolge nella selvaggia e claustrofobica isola di Jersey, nel canale della Manica, dove la ventisettenne Moll vive ancora con la famiglia, occupandosi del padre malato e sottostando alla rigida disciplina comportamentale e psicologica che le impone la madre. C’è infatti un passato problematico nella storia di Moll, un passato di violenza subita e inflitta, che richiede che la si controlli. E poi c’è in giro un criminale efferato, un serial killer…

L’HOTEL DEGLI AMORI SMARRITI (Chambre 212) – Regia di Christophe Honoré – Con Chiara Mastroianni, Vincent Lacoste, Carole Bouquet – dur: 86’

Maria e Richard sono sposati da vent’anni. Una sera lui scopre che lei ha un amante: si tratta di un suo studente dell’università. Non valgono a nulla le motivazioni che Maria adduce. Richard è sconvolto. Lei decide allora di lasciare il domicilio coniugale senza andare però troppo lontano: la stanza numero 212 dell’hotel di fronte a casa. Da lì può avere una visione a distanza sul consorte e sul suo matrimonio. Ma non sarà sola in questa riflessione. Commedia brillante e ricca di colpi di scena di uno dei più noti registi francesi di oggi. È anche una brillante riflessione sul tema del divenire. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha ottenuto 1 candidatura a Cesar.

NON CONOSCI PAPICHA (Papicha) – Regia di Mounia Meddour Gens – con Lyna Khoudri, Shirine Boutella, Yasin Houicha – dur: 105’

Nedjma è una ragazza vivace che ama la moda e sogna di fare la stilista. Frequenta l’università, esce di nascosto la sera con la sua migliore amica, ma nell’Algeria degli anni Novanta viene mal giudicata da chi disprezza la libertà – di pensiero, di vestiario, di movimento, di stile di vita – femminile. La voglia di mettere su la sua prima sfilata viene dunque vista come un affronto dai fondamentalisti del posto, e la sua vita e quella delle sue amiche inizia a prendere una piega sempre più pericolosa. Per il suo debutto nella fiction la documentarista Mounia Meddour sceglie una storia che le è cara, perché è la sua. Le fondamenta autobiografiche si percepiscono chiaramente: Papicha – termine algerino per il nostro ‘hipster’ – è un crescendo di tensione narrativa ed emozioni mutiple che arrivano dritte allo spettatore e lo stordiscono, raccontando una realtà ancora attuale. Il film ha vinto 2 Cesar e ottenuto 1 candidatura ai Lumiere Awards.

LE OMBRE DEL THRILLER (colore giallo)

ROUBAIX, UNA LUCE NELL’OMBRA (Roubaix, une lumière) – Regia di Arnaud Desplechin – Con Roschdy Zem, Léa Seydoux, Sara Forestier – dur: 119’

Una signora anziana viene brutalmente assassinata. Il capo della polizia indaga sul caso. Il film affonda le radici in un fatto di cronaca avvenuto a Roubaix nel 2002 e si ispira al documentario per la televisione di Mosco Boucault (Roubaix, Commissariat central). Attraverso il suo personaggio, lontano dagli stereotipi del poliziotto al cinema, e alle sue deambulazioni notturne, il regista Arnaud Desplechin fa un memorabile ritratto di Roubaix, la città dove è nato e cresciuto e nella quale ha girato tre dei suoi film (Racconto di Natale, I miei giorni più belli, I fantasmi d’Ismael). Il film ha ottenuto 7 candidature e vinto un premio ai Cesar, 4 candidature e un premio ai Lumiere Awards.

UN LUNGO VIAGGIO NELLA NOTTE (Diqiu zuihou de yewan)– Regia di Gan Bi – Con Wei Tang, Sylvia Chang, Meng Li – dur: 138’

Noir cinese, ispirato a Roberto Bolaño, a firma di uno dei più importanti cineasti contemporanei. Esplora i meccanismi dell’inconscio e del ricordo e quindi è caratterizzato da una narrazione non lineare che procede avanti e indietro, in modo irregolare e mendace. Come è fatta la memoria? Come lavorano i ricordi? Una domanda su cui si interrogano da secoli scienziati e romanzieri, senza trovare una risposta certa. Luo Hongwu fa ritorno a Kaili, a 12 anni di distanza da una relazione che non è riuscito a dimenticare. Fa il possibile per ritrovare la donna e per ricostruire quanto è avvenuto, ma i suoi ricordi si mescolano alla sua immaginazione. Il titolo originale del film è “Le ultime notti sulla Terra”.

IL REGNO (El Reino) – Regia di Rodrigo Sorogoyen – Con Antonio de la Torre, Mónica López, Josep Maria Pou – dur: 122’

Manuel Gomez Vidal, politico di successo con una vita apparentemente perfetta, è in realtà un corrotto che ha trafugato per anni fondi pubblici. Film spagnolo rivelazione, ha vinto 7 Goya ed è stato selezionato tra i tre finalisti del Premio Lux, riconoscimento attribuito dal Parlamento europeo ad opere cinematografiche europee che si distinguono per la capacità di trattare temi rilevanti nel dibattito socio-politico e dunque di contribuire alla costruzione di una comune identità. Secondo la direzione generale della Comunicazione del Parlamento Europeo, “Il regno è un thriller politico, che mette a nudo la corruzione che corrode il mondo della politica, scavando sotto la superficie per mostrare come il marcio si diffonda, quasi fosse un processo naturale, tra gli uomini e le donne convinti che determinati comportamenti siano perfettamente normali. Antonio de la Torre regala un’interpretazione esemplare nel ruolo di un uomo disperato, determinato a non pagare il prezzo della sua stessa vanità”.

COMMEDIE DEL MONDO (colore rosa)

CRESCENDO #MAKEMUSICNOTWAR – Regia di Dror Zahavi – Con Gotz Otto, Daniel Donskoy, Bibiana Beglau – dur: 102’

Eduard Sporck, direttore d’orchestra di importanza mondiale riceve ed accetta la proposta di costituire un’orchestra formata da giovani musicisti israeliani e palestinesi con l’obiettivo di realizzare un concerto. L’impresa, già difficile sulla carta, si dimostra ancor più complessa nella realtà perché il confronto è da subito molto duro. Lo è stato anche quello, sul set, tra gli attori delle rispettive fazioni. Dror Zahavi, nato a Tel Aviv, ma residente in Germania in maniera definitiva dal 1991, ha realizzato un film potente, che più di tanti saggi, sa entrare nel cuore del conflitto arabo-israeliano.

LE INVISIBILI (Les Invisibles) – Regia di Louis-Julien Petit – Con Audrey Lamy, Corinne Masiero, Noémie Lvovsky, Déborah Lukumuena – dur: 102’

Irresistibile commedia di disobbedienza civile di Louis-Julien Petit, che aveva già dimostrato d’impiegare il cinema come tribuna per affrontare realtà difficili, andando al di là della semplice osservazione sociale. L’autore francese trascorre un anno nei centri di accoglienza per raccogliere testimonianze e realizza un film che dona voce alle donne dimenticate dal mondo e a quelle che le sostengono, accogliendole ‘senza condizioni’ e alleviando la loro angoscia quotidiana. Viene ordinata la chiusura dell’Envol, un centro di accoglienza diurno ubicato nel Nord della Francia, che riceve donne senza fissa dimora. Audrey e Manu, che dirigono il centro, con l’aiuto di Hélène, psicologa trascurata dal marito, non si arrendono e decidono di installare clandestinamente un laboratorio terapeutico e un dormitorio.

IL MIO CAPOLAVORO (Mi obra maestra) – Regia di Gastón Duprat – Con Guillermo Francella, Luis Brandoni, Andrea Frigerio – dur: 100’

È impossibile riassumere la trama di Il mio capolavoro senza rovinare le tante sorprese di una storia che si segue come una commedia spassosa per situazioni e battute fulminanti, ma si sviluppa come un thriller e raggiunge conclusioni inaspettate. Forse il modo migliore è quello leggerlo come un buddy movie, ovvero la storia di un’amicizia pluriennale e profonda fra due uomini vicini alla terza età e dediti all’arte, l’uno da un’angolazione commerciale, l’altro da una prospettiva puramente estetica. Il mondo che circonda l’arte contemporanea, fatto di appassionati, critici e geni incompresi, è descritto in tutta la sua superficiale volubilità e in tutta la sua inconsistenza. Gaston Duprat, regista e sceneggiatore, ha già firmato L’artista e Il cittadino illustre, due ottime commedie argentine che avevano a che fare con la natura complessa del lavoro creativo, il primo parlando direttamente di pittura contemporanea, il secondo di letteratura.

SPAZIO CULT (colore viola)

GREASE – Regia di Randal Kleiser – Con John Travolta, Olivia Newton-John, Jeff Conaway, Barry Pearl – dur: 106’

Film celeberrimo di fine anni ’70, tratto dall’omonimo musical di Jim Jacobs e Warren Casey, consacrò la fama di John Travolta, dopo il successo planetario di Saturday Night Fever. Al posto della disco-music imperante all’epoca, l’opera recupera ambientazione e ritmi anni ’50 ed è girato in California. La colonna sonora del film venne pubblicata su un doppio LP della RSO Record e rimase per diverse settimane al primo posto delle classifiche in molti paesi. In Gran Bretagna i duetti You’re The One That I Want e Summer Nights arrivarono entrambi in vetta alle classifiche e ancora nel 2002 appaiono rispettivamente all’ottavo e al ventunesimo posto della classifica ufficiale di vendite di singoli di tutti i tempi. La canzone Hopelessly Devoted to You ebbe una nomination al premio Oscar alla migliore canzone originale nel 1979. La canzone tema del film, scritta da Barry Gibb (all’epoca leader dei Bee Gees) e interpretata da Frankie Valli, giunse anch’essa ai primi posti delle classifiche.

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