Lettera aperta dei docenti dell’Alessandrini-Marino: “niet” a trasferimento al Pascal

TERAMO  – Mentre è ancora in corso la riunione con i Dirigenti Scolastici di Teramo, il responsabile dell’Ufficio scolastico provinciale Nardocci, con  Presidente della Provincia Diego Di Bonaventura e il Consigliere Luca Frangioni, docenti e alunni dell’IPSIA Marino hanno inscenato un nuovo sit-in. Una delegazione era salita in sala consiliare per assistere all’incontro. Una piccola discussione poi c’è stata con alcuni membri della Consulta degli studenti, i quali si sono dissociati nei metodi ,ma non merito e nei contenuti, dei comunicati e delle proteste degli insegnanti dell’IPSIA Marino.

Dalla riunione, poi trasferitasi in Sala Giunta, con le dirigenti interessate dal trasferimento e dagli spostamenti, ci si attende un esito positivo.

Prima dell’incontro in sala consiliare i professori del Marino avevano consegnato una lettera rivolta ad Enti e istituzioni interessate.

Testo Lettera:

Lettera aperta degli insegnanti dell’IIS “Alessandrini-Marino” ai Dirigenti Scolastici di Teramo, al responsabile dell’Ufficio scolastico provinciale, nonché al Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Teramo, al Consigliere delegato all’edilizia scolastica e al Sindaco di Teramo. (Sala del Consiglio Provincia di Teramo – Riunione di martedì 7 settembre 2021) L’inizio dell’anno scolastico evidenzia problematicità che, se non affrontate e risolte, potrebbero aggravare la già difficile situazione per chi lavora nelle classi, per gli studenti e le loro famiglie. Questa considerazione, che prefigura un pericolo, ci ha determinati, in quanto docenti soprattutto dell’Ipsia “Marino” che da 4 anni vive nella precarietà di chi non ha più una sede propria perché dichiarata inagibile dopo il sisma del 2016, a fare la nostra parte. La partecipata manifestazione dello scorso venerdì ha permesso di affrontare, grazie anche al contributo del consigliere provinciale delegato Luca Frangioni e alla copertura offerta dagli organi di informazione, il punto in questione: la preminenza della didattica, in questo caso laboratoriale. Per questo, qui oggi, ci limitiamo a riportare nei fogli allegati quanto già emerso, in modo chiaro, per tutti i cittadini. Noi professori ci siamo assunti la nostra responsabilità e non diserteremo. Ci attendiamo che le SS.LL. in indirizzo si assumano la loro e consentano di rimediare al problema della giusta, più volte promessa collocazione vicino ai laboratori delle 11 aule occorrenti quest’anno scolastico, e ora sparse in vari angoli della città, al fine di offrire ai nostri studenti pari opportunità tutelandoli in uno spazio dove poter sviluppare la qualità delle competenze richieste dal profilo professionale, combattere la dispersione scolastica e difendere la speranza di un futuro onesto e dignitoso.

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