GAMBERO ROSSO, PREMIATA COME “RISTORATORE DELL’ANNO” NUCCIA DE ANGELIS DEL RISTORANTE D.ONE DI MONTEPAGANO

(Ultimo aggiornamento: martedì 30 ottobre 2018)

ROMA – È Nuccia De Angelis di D.one Ristorante Diffuso di Montepagano (Roseto degli Abruzzi) la vincitrice del premio “Ristoratore dell’anno”, che ha ricevuto stasera a Roma il riconoscimento dal Gambero Rosso, durante la presentazione della guida “Ristoranti d’Italia 2019”.

”Sperimentazione, ricerca, laboratorio delle idee – hanno detto i curatori – Solo così si costruisce il nuovo e si acquista identità. È questo il sottile filo rosso che attraversa la migliore ristorazione italiana’‘. Una realtà quanto mai sfaccettata e varia che spazia dai cuochi-imprenditori, come Romito e Alajmo, ai grandi “solisti” come Riccardo Camanini, new entry con il suo Lido 84 di Gardone Riviera nel novero delle Tre Forchette, e a solide famiglie: Iaccarino, Santini, Portinari, altra new entry nell’Olimpo con la Peca di Lonigo. Tutti impegnati, fra l’altro, a diversificare e moltiplicare l’offerta (bistrot, neo osterie, wine bar, ecc.) per democratizzare la qualità, per educare al buono e sano un pubblico sempre più vasto.

In totale sono 38 Tre Forchette che compongono la squadra dei migliori ristoranti d’Italia. Ad arricchire il panorama italiano il premio “Novità dell’anno” Casa Rapisarda di Alessandro Rapisarda a Numana (Ancona); Miglior comunicazione digitale: Moreno Cedroni de La Madonnina del Pescatore a Senigallia (Ancona); Miglior servizio di sala: Il Faro di Capo d’Orso di Maiori (Salerno); Miglior servizio di sala in albergo: George’s del Grand Hotel Parker’s a Napoli. Tutti meritevoli di rating d’eccellenza, come sottolinea il presidente Paolo Cuccia: “Gambero Rosso è riconosciuto a livello globale come marchio di garanzia delle eccellenze italiane”.

Al vertice dei riconoscimenti delle ambite “Tre Forchette”, invece, si conferma, dopo l’approdo sul trono lo scorso anno, l’abruzzese Niko Romito con 96 punti. Subito incalzato, a un punto di distanza, da un terzetto da capogiro: Massimiliano Alajmo de Le Calandre a Rubano (Padova); Massimo Bottura dell’Osteria Francescana a Modena; Heinz Beck de la Pergola dell’Hotel Rome Cavalieri.

IL D.ONE DI MONTEPAGANO. Ambienti e atmosfere di tempi passati, in un borgo medievale che stava scomparendo, uniti alla cucina gourmet e ad una scelta variegata per ogni gusto e per ogni esigenza. Questo caratterizza il primo ristorante diffuso d’Italia, il ‘D.One’ di Montepagano, frazione di Roseto degli Abruzzi, sulle colline teramane, il cui innovativo progetto è stato ideato dall’imprenditrice De Angelis, nominata “Ristoratore dell’anno”.

Tra i motivi del premio al D.One – l’attività a novembre scorso ha ottenuto anche la ‘Stella’ Michelin – c’è proprio il format unico ed innovativo. L’idea del ristorante diffuso, un borgo medievale che rischiava di scomparire, l’alta ristorazione e la proposta variegata. Il premio arriva in un momento in cui la ristorazione teramana subisce i duri colpi della crisi economica, anche con la chiusura di attività storiche. Un riconoscimento che Nuccia De Angelis, vuole condividere con il suo staff, dallo chef, Davide Pezzuto, agli aiuto cuoco, Ledio Cadri e Stefano Di Giacomo, dal sommelier, Gabriele Mattucci, ai responsabili di sala, Gianluca Armaroli e Rocco Bova.

“Il concetto di squadra, in un’attività come questa – dice infatti l’imprenditrice – è importantissimo. Sarebbe impossibile raggiungere questi risultati senza il mio chef e senza tutto lo staff”. “Sono felicissima – aggiunge – un riconoscimento che conferma che la passione per ciò che si ama viene sempre premiata. Con il D.One, infatti, ho voluto dare concretezza a quella che, da sempre, è la mia grande passione e i risultati, con mia grande gioia, si vedono. Vengono premiati l’entusiasmo e la dedizione, elementi fortemente condivisi con tutta la squadra del D.One”. Un riconoscimento “importante per la provincia di Teramo e per tutto l’Abruzzo; nel mio piccolo – conclude De Angelis – vorrei rappresentasse un segnale di rinascita in un momento difficile”.

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