Corsa contro la fame, chiusa la tre giorni di solidarietà dell’Istituto comprensivo di Isola del Gran Sasso-Colledara

Si sono appena conclusi tre giorni di solidarietà per gli alunni della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo di Isola del Gran Sasso-Colledara impegnati nell’iniziativa “Corsa contro la fame”. Il progetto solidale, a cui hanno aderito studenti di
tutto il mondo, è stato promosso dall’organizzazione umanitaria “Azione contro la fame”, che da 40 anni opera contro la fame e la malnutrizione infantile in circa 50 paesi. “
Abbiamo aderito con grande entusiasmo al progetto – ha affermato la Dirigente dell’istituto comprensivo, la dottoressa Giovanna Falconi- perché da sempre la nostra scuola si propone come obiettivo prioritario quello di sensibilizzare i ragazzi ai valori della solidarietà e dell’inclusione. Inoltre abbiamo scelto di partecipare a questa esperienza progettuale perché essa ha portato i nostri alunni a confrontarsi con storie di diritti negati, a riflettere e, quindi, a crescere”.
Ogni singolo studente si è cimentato in una corsa davvero unica: più giri percorreva e maggiori erano i fondi raccolti attraverso i suoi sponsor. Nell’ottica di una politica inclusiva che da sempre contraddistingue il nostro istituto scolastico, molti ragazzi hanno
volontariamente investito i loro risparmi, sponsorizzandosi a vicenda.
E’ questo, infatti, il meccanismo che sta alla base della Corsa contro la Fame, l’evento didattico-solidale nato in Francia nel 1997 e giunto in Italia alla sua quinta edizione, con l’adesione di 303 scuole su tutto il territorio nazionale ed oltre 2000 a livello
internazionale in 30 paesi in tutto il mondo.
Prima della performance, però, gli alunni hanno partecipato a sessioni di sensibilizzazione sulle tematiche della lotta contro la fame e la malnutrizione.
“La corsa contro la fame non è stato solo l’evento di un giorno- ha detto, infatti, la professoressa Marianna Lostagnaro, docente- referente della manifestazione- ma il momento conclusivo di un percorso di conoscenza di un mondo, quello del Ciad, lontano
dalle vite dei nostri ragazzi”.
Al termine delle attività formative, ogni studente è diventato parte attiva del progetto: ad ognuno è stato consegnato un “Passaporto Solidale”, strumento chiave del progetto, e con questo è stata affidata loro la missione di coinvolgere altre persone sulle tematiche
affrontate, andando alla ricerca di propri sponsor per la corsa: amici, familiari, vicini di casa, raccogliendo da ognuna di loro una promessa di donazione per ogni giro di percorso.
“Ovviamente nel proporre l’iniziativa- ha affermato il professor Antonio Zacchei, altro docente referente della Corsa contro la fame- è stata data più importanza all’aspetto solidale che a quello agonistico, nell’ottica dei principi educativi del fair play”.
E intanto i ragazzi sono già pronti per la prossima gara di solidarietà, segno che il messaggio è stato perfettamente recepito.

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