GIORNATA DELLA MEMORIA, L’INTERVENTO DEL SINDACO D’ALBERTO AL CONVITTO NAZIONALE DELFICO

La Giornata della Memoria, che viene celebrata in tutta I’Italia dall’anno della sua istituzione, non deve tradursi nel rispetto di un doveroso rito di ossequio alla Legge ma deve divenire una occasione per cogliere il senso e la ricchezza che da essa si intende diffondere, per il presente e per costruire un futuro migliore.

Così, l’appuntamento che si celebra ogni 27 Gennaio, è una occasione che viene data a tutti per compiere una operazione di riflessione ma anche di coinvolgimento emozionale e razionale.
Fare memoria significa tornare a comprendere le ragioni che hanno causato, come nel caso dell’olocausto degli ebrei, un evento storico, con esiti così terribili. Ma la memoria, per diventare concreta e non rimanere puro esercizio, va declinata nell’attualità. È evidente che stiamo vivendo un periodo nel quale i rigurgiti delle stesse ragioni che poi determinarono la terribile vicenda degli ebrei, delle minoranze etniche, dei disabili – tutti considerati un peso, per diverse ragioni, per la società dell’epoca – in qualche modo si stia riproponendo, almeno in nuce, nei giorni nostri.
Fare memoria allora, significa leggere quello che è accaduto, comprendere le ragioni che hanno determinato l’olocausto e attualizzarle, per fare di quella tragedia un monito e non un puro ricordo. Fare memoria, e quindi tornare agli accadimenti di quell’epoca, con il racconto, la testimonianza, la denuncia, si traduce anche nella individuazione della radice comune che legava tutti i tragici eventi, non confinati a mere circostanze locali; essi furono, con diverse e drammatiche analogie, gli stessi che si verificarono in tutto il Paese, in tutta l’Europa, in Abruzzo, a Teramo.

Il Comune aderisce a questa Giornata invitando a cogliere l’opportunità di riflessione, in particolar modo per i giovani, proprio nel momento storico che stiamo vivendo.
Uno dei più desolanti e drammatici portati di quell’epoca fu che gli esseri umani non erano concepiti come persone ma come numeri. L’olocausto produsse il calpestio della dignità umana e la storia, anche negli anni successivi e in altri Paesi del mondo, ha dimostrato che ogni volta che si ripete tale modalità, essa è il preludio di una tragedia. Di fronte a questo non possiamo rimanere indifferenti.
E’ nostro compito, perciò, non dimenticare anzi tornare a ricordare e riproporre tutto ciò, perché sappiamo che la politica ha anche una funzione di guida, di educazione, di insegnamento.
Invito tutti i miei concittadini a riflettere con intelligenza, passione e coinvolgimento su tali temi, che purtroppo sono ancora di attualità.
Invito i giovani a non essere superficiali, a non lasciare che questa occasione passi come una delle tante celebrazioni scritte nel calendario e li esorto a fare propri i temi e il monito che da essa ci giungono, perché bisogna leggere il passato e traslarlo nell’oggi: c’è il momento della comprensione, il momento della intelligenza, il momento della crescita.
E la Giornata della Memoria è una giornata di crescita.
Il futuro, di tutti, è anche il loro. Il nostro futuro appartiene a loro.

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