Riceviamo e pubblichiamo:

TERAMO – Stretta del Viminale contro le 48 mila case occupate abusivamente in tutta Italia a fronte di 750 mila case popolari. Una circolare del Viminale ha imposto una stretta contro le occupazioni abusive. Il Ministero con una circolare inviata ai Prefetti di tutta Italia compreso la Provincia di Teramo, infatti, questa mattina come nei giorni precedenti e lunedì della prossima settimana si consumerà un’ennesima offensiva cittadina che colpirà i ceti più deboli della società teramana, che a seguito di detta circolare, ci saranno sgomberi, in via Tevere tra le 10,30 e le 11,30, senza nessuna possibilità di ripensamento da parte delle Istituzioni locali seguendo l’indirizzo del Viminale. Infatti, la circolare prevede in tempi rapidi un censimento di tutti gli occupanti abusivi degli immobili ai fini dello sgombero. Inoltre gli stessi sono chiamati ad individuare chi si trovi realmente in condizioni di “fragilità” e quindi avere diritto ad una sistemazione alternativa, mentre tutti gli altri sgombrare senza tanti complimenti. Il SICET chiede al Comune e all’ATER un po’ di comprensione per chi già soffre di situazioni sfavorevoli della quotidianità. Si proceda con cautela predisponendo soluzioni alternative. Sarebbe grave pensare di affrontare la questione esclusivamente dal punto delle legittime aspettative della proprietà ad ottenere il rilascio degli immobili senza prima a punto una rete di protezione. Non si possono fare sgomberi soluzioni alternative. Non è con gli sgomberi di massa fatti sulla base di accertamenti sommari e frettolosi. Serve riflessione per distinguere tra gli abusivi veri e propri, che vanno giustamente perseguiti, e le situazioni di disagio sociale dovute alla povertà e alla storica carenza di politiche abitative sbagliate. In più occasioni abbiamo detto che l’emergenza casa rischiava di diventare una vera polveriera sociale. Per risolvere tale emergenza – servono politiche pubbliche e risorse per dare una casa a chi oggi non cel’ha.

IL SEGRETARIO PROVINCIALE SICET ANTONIO DI BERARDO