Calcio, Teramo: frasi e mezze frasi tra metafore e strani interventi fuori campo

TERAMO – Noi di ekuonews.it siamo orgogliosi, da teramani, d’avere una società calcistica che ci ricorda, non raramente, di essere rispettosa delle regole: lo siamo meno quando viene avanzato il sospetto che non sia così dappertutto, e non perché siamo finti moralisti, ma perchè tali aspetti andrebbero suffragati da fatti, che ad oggi non si evidenziano.

Affermare che ci siano allenatori sponsorizzati o mini atleti che pur di dimostrare il loro valore chiamino in causa esborsi in danaro dei loro genitori, sarà anche un bruttissimo modo per provare a farsi strada nel calcio di oggi, ma raccontarlo ai giornalisti in una conferenza stampa che segue quattro mesi di silenzio e ribadire che nel Teramo Calcio questi modi di agire non albergano, elegantissimo non è.

Non lo è neppure il fatto che ci venga formalizzata pubblicamente una notizia della quale bisogna prendere atto: “Campitelli non aveva il milione di euro mancante per iscrivere la squadra“. Così fosse stato, non andrebbe quasi urlato da chi era lì, dietro le quinte, a sorpresa, perché nella nota di convocazione della società non era stato preannunciato.

Minacciare querele, sempre con toni forti e quasi urlati, per aver affermato che dopo la legge Bosman i cartellini dei calciatori, soprattutto in C, non hanno costi (giovanissimi o eccezioni a parte), è al di fuori di ogni logica! In realtà è assolutamente vero, tant’è che Andrea Iaconi aveva poco prima ricordato che, delle 24 operazioni in entrata di questa stagione, solo per Mungo c’era stato un costo suppletivo di circa 25.000,00 euro… Questo implica che per 23 calciatori su 24 avevano inciso i soli ingaggi. Basta? No, perché nel tempo è cresciuta la figura dei procuratori, un costo in ciascuna operazione, non paragonabile però a quelli sostenuti fino al 1994.

La ciliegina sulla torta di ieri? Viene preannunciato, solo a taluni e non a tutti, come dovrebbe essere ancor di più a chi è proprio in quei momenti che ti sta tendendo la mano, che l’Anac avrebbe restituito al sindaco Gianguido D’Alberto la “vertenza Bonolis“, trattandosi di un contenzioso non vincolato ad una procedura di gara. Così fosse, sarebbe stato non solo corretto renderlo pubblico a ciascuno di noi, ma si sarebbe anche potuto aggiungere: “Stiano tranquilli i tifosi del Teramo, perché siamo sulla strada giusta“. Nulla di tutto ciò.

Evidentemente sono situazioni ed azioni che non comprenderemo mai e, forse, anche per questi motivi, in quella sala stampa, ci sentivamo e continuiamo a sentirci come fossimo in trasferta.

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