COMITATO QUARTIERI: UN DISGUIDO TECNICO NON HA PERMESSO INTERVENTO IN CONSIGLIO MA ECCO I PUNTI PER USCIRE DALL’EMPASSE DELLA RICOSTRUZIONE”

Con nota del 06/12/2018, protocollata all’Archivio Centrale del Comune di Teramo, lo scrivente Coordinamento ha richiesto al Presidente del Consiglio Comunale di avere voce nel corso dell’adunanza straordinaria del 14/12/2018, dedicata all’esame delle cause dei gravi ritardi nell’istruttoria delle pratiche da ricostruzione post sisma. Per motivi legati ad una disfunzione degli uffici comunali, il Presidente del Consiglio mi ha comunicato verbalmente di non aver ricevuto la lettera indirizzategli e, pertanto, non ha potuto dare possibilità alcuna ad un intervento di rappresentanti dei comitati civici.
Pertanto, abbiamo dovuto assistere passivamente all’interessante dibattito nel quale avremmo voluto rappresentare i gravi disagi che stanno sopportando gli oltre 4.000 sfollati teramani, che da due anni sono costratti a vivere fuori dalle loro abitazioni e che, nel contempo, hanno comportato per l’Erario un onere aggiuntivo ed improduttivo di circa 6 milioni per la loro temporanea sistemazione.
Abbiamo apprezzato e condiviso in linea di massima l’intervento del Sindaco Gianguido D’Alberto in quanto, come ci siamo pronunciati in ripetute occasioni, per uscire quanto più velocemente possibile dal disagio occorrerebbe:
a) implementare l’attuale pianta organica dell’Usr portandola quanto meno intorno a n.50 unità, di cui almeno 35 tecnici;
b) dare priorità e trasferire l’esame delle pratiche di tipo B (danni lievi) nei Comuni di rispettiva competenza con oneri a carico della Regione Abruzzo;
c) redigere ed approvare un Testo Unico sulle procedure post sisma e nel contempo procedere ad una esemplificazione burocratica delle istruttorie, attraverso modifiche legislative già sperimentate con successo nella Regione Marche. Ad esempio, si potrebbe autorizzare l’avvio della ricostruzione di immobili tipo B entro una somma non importante, riconoscendo agli stessi un acconto pari ad una percentuale sufficiente di copertura del danno, garantita da una polizza fidejussoria, salvo poi definire il rimborso finale ad ultimazione dell’esame della pratica;
d) prorogare l’esenzione dei tributi erariali e locali per le abitazioni inagibili sino al collaudo della ricostruzione, con una riduzione del 50% del carico tributario sino a quel momento maturato;
e) proporre al vertice dell’Usr un esperto in management.

Questo è quanto volevamo argomentare per contribuire a trovare un’urgente soluzione alle tante aspettative degli sfollati che hanno portato la città di Teramo ad una difficile emarginazione, rispetto agli altri e più fortunati capoluoghi di provincia abruzzesi.

 

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