CONSIGLIO TERREMOTO, J’ACCUSE DEL SINDACO D’ALBERTO AD ATER, USR E ALLA POLITICA: “SONO TUTTI RESPONSABILI”

TERAMO – “Il Consiglio straordinario sul terremoto è un grido di allarme di un’intera città”. Con queste parole il Sindaco Gianguido D’Alberto ha aperto i lavori dell’assise civica odierna. Per la Regione Abruzzo è presente il Presidente Vicario Giovanni Lolli; a sorpresa c’è anche il Direttore USR Marcello D’Alberto. Non c’è il Senatore ed ex Governatore Luciano D’Alfonso, e molti parlamentari e amministratori regionali che invece erano attesi. Sono arrivati più tardi il Comissario Ater Nicola Salini e l’Onorevole del PD Stefania Pezzopane.
Il Primo cittadino con indosso la fascia tricolore, un simbolo di democrazia e di responsabilità (così l’ha motivata) ed ha presentato il documento sulla Ricostruzione, poi votato all’uninamità. “Noi ci mettiamo la faccia con la città, dopo due anni dobbiamo dare risposte agli oltre i 4.000 sfollati. E’ importante oggi svolgere questo consiglio, perchè vogliamo alzare il livello di attenzione, anche perchè ci avviciniamo le elezioni. Il futuro della Regione Abruzzo si gioca sul tema della Ricostruzione. Non dobbiamo, però, strumentalizzare, in un senso o in un altro, ma fare tesori degli errori e delle scelte del passato. FIno ad ora c’è stata inabilità da un punto di vista delle responsabilità, per le scelte fatte“.

Il primo affondo è per l’USR e per Marcello D’Alberto: “I numeri sono impietosi, il numero delle pratiche evase è un dato oggettivo, non un qualcosa di sindacabile. Siamo al 2%, con 25 decreti di concessione. La fotografia dell’Usr è chiara ed impietosa. Si fa spesso il raffronto con quello che è la realtà degli altri uffici della ricostruzione. Non ci sono giustificazioni per trovare un alibi rispetto a dei numeri che sono oggettivamente negativi. A Teramo abbiamo interi quartieri spopolati e non ci sono risposte da dare”.

Il Primo cittadino poi lancia un J’accuse all’Ater: “Non ha mosso un dito, dopo aver palesato tutte le  sue mancanze nel corso degli anni”. Duro l’affondo alla Politica e alle Istituzioni: “Sono stanco di parlare con i deputati, con i sottosegretari, i commissari, i consiglieri regionali e di dover rappresentare la situazione teramana come se non la conoscessero. Delle due l’una: o fanno finta di non conoscerla, oppure la conoscono e non hanno alzato un dito. Non ci si può svegliare adesso!”.

Nel documento-mozione presentato in Assise civica e letto dal Primo cittadino ci sono 11 punti: c’e’ la richiesta di inserire un testo unico in materia di emergenza; di approvare un piano strategico per la messa in sicurezza e la tutela del territorio con un riordino del sistema delle ordinanze. Qui c’è l’impegno del neo Commissario Farabollini, spiega il Sindaco. Altro punto è la revisione del peso del cratere di Teramo: è sproporzionato, in modo negativo, rispetto al numero dei danni. “Pesiamo il 10%, con un numero di danni in percentuale al 18%“. Altro punto: ci vuole una proroga dello stato di emergenza. Poi c’e’ la questione USR: Il Sindaco nel ringraziare il direttore D’Alberto ha affermato che così non si può andare avanti, non è più tollerabile. L’Ufficio deve essere riorganizzato totalmente ed il primo cittadino indica nella politica la principale responsabile dell’inefficienza. L’Ufficio non è più adeguato per risolvere le criticità, ci vuole un nuovo impulso per sbloccare la ricostruzione leggera.

La lunga relazione del Sindaco D’Alberto si è chiusa con un ringraziamento alla gente e agli sfollati presenti con una folta delegazione in Consiglio, i quali hanno continuato a vivere nella dignità più assoluta. Poi un duro monito alla Politica: “La gente non deve essere più lasciata sola, non si può abusare della loro sofferenza“.

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