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Discarica Santa Lucia di Atri, lettera del Comitato alla Commissaria del Consorzio Piomba-Fino

Gentilissima Laura,

Leggendo le sue dichiarazioni alla stampa non Le nascondo che ho avuto una vera coltellata al cuore. Mi sarei aspettata una risposta del genere dall’Ad della Atri Ambiente, la ditta che gestisce l’attuale invaso, e che ha tutto il diritto di difendere il proprio lavoro.
Ma Lei. Lei è la responsabile di TUTTO l’invaso, non soltanto della zona “nuova”. Sono convinta che la Sua cieca fiducia sul nuovo impianto derivi da una visione positiva del mondo, perché le indagini della magistratura stanno ancora facendo il loro corso, e né io né Lei possiamo avere delle certezze. Siamo in attesa. Lei dichiara che avere la discarica, in particolare quella discarica, è un modello virtuoso. Parliamo di una discarica che è ancora sotto indagine e che speriamo davvero non abbia nulla di male, perché vede, per Voi probabilmente se dovessero esserci problemi e difformita’ accertate, sara’ soltanto l’ennesima discarica gestita male. Ma per noi che viviamo li’ intorno, che mangiamo i prodotti della nostra campagna, che respiriamo l’aria insieme ai nostri figli, a soli 200m dalla discarica, per noi sarebbe la certezza di aver rischiato un DANNO alla salute nostra e dei nostri figli.
Lei è Commissaria di un Ente Pubblico, un ente governato da ben 8 Comuni, i cui soci di maggioranza sono Pineto, Atri e Silvi. I Comuni che hanno permesso la nascita del Consorzio Piomba Fino, proprio questo venerdì, in una seduta pubblica (in cui Lei ha preferito non partecipare), hanno apertamente dichiarato la loro contrarieta’ ad un nuovo impianto ad Atri. Il PRGR approvato con delibera di consiglio il 18.07.2018 è stato approvato dopo che il Ministero aveva impugnato la Legge Regionale.
E come Lei ben sa, quella Legge prevedeva di escludere il nostro territorio da ulteriori programmazioni per diverse ragioni. Tanto che il Vostro Consorzio dovette ritirare in autotutela il bando emesso a Dicembre 2017. Le chiedo: Lei dirigente pubblico, oggi, è convinta di difendere un interesse pubblico? E quale interesse c’è nel produrre nuove discariche soprattutto se queste non sono necessarie?Non ha alcun valore, per Lei, la forte contrarieta’ da parte di tutta la nostra comunita’?
Perchè vede i dati sulla differenziata abruzzese, per fortuna, sono confortanti (v. DATI: ISPRA https://www.catasto-rifiuti.isprambiente.it, “Report rifiuti 2018”, PRGR Regione Abruzzo https://www.regione.abruzzo.it/content/piano-regionale-di-gestione-integrata-dei-rifiuti-prgr) .
Se il trend continua in positivo e se non saranno permessi ingressi esterni (soprattutto alle discariche pubbliche!), allora il fabbisogno della nostra Regione (dati disponibili sul sito della Regione!) è soddisfatto per i prossimi 10anni.
E dunque la nuova classe dirigente in Regione ha tutto il tempo di poter pensare a soluzioni diverse, che non prevedano l’interramento dei rifiuti, come peraltro raccomandato dalla direttiva europea che disincentiva le discariche (Direttiva 2018/850/UE che dovra’ essere recepita dagli stati membri entro il 5 Luglio 2020).
Io sono solo una cittadina comune, senza agganci politici e senza grandi risorse economiche, eppure voglio difendere la mia casa, la mia terra e la mia salute perché ne sono responsabile.E Lei come si sta adoperando insieme ai Vostri tecnici a risolvere i superamenti dei CSC nelle acque di falda? L’ARTA (prot.7610 del 23.12.2016) ha segnalato che la ditta non ha provveduto alla trasmissione degli autocontrolli delle emissioni in atmosfera e dei rapporti di prova sulla torcia autorizzata (2015-2016); inoltre, nell’analisi delle emissioni diffuse del 2016, 2017 e 2018, pubblicate sul sito della Regione Abruzzo, il solo parametro ricercato è stato il Metano, senza considerare le Linee Guida dell’ARTA ai sensi del D.Lgs. 36/2003 ( “gli autocontrolli sulle emissioni diffuse all’esterno della discarica, non sono stati effettuati, Non sono stati analizzati i parametri H2, H2S, NH3, Mercaptani previsti sul biogas all’interno della discarica”). Avete rimediato? Purtroppo le pubblicazioni sono carenti, e il nostro Comitato da anni sta chiedendo di essere rassicurato. Confidiamo di poter leggere la Vostra documentazione quanto prima. Intanto noi pubblichiamo i resoconti che ci avete fornito Voi in questi anni in una sintesi in cui si evidenziano ancora i superamenti dei CSC.

Gentile Architetto D’Alessandro, Lei quante volte è venuta sul posto? Dire a noi che viviamo nei dintorni che non ci sono gabbiani, che non c’è puzza, è una vera e propria mancanza di fiducia verso noi cittadini, che dovremmo essere invece ascoltati e ricevuti proprio da Lei. Vi allego le foto dei gabbiani, e anche le foto delle buste di plastica blu, e le strisce di percolato sulla strada, Lei che ha dichiarato che in quell’invaso non saranno stoccati rifiuti riciclabili, ci permetta di avere almeno il dubbio, perché in questi 3 anni non è stato sempre così. Inoltre, anche nell’invaso attuale era autorizzaro il solo rifiuto stabilizzato, eppure con una deroga della Regione, Vi è stato concesso di stoccare nell’area anche altro.
Infine mi permetto di ricordarLe che il vecchio invaso è una Vostra competenza, non della ditta Atri Ambiente e che Voi dovreste essere i controllori della ditta che gestisce, non i loro partner commerciali.

Lei è stata chiamata a fare da Commissario per consentire la chiusura di un ente in dismissione e il passaggio all’AGIR. Quindi direi che nel prossimo futuro il nostro invaso sara’ di competenza dell’AGIR, non più del Consorzio.
Da un punto di vista economico, è preoccupante la Vostra dichiarazione circa i 5 milioni di euro per i prossimi 30 anni.
L’articolo 15 del D.L 13 gennaio 2003, n. 36, dispone che «il prezzo corrispettivo per lo smaltimento in discarica deve coprire i costi di realizzazione e di esercizio dell’impianto, i costi sostenuti per la prestazione della garanzia finanziaria ed i costi stimati di chiusura, nonché i costi di gestione successiva alla chiusura per un periodo pari a quello indicato all’articolo 10, comma 1, lettera i)»; 
   l’articolo 13 del medesimo decreto legislativo stabilisce che «nella gestione e dopo la chiusura della discarica (…) deve, inoltre, essere assicurata la manutenzione ordinaria e straordinaria di tutte le opere funzionali ed impiantistiche della discarica», che «la manutenzione, la sorveglianza e i controlli della discarica devono essere assicurati anche nella fase della gestione successiva alla chiusura, fino a che l’ente territoriale competente accerti che la discarica non comporta rischi per la salute e l’ambiente» e che «il gestore della discarica è responsabile della corretta attuazione delle disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3».;
Dunque questi soldi dovrebbero essere stati messi da parte dal vostro Consorzio includendoli all’interno dei costi di smaltimento in discarica. Per quanto riguarda il nuovo impianto, la Corte di cassazione, sez. VI penale, con sentenza 25 marzo 2015, n. 12656, ha sancito che «il prezzo per lo smaltimento del rifiuto in discarica, comprende sia i costi di gestione attiva del servizio sia gli oneri di gestione post mortem dell’invaso […] il gestore è tenuto […] a garantire l’adempimento dell’obbligo contrattuale di gestione post operativa. ».

Ma siamo sicuri che Lei conosce molto meglio di noi la normativa, altrimenti non avrebbe potuto dirigere un Consorzio con una missione così delicata, quindi Le chiediamo un chiarimento in merito a questa stima sui “costi” perché a noi non è chiaro ciò che intendesse dire.

Come Consorzio, dovreste immediatamente studiare un modo per arginare invece l’inquinamento dell’acqua sotterranea riscontrato sia con i Vostri monitoraggi sia con quelli dell’ARTA Abruzzo.
Ricordo che i piani di caratterizzazione sono bloccati dal 2016 e manca completamente l’analisi di rischio come invece richiede la legge. Lei è responsabile insieme a tutti gli altri enti dell’inconcludenza del procedimento avviato 3 anni fa, mancando di sollecitare la messa in sicurezza di un invaso di proprieta’ del Consorzio.
Infine non posso non ricordarLe che la nostra discarica, è stata “messa in sicurezza” con una palificata di 18metri (diaframma) proprio perché ci fu una frana che arrivo’ a riempire il sottostante Fosso della Portella (sentenza del 1987), che ancora ad Agosto 2016 vede l’accertamento da parte della Forestale della permanenza di rifiuti franati nell’area.
Noi non La conosciamo, Laura, ma siamo convinti che Lei sia al servizio della nostra Comunita’ e che ci garantira’ un confronto onesto magari in un tavolo di coordinamento, per valutare le opzioni di bonifica da poter proporre nell’area, per mitigare almeno l’effetto di 40 anni di discarica e generare una collaborazione virtuosa con noi cittadini che, ribadiamo con forza, viviamo di agricoltura e turismo e ristorazione.

Ilaria De Lauretis – Comitato Anti Discarica Santa Lucia di Atri

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