‘Ndrangheta, “Rinascita Scott”: udienza gup l’11 settembre a Rebibbia

VIBO VALENTIA – Avrà inizio l’11 settembre prossimo nell’aula bunker del carcere di Rebibbia a Roma,
l’udienza preliminare dell’inchiesta Rinascita-Scott. Il gup distrettuale di Catanzaro Carlo Paris dovrà valutare la
richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri,
nei confronti di 456 imputati mentre, rispetto all’avviso di conclusione indagini, i magistrati hanno stralciato la posizione di 23 persone. Sono 224 le parti offese tra cui figurano i comuni di Vibo Valentia, Filandari, Zungri, Limbadi, Maierato, Nicoleta, Pizzo, ed altri, la Provincia di Vibo, la Regione Calabria, la Prefettura di Teramo e Ministero della Giustizia.
L’udienza preliminare comincerà a Roma ma dovrebbe tornare presto in Calabria, in particolare quando saranno ultimati i lavori – che cominceranno il 17 agosto – in un immobile di 3.000 metri quadrati nell’area industriale di Lamezia Terme che un protocollo d’intesa firmato dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede destina allo scopo. Un’operazione finanziata e avvenuta sotto l’egida del ministero con la collaborazione della Regione, del Demanio,
degli uffici giudiziari di Catanzaro,dell’avvocatura e della struttura commissariale guidata da Domenico Arcuri, per
garantire il rispetto delle misure sanitarie. La nuova aula bunker servirà in futuro anche per altri processi.
L’inchiesta è culminata nel blitz condotto il 19 dicembre scorso dai carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Vibo Valentia, in varie regioni e alcune nazioni estere, che ha disarticolato le maggiori famiglie di ‘ndrangheta del Vibonese a cominciare da quella di riferimento, i Mancuso di Limbadi, in ottimi rapporti con i De Stefano di Reggio Calabria ed i Piromalli di Gioia Tauro, ed a capo del “Crimine” della provincia di Vibo Valentia con compiti di collegamento con la provincia di Reggio e il crimine di Polsi, vertice assolutodella ‘ndrangheta unitaria. Ma ad essere stata maggiormentecolpita è stata la consorteria dei Lo Bianco-Barba operante nel territorio del capoluogo di provincia e formata da decine e decine di accoliti. Numeri che sono aumentati con la conclusione indagini, arrivando a toccare quota 479, per poi scendere, a seguito dello stralcio di 23 posizioni, a 456. Tra gli indagati anche politici, ex sindaci, avvocati, commercialisti, funzionari dello Stato e appartenenti a logge massoniche.  (ANSA)

Read Previous

Fina a Marsilio: “Sui fondi masterplan l’incapacità è evidente”

Read Next

Teramo, la Provincia recupera 800 mila euro per la manutenzione straordinaria delle strade: accordo con la Regione Abruzzo