Castelbasso, mostre d’arte ma anche libri e musica con Malvaldi e Amalia Gré

CASTELLALTO (TE) – La sezione arti visive di Castelbasso 2020 si articola in tre progetti espositivi in continuità con le linee di ricerca della Fondazione Malvina Menegaz. Il primo interessa l’investigazione del potenziale contemporaneo delle tradizioni artigiane (in questo episodio la ceramica, al centro della mostra
La forma della terra. Geografia della ceramica contemporanea in Italia, a cura di Simone Ciglia). Il secondo riguarda la figura dell’artista come curatore, con il nuovo capitolo del ciclo. Sarà presente l’artista – da un’idea di Simone Ciglia – che invita quest’anno Mario Airò a riallestire la collezione della Fondazione Menegaz in dialogo con il proprio lavoro. Il terzo progetto Alessandro Fonte. Le chiavi e la soglia, a cura di Pietro Gaglianò, testimonia il costante impegno della Fondazione sul territorio con una nuova opera site-specific realizzata tramite il coinvolgimento della comunità di Castelbasso.
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Marco Malvaldi, Amalia Gré e Il viaggio musicale dal Rinascimento al barocco integrano l’offerta di Castelbasso borgo di cultura in questo fine settimana. La manifestazione estiva allestita dalla Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture, presieduta da Osvaldo Menegaz, riunisce alcune delle organizzazioni fondamentali dell’Abruzzo, spaziando dalle arti visive alla musica, alla letteratura, per ribadire un ruolo centrale nella crescita qualitativa dell’offerta culturale.
Per gli appuntamenti realizzati con il FLA, Festival di libri e altrecose di Pescara domani, venerdì 7 agosto, Marco Malvaldi, autore del libro
Il borghese pellegrino (Sellerio), sarà intervistato dal direttore del Fla, Vincenzo D’Aquino.
Marco Malvaldi, Pisa 1974, con Sellerio ha pubblicato cinque gialli ambientati sulla costa toscana, che hanno come protagonisti Massimo e i vecchietti (i romanzi del BarLume). Le vicende del barista Massimo e di un gruppo di anziani signori che frequentano il suo BarLume gli hanno regalato il successo anche grazie alla serie televisiva, in onda su Tv8. Tra il primo, La Briscola in cinque, uscito nel 2007, e l’ultimo, A bocce ferme (2018), si sono inframmezzate varie cose. Romanzi storici, per esempio: nel 2015 è uscito Buchi nella sabbia con il giornalista e poeta Ernesto Ragazzoni mentre del 2011 è Odore di chiuso, il cui protagonista è il cuoco e gourmet Pellegrino Artusi. Dei due anni successivi sono il giallo Milioni di milioni e il romanzo, di difficile classificazione in un solo genere letterario (thriller-crime story-feuilleton-libro di cucina), Argento vivo.
Nel 2012 ha scritto, insieme con Roberto Vacca, La pillola del giorno prima (Transeuropa) nel quale i due affrontano con curiosa insolenza il rapporto tra salute pubblica e farmacopea. Capra e calcoli (Laterza, 2014) è invece un saggio su potenzialità, miracoli e mancanze dell’informatica computazionale scritto a quattro mani con il professor Dino Leporini dell’Università di Pisa. Le regole del gioco (Rizzoli 2015), è un saggio sugli aspetti scientifici dello sport. È del 2015 Leonardo e la marea (Laterza), storia per far rimanere svegli i bimbi, scritta a quattro mani con Samantha Bruzzone e illustrata da Desideria Guicciardini. Il borghese Pellegrino (Sellerio) A cinque anni di distanza dal suo primo, fortuito, caso criminale, Pellegrino Artusi è ospite di un antico castello che un agrario capitalista ha acquisito con tutta la servitù, trasformando il podere in una azienda agricola d’avanguardia. È stato invitato perché è un florido mercante, nonché famoso autore della Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene. Oltre al proprietario, Secondo Gazzolo, con la moglie, completano il gruppo altri illustri signori. Il professor Mantegazza, amico di Artusi, fisiologo di fama internazionale; il banchiere Viterbo, tanto ricco quanto ingenuo divoratore di vivande; il dottor D’Ancona, delegato del Consiglio di amministrazione del Debito pubblico della Turchia; Reza Kemal Aliyan, giovane turco, funzionario dello stesso consiglio; il ragionier Bonci, assicuratore con le mani in pasta; sua figlia Delia che cerca marito ma ancor più avventure. Riunisce tutti non solo il fine conviviale, ma anche un affare in fieri. Sono infatti gli anni d’inizio secolo in cui la finanza europea si andava impadronendo del commercio internazionale del decadente Impero Ottomano. Accade che, tra un pranzo, un felpato attrito di opinioni e interessi, un colloquio discreto, viene trovato morto un ospite; è chiuso a chiave in camera da letto ma il professor Mantegazza è sicuro: è stato soffocato da mani umane. Circostanze che non collimano, passaggi segreti, colombi viaggiatori, tresche clandestine, fanno entrare e uscire dalla scena, o agire coralmente, i personaggi, con la vivacità di un teatro brillante. E si adatta al luogo una sfumatura di gotico, in ironico contrasto con l’atteggiamento scientista all’epoca di gran voga. Marco Malvaldi, l’autore, si sente a proprio agio nell’ambiente fiduciosamente positivistico dell’epoca, rappresentato con allusiva esattezza (nell’epilogo del romanzo si spiega come tutto il contorno è storicamente vero). D’accordo con il suo eroe Pellegrino Artusi considera la buona cucina una branca della chimica, una scienza complessa, rigorosa e stuzzicante quanto la sublime arte dell’investigazione.
Per la sezione Across the music, curata dalla Primo Riccitelli di Teramo, sabato 8 agosto è la volta di Amalia Gré con Together. La cantante sarà accompagnata da Annalia Duranti – batteria, Andrea Frittelli – chitarra, Marco De Filippis – basso. Amalia Gré, nome d’arte di Amalia Grezio, è una cantautrice, designer e pittrice italiana. Dopo essersi laureata all’Accademia delle Belle arti di Perugia in Scenografia teatrale, si trasferisce nel 1993 a New York per otto anni, dove viene seguita dalla cantante jazz Betty Carter che la invita a cantare al Sob’s e al Blue Note. Si esibisce in numerosi locali newyorkesi, studia alla scuola per artisti Black Nexxus con Susan Batson (coach e guru di Madonna, Nicole Kidman e Tom Cruise) e contemporaneamente continua la sua attività legata al mondo dell’arte e del design mostrando i suoi lavori come pittrice e computer artist, oltre a creare collezioni di abiti per boutique americane. Torna in Italia nel 2011 dove è finalista del concorso Musicultura con il brano “Io cammino di notte da sola”, che l’anno seguente viene trasmessa da Radio Deejay, riscuotendo un grande successo. Nel 2003 esce l’album di debutto “Amalia Gré”. Per la critica e il pubblico è una rivelazione, tanto che segue da subito un tour nei più importanti teatri e festival. Nel 2006 esce il secondo album, “Per te”, mentre nel 2007 è sul palco dell’Ariston per la 57^ edizione del Festival di Sanremo nella sezione Campioni con il brano “Amami per sempre”, eseguita in coppia con Mario Biondi durante la serata dei duetti. Nel 2008 esce un album di remix intitolato “Minuta vs Amalia Gré”, realizzato dal gruppo di dj svizzeri Minuta. Lo stesso anno, Amalia è la voce di “Volerai”, colonna sonora del film d’animazione Disney “Trilli”. Non interrompe la sua attività pittorica esibendo le sue opere d’arte a varie mostre, tra le quali “In my secret place” ideata dal giornalista e critico musicale Massimo Cotto. Negli ultimi anni, Amalia si è esibita in giro per il mondo portando la sua musica. A novembre 2019 è uscito l’album “Beige”, una collezione di standard americani, completamente rivisitati e riarrangiati dall’artista.
Domenica 9 agosto, infine ma non certo per ultimo, l’omaggio all’organo con il Viaggio musicale dal Rinascimento al Barocco. Pietro Meldolesi, flauti dolci, e Massimo Salcito, organo, proporranno un programma suggestivo facendo rivivere i raffinati suoni del passato.
Tre le mostre dislocate nei due edifici storici, palazzo De Sanctis e palazzo Clemente, e nella piazzetta De Sanctis. Le esposizioni sono a cura di Simone Ciglia e Pietro Gaglianò e sono state realizzate grazie all’affermazione dei progetti della Fondazione all’Italian Council e al premio Siae.
LE MOSTRE
La forma della terra – Geografia della ceramica contemporanea in Italia, a cura di Simone Ciglia, propone una mappatura delle possibilità contemporanee della ceramica, orientata sul territorio nazionale. La mostra è concepita come un viaggio attraverso i principali centri di produzione legati a questa tecnica, e che ha coinvolti alcuni tra i nomi più apprezzati dell’arte contemporanea: Mario Airò, Salvatore Arancio, Stefano Arienti, Bertozzi & Casoni, Enrico Castellani, Enzo Cucchi, Matteo Fato, Flavio Favelli, Alberto Garutti, Liam Gillick, Piero Golia, Ugo La Pietra, Felice Levini, Emiliano Maggi, Eva Marisaldi, Gino Marotta, Mathieu Mercier, Matteo Nasini, Adrian Paci, Mimmo Paladino, Luca Maria
Patella, Giovanni Termini, Luca Trevisani, Vedovamazzei, Luca Vitone.
Nell’ambito della mostra, inoltre, è presentata per la prima volta al pubblico italiano la nuova opera Modellare l’acqua di Mario Airò, realizzata nei laboratori ceramici di Castelli nel 2019-20 con l’ apporto di Arago Design (Elisabetta Di Bucchianico e Dario Oggiano), e di Daniele Paoletti. Il progetto è stato realizzato grazie al co-finanziamento del bando Italian Council, ideato dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, per promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo. L’installazione, esposta in anteprima allo spazio Bazament di Tirana (in collaborazione con l’Istituto Italiano di cultura di Tirana), è destinata a far parte della collezione permanente del Museo Internazionale della ceramica in Faenza. Sarà presente l’artista # 2 Mario Airò, sempre a cura di Ciglia, vede protagonista l’artista che ha incentrato la propria riflessione sul tema dello spazio. Un nucleo di lavori che – muovendosi liberamente fra epoche, autori e tecniche – si confrontano con le questioni dell’ambiente, del luogo e dell’intervento nel contesto espositivo, centrali anche nella sua ricerca.
Le chiavi e la soglia è un’opera dell’artista Alessandro Fonte, a cura di Pietro Gaglianò, vincitrice del premio Siae Per chi crea. Il lavoro è stato pensato e realizzato espressamente per Castelbasso, dialogando con i suoi abitanti. Il progetto si compone di due opere visibili nella piazzetta De Sanctis. Qui sono disposte tre sculture realizzate a partire da sedie esistenti e tuttora presenti nelle case del borgo. L’artista ha ottenuto in prestito le sedie come simbolo di quel rapporto che nei piccoli centri lega la vita domestica a quella pubblica, con le porte sempre aperte e una sedia sulla soglia dove le persone anziane trascorrono lunghe ore. Le sedie sono state riprodotte in metallo, distorte nella forma e ora sono delle sedute pubbliche, amplificando un sentimento di ospitalità e accoglienza. Sulla facciata del palazzo nella stessa piazza si trova la seconda opera: una campana nella cui fusione sono state utilizzate le chiavi – di porte o case non più esistenti – che l’artista ha raccolto presso gli abitanti. Fuse nella campana rappresentano la voce corale della comunità, di chi è presente e di chi è scomparso.
Con il patrocinio e il contributo di: Regione Abruzzo, Fondazione Tercas, Provincia di Teramo, Comune di Castellalto, Consorzio dei Comuni del B.i.m., Camera di commercio Teramo, Falone Costruzioni E.R., Intesa Sanpaolo, Metamer.

 

INFO
25 Luglio – 30 agosto 2020 – Palazzo Clemente e Palazzo De Sanctis
Orari: dal giovedì alla domenica dalle 19 a mezzanotte
Ingresso: 8 €, ridotto 6 €. Gratuito per bambini fino ai 6 anni (biglietto valido per entrambe le mostre)
Tel. 0861 508.000 – info@fondazionemenegaz.it – www.fondazionemenegaz.it

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