GIULIANOVA – Una nota stampa inviata agli organi di informazione che non doveva uscire (ma comunque inviata) ed una nuova polemica in maggioranza sul 25 Aprile, che va a sommarsi ai ben noti casi dell’ex consigliere di Verso, Simone Paesani, e del Presidente di Julia Rete, Luca Gentile. Lì si trattava di post su facebook e di pensieri lasciati in libertà sulle pagine dei social; il nuovo, invece, è un comunicato stampa a firma del Presidente del Consiglio Comunale, Paolo Vasanella, che critica la Festa della Liberazione nel giorno stesso in cui, il Sindaco Jwan Costantini, esce con un nota sulla richiesta di medaglia d’oro al valore per la città di Giulianova.

Una festa che incita all’odio” – è il senso del pensiero personale di Paolo Vasanella, scritto nero su bianco -. Successivamente arriverà il ripensamento e la corsa dello stesso per evitarne la pubblicazione. Il problema, però, è che stamane, quel comunicato, è stato invece pubblicato da un organo di informazione, vanificando gli sforzi dell’estensore.

Non volevo che la nota uscisse dopo le polemiche venute fuori con Paesani – si giustifica il Presidente del Consiglio -, ma comunque ribadisco che si trattava di un mio personalissimo pensiero. Capisco l’importanza del mio ruolo ma era solo un pensiero personale“. A dire il vero la nota di Vasanella ricorda, per certi versi, l’articolo di Marcello Veneziani, ma questa è altra storia…

(http://www.marcelloveneziani.com/articoli/perche-non-celebro-il-25-aprile/).

L’accaduto sa di gaffe in tutti i sensi, da parte del Presidente del Consiglio, la cui appartenenza politica è nota a tutti. La vicenda, ovviamente, ha fortemente irritato lo stesso Primo Cittadino. Si tratta, in effetti, di altro danno d’immagine per un’amministrazione che, a detta di molti, sta invece operando molto bene e che paradossalmente, rischia di essere “impallinata” dal “fuoco amico”.

Queste le riflessioni inviate alla stampa nella giornata di ieri, sabato 25 Aprile

25 Aprile “Festa della Liberazione” Riflessioni personali :

Cittadini reclusi in casa, come non era mai accaduto, neanche in tempo di guerra, mentre il pericolo, per buona parte della sinistra, rimane il fascismo dopo 75 anni dalla caduta ! Evidentemente, l’unica ragion di vita, per Zingaretti e Compagni, è quella di essere antifascisti, combattendone la presenza ! Il 25 Aprile è l’unica festa civile celebrativa in Italia, che riduce inequivocabilmente, la Storia millenaria della nostra Patria, troppo poco per l’Italia e la sua Civiltà, la memoria deve essere condivisa ! Il 25 Aprile, non sarà e non potrà essere mai una festa inclusiva e nazionale, ma sarà sempre la festa delle bandiere rosse, a rappresentarne l’odio tra le due Italie, senza rendere Onore al nemico, negandone dignità e memoria, visto che l’antifascismo non avrebbe motivo di esistere, in considerazione del fatto, che il fascismo è da tempo morto e sepolto ! Il 25 Aprile è una festa che aumenta la ipocrisia faziosa dell’odio, oggi, usata per colpire particolarmente la componente politica di centro destra. Il 25 Aprile, non bisogna Onorare solo i Partigiani, tra i quali è bene ricordare, erano presenti chi combatteva lealmente per la Libertà e per amor di Patria e chi per instaurare la dittatura stalinista! Nel celebrare la festa della Liberazione, Bisogna ricordare che nel ventennio nero, furono uccisi, più antifascisti Italiani nella Russia comunista che nell’Italia fascista. Non bisogna dimenticare infine, che ha mietuto più vittime il comunismo in tempo di pace che il razzismo in tempo di guerra. Il mio Augurio ed anche la mia speranza è che nella nostra Nazione, prima o poi, si comprendano i propri errori e quindi capire in modo definitivo, che il dividersi tra “Buoni e Cattivi” non farà altro che indebolirci difronte alla inesorabile avanzata del mondo moderno che fagocita tutto, Pandemia docet ! Una festa, quindi autoreferenziale, ad uso e consumo di una certa sinistra, che mai si è posta il tema della Pacificazione Nazionale e di conseguenza, questa giornata, merita un Riflessivo Silenzio!

Giulianova 25 Aprile 2020 Paolo Vasanella