Zes Unica, Uil: l'Abruzzo arranca, serve una regia regionale forte

Solo 4 autorizzazioni rilasciate delle 179 complessive delle regioni del Mezzogiorno

- La Redazione

Zes Unica, Uil: l'Abruzzo arranca, serve una regia regionale forte

PESCARA – In Abruzzo sono appena 4 le autorizzazioni rilasciate nell’ambito della Zes unica (Zona economica speciale) e rappresentano appena il 2% delle 179 autorizzazioni rilasciate complessivamente nelle regioni del Mezzogiorno. Il dato, aggiornato al 31 marzo 2026, delinea un quadro preoccupante per la regione sul quale intervengono Michele Lombardo, segretario generale Uil Abruzzo, e Massimo Longaretti, componente della segreteria regionale.

"Un divario territoriale da colmare, la lettura dei dati del Dipartimento per il Sud ci restituisce un'immagine preoccupante di disomogeneità territoriale - spiega Michele Lombardo -. Mentre in altre aree si stanno consolidando veri e propri hub industriali e logistici, l'Abruzzo sembra stritolato in una dinamica di 'mancata partenza' che rischia di escluderci dai grandi flussi di investimento privato".

Secondo il segretario generale, è necessario uscire da una logica di interventi occasionali per passare ad una strutturalità: "Non possiamo permettere che lo sviluppo proceda in modo casuale, senza una vera regia. Chiediamo alla Regione un colpo di reni: serve una governance partecipata che coinvolga stabilmente le parti sociali, come abbiamo avuto modo di ribadire anche nel corso del congresso regionale Uil Abruzzo, ciò diventa fondamentale per individuare cosa sta rallentando il nostro territorio e sbloccare le situazioni di stallo".

L'Abruzzo fatica pericolosamente a tenere il passo dei poli trainanti come Puglia e Campania dove le autorizzazioni sono rispettivamente pari al 38% e al 35,2% del totale delle autorizzazioni rilasciate nel Mezzogiorno. A seguire la Sicilia con il 13,4% sul totale, la Calabria con il 3,4% ,  la Sardegna con il 2,2% e la Basilicata con lo 0,6%.

Massimo Longaretti, pone l'accento sulla natura degli investimenti: "Il successo della Zes non si misura solo con il numero di imprese attratte, ma con la qualità dell'occupazione generata. Non vogliamo che questo strumento diventi un terreno di precarizzazione o compressione salariale. Per questo, la nostra posizione è netta: gli incentivi pubblici devono essere vincolati a criteri stringenti. Chi beneficia delle agevolazioni deve garantire il pieno rispetto dei Contratti collettivi nazionali maggiormente rappresentativi di Uil, Cgil e Cisl e consentire la piena regolarità contributiva e standard elevatissimi in materia di salute e sicurezza".

Secondo la Uil Abruzzo,  per rilanciare l'appetibilità dell'Abruzzo all'interno della Zes Unica occorrono: integrazione Zes-Zls, un raccordo strategico per costruire filiere logistiche avanzate e attività ad alto valore aggiunto; focus sulla formazione, potenziando gli Its e il sistema educativo per creare competenze specialistiche legate alla digitalizzazione e alla transizione ecologica; introdurre meccanismi che premino la trasformazione dei contratti precari in rapporti a tempo indeterminato.

"L'Abruzzo ha le potenzialità per agganciare questa ripresa - concludono Lombardo e Longaretti -. Ma serve una visione di medio-lungo periodo che metta al centro la dignità del lavoro. Solo così la crescita degli investimenti si tradurrà in un reale benessere per le lavoratrici e i lavoratori della nostra regione".