Zes Unica, Uil: "Abruzzo in affanno, rafforzare la capacità di attrarre investimenti"

"La regione ha ottenuto solo 10 autorizzazioni, pari al 2,4% del totale nazionale. Serve un cambio di passo" si legge nella nota

- La Redazione

Zes Unica, Uil: "Abruzzo in affanno, rafforzare la capacità di attrarre investimenti"

PESCARA - La Uil Abruzzo analizza i dati relativi alle autorizzazioni della Zes Unica nel primo semestre del 2026 che, secondo il sindacato, rappresentano un'occasione di riflessione sulla capacità dell'Abruzzo di intercettare gli investimenti e valorizzare il proprio tessuto produttivo. La regione ha ottenuto solo 10 autorizzazioni, pari al 2,4% del totale nazionale, un dato che impone una riflessione sul posizionamento dell'Abruzzo nella competizione tra i territori del Mezzogiorno.

“La Zes Unica deve diventare una leva di sviluppo industriale capace di generare occupazione stabile e di qualità per una transizione ecologica e industriale che sia giusta ma sostenibile, soprattutto in presenza di una crescita costante dell’influenza dell’IA all’interno dei futuri processi produttivi - dichiara Michele Lombardo, segretario generale Uil Abruzzo - con il passaggio dalla Zes regionale alla Zes Unica è aumentata inevitabilmente la competizione tra i territori del Mezzogiorno. Proprio per questo l'Abruzzo deve essere messo nelle condizioni di giocare questa partita con una strategia chiara, puntando sulle proprie eccellenze industriali, investendo sulle infrastrutture e rafforzando la capacità di accompagnare gli investimenti. In questo senso, una maggiore responsabilità regionale nella programmazione e nel coordinamento delle politiche di sviluppo diventa fondamentale. L'esperienza della Zes regionale ci ha insegnato quanto sia importante il confronto con le parti sociali. L'allora commissario Miccio aveva attivato tavoli condivisi con le organizzazioni sindacali e datoriali per monitorare l'andamento degli investimenti e accompagnare i processi di sviluppo del territorio. Oggi questo passaggio territoriale è venuto meno. Riteniamo invece necessario ripristinare momenti strutturati di confronto e monitoraggio, affinché gli investimenti autorizzati si traducano concretamente in crescita economica, occupazionale e sociale per l'Abruzzo”.

Per la Uil Abruzzo è necessario rafforzare il raccordo tra politiche industriali, formazione, infrastrutture e sviluppo delle aree produttive, affinché la Zes possa rappresentare, non solo semplificazioni burocratiche e incentivi fiscali per le aziende, ma un reale motore di crescita per il territorio e per il sistema produttivo abruzzese nei settori strategici della manifattura, della logistica, dell'energia e dell'innovazione. “I dati del primo semestre 2026, fonte Dipartimento per il Sud della Uil evidenziano come alcune regioni stiano intercettando una quota ben più consistente degli investimenti previsti: la Campania, con 185 autorizzazioni uniche rilasciate, e la Puglia, con 148, rappresentano da sole oltre il 78% del totale - dichiara Valerio Camplone, componente della segreteria regionale Uil Abruzzo -. L'Abruzzo cresce in termini di Pil ed export, ma il vero indicatore della qualità dello sviluppo resta la sua capacità di tradursi in salari competitivi, lavoro stabile e tutelato dai contratti collettivi maggiormente rappresentativi, nel pieno rispetto della salute e la sicurezza per lavoratrici e lavoratori. La crescita economica, da sola, non basta: lo sviluppo è tale solo se produce benessere diffuso e riduce le disuguaglianze - aggiunge Camplone –. Riteniamo che la Zes Unica rappresenti uno strumento fondamentale per attrarre investimenti e rafforzare la competitività del sistema produttivo regionale. La sua efficacia, però, deve essere valutata anche in relazione agli effetti che gli investimenti stessi saranno in grado di produrre nel tempo sul tessuto economico e sociale del territorio regionale. Questa è la sfida sulla quale la Uil Abruzzo chiede di fare di più”.