ZES e lavoro, UGL: “Bene gli incentivi, ora contratti stabili e salari veri”
Per il sindacato il rischio è fermarsi all’impianto normativo mentre vanno monitorati gli effetti
- La Redazione
L'AQUILA - "Gli strumenti messi in campo su ZES e lavoro possono rappresentare un’opportunità concreta per l’Abruzzo, ma il punto decisivo sarà la qualità dell’occupazione che ne deriverà". Lo dichiara il segretario regionale UGL Abruzzo, Carlo Pentola, intervenendo sulle misure contenute nel Decreto Lavoro e sul rafforzamento della Zona Economica Speciale. La ZES unica per il Mezzogiorno, confermata per il triennio 2026–2028, prevede crediti d’imposta fino al 35% per le piccole imprese, al 25% per le medie e al 15% per le grandi, destinati a investimenti su impianti, macchinari e infrastrutture produttive.
"Parliamo di una leva concreta per attrarre investimenti e rafforzare il sistema industriale regionale. L’Abruzzo ha le condizioni per giocare questa partita, ma serve una ricaduta reale sul territorio", aggiunge il segretario.
Sul versante occupazionale, il Decreto introduce esoneri contributivi per nuove assunzioni di giovani, donne e lavoratori over 35 disoccupati, oltre a misure per la stabilizzazione dei contratti a termine. "Ridurre il costo del lavoro è un passaggio importante, ma non sufficiente. La vera differenza la faranno i risultati: posti di lavoro stabili, salari adeguati e prospettive concrete per i lavoratori", continua Pentola.
Per la UGL Abruzzo, il nodo è tutto qui: trasformare gli incentivi in occupazione di qualità. "Il rischio è fermarsi all’impianto normativo. Invece bisogna guardare agli effetti: quante assunzioni, con quali contratti, con quale livello retributivo. Servono monitoraggio e verifiche puntuali. Le risorse pubbliche devono generare valore reale per il lavoro e per il territorio. La direzione può essere quella giusta, ma oggi contano i fatti: lavoro stabile, salari dignitosi e sviluppo vero per l’Abruzzo", conclude il segretario di UGL Abruzzo.