Voto a Pescara, Pd: il caos ai seggi è lo stesso dell'amministrazione Masci

I dem: il sindaco non finga che sia successo nulla. Per le elezioni nelle 23 sezioni saremo pronti con una proposta di governo alternativa

2026-01-14T10:23:00+01:00 - La Redazione

Voto a Pescara, Pd: il caos ai seggi è lo stesso dell'amministrazione Masci

PESCARA - "La decisione del Consiglio di Stato certifica definitivamente un fatto gravissimo: il voto a Pescara è stato segnato da irregolarità pesanti e diffuse. Non si rimandano al voto 23 sezioni a cuor leggero", dichiarano Daniele Marinelli, segretario regionale del Partito Democratico, e Carmen Ranalli, segretaria provinciale del PD di Pescara, commentando la sentenza che conferma la solidità della decisione del TAR del 25 giugno scorso.

"Fin dal primo momento – proseguono – la sentenza del TAR è apparsa molto solida nella descrizione del caos che si è verificato nelle sezioni elettorali cittadine nel 2024. Oggi il Consiglio di Stato ne certifica la fondatezza e la correttezza delle motivazioni. I Comuni devono essere amministrati da chi è stato legittimato da elezioni trasparenti, inequivocabili e senza ombre: questo vale ancora di più per una città capoluogo come Pescara".

"Prendiamo atto della sentenza, nel rispetto delle istituzioni, anche se avremmo auspicato che fosse restituito pienamente ai pescaresi il diritto di votare, rimettendo al giudizio dell’intera città l’attuale amministrazione. Il Consiglio di Stato ribadisce che il voto di Pescara è stato largamente e pesantemente inquinato da gravissime irregolarità. Il sindaco Masci – continuano Marinelli e Ranalli – non può continuare a fingere che non sia successo niente. La gestione del processo elettorale da parte del Comune non è stata affatto solida e il vertice politico dell’Amministrazione, invece di assumersi responsabilità, ha scelto fin dal primo giorno la strada della negazione".

"Quel caos ai seggi – aggiungono – è lo stesso caos che da sette anni caratterizza l’operato della Giunta Masci: cantieri pubblici scoordinati o abbandonati, aumento delle tariffe dei parcheggi salvo poi sospenderle solo parzialmente e temporaneamente dopo le proteste. Una città insicura: le aree attorno alla stazione sono lasciate all’autogestione, mentre chi parla di 'esercito nelle strade' non riesce nemmeno a garantire un organico adeguato delle forze di polizia per una città capoluogo. Si spera a breve i cittadini torneranno al voto in 23 sezioni: noi ci faremo trovare pronti, con serietà, determinazione e una proposta di governo alternativa credibile"