Volley A2, l'Abba fa sognare una città e l'Abruzzo
In palio la Superlega contro Pordenone. Di Tommaso: “Traguardo meritato”
- Walter Cori
di Stefano Vecellio
TERAMO - Un’altra notte magica ha illuminato il Pala Santa Maria, regalando all’Abba Pineto e allo sport abruzzese una pagina di storia indelebile.
I biancazzurri, superando la Virtus Aversa per 3-0 in una gara 3 di semifinale senza appello, hanno staccato per la prima volta il pass per la finale dei playoff promozione di Serie A2. E' un traguardo che proietta la squadra del Presidente Guido Abbondanza verso l’ultimo ostacolo sulla strada per la Superlega, coronando una stagione già leggendaria, segnata dai successi in Supercoppa e Coppa Italia.
Davanti ad un Palavolley ancora una volta sold-out, il match contro i normanni si è aperto con un primo set infinito, una vera e propria battaglia di nervi durata 52 minuti e conclusasi sul punteggio record di 39-37 per i padroni di casa. È stato proprio questo il momento di svolta, come sottolineato da coach Simone Di Tommaso: “Il primo set è stato una maratona incredibile, ci ha dato una spinta molto importante”. Nonostante un avvio difficile e il vantaggio iniziale di Aversa, gli abruzzesi sono rimasti aggrappati alla partita grazie alle prodezze di Antonino Suraci (11 punti nel parziale) e al muro decisivo di Stefano Trillini, che ha chiuso la contesa.
Il tecnico pinetese ha voluto rendere onore agli avversari, pur rivendicando il valore dei suoi: “È giusto fare i complimenti ad Aversa, che ha dimostrato di essere una squadra di assoluto livello. Detto ciò, credo però che in finale arriva la squadra che se l’è meritata di più. Questi ragazzi stanno facendo qualcosa di speciale, non solo per come stanno giocando ma soprattutto per come stanno interpretando la stagione”. Dopo lo sforzo titanico del primo set, l’Abba ha preso il largo nel secondo parziale (25-17), trascinata da un monumentale capitano Paolo Di Silvestre, autore di ace e attacchi chirurgici. Il terzo set è stata una cavalcata trionfale (25-18) verso l’esplosione di gioia finale di un intero palazzetto, in piedi ad applaudire i propri beniamini.
La soddisfazione per questo risultato travalica i confini del campo da gioco, investendo l’intera comunità. Il Sindaco di Pineto, Alberto Dell’Orletta, ha espresso infatti con orgoglio la crescita della città: “Il sogno continua. Pineto si attesta sempre di più su livelli sportivi altissimi e oggi è diventata la capitale pallavolistica della regione”. Il primo cittadino ha poi esaltato il clima vissuto sugli spalti: “Ho assistito a un’immagine bellissima: il rispetto reciproco della tifoseria verso quella opposta. Questo è il messaggio più bello: un palazzetto gremito, caloroso, con grande carica emozionale e con il massimo del fair play”.
Il cammino verso il sogno Superlega ricomincerà domenica 3 maggio alle 18:30 con gara 1 della finale contro la Tinet Prata Pordenone. Sarà una serie al meglio delle 5 partite, che proseguirà con gara 2 in casa dei friulani il 6 maggio, gara 3 nuovamente in Abruzzo il 10 maggio e poi le eventuali gara 4 in trasferta il 13 maggio e gara 5 il successivo 16 maggio.
Una serie che promette scintille, come ha dichiarato Di Tommaso: “Siamo le due squadre che hanno meritato di più questa finale. Prata ha chiuso le sue serie in due partite, quindi rispetto a noi avrà sicuramente un recupero migliore. Noi però siamo in fiducia e venderemo carissima la pelle”. Se il coach avverte sulla freschezza fisica dei friulani, il Sindaco Dell'Orletta punta tutto sul fattore campo: “In finale ci aspetterà un avversario che abbiamo già battuto in Coppa Italia, ma sono tra i più attrezzati. Sarà una sfida difficilissima, equilibrata e non pronosticabile, ma noi abbiamo un vantaggio: il fattore campo meritato in regular season. Sono fiducioso, questa squadra ha un cuore enorme e risorse infinite: quando sembra vacillare, si ricarica come la batteria di un telefonino”.
La città si prepara ora a una domenica di sport totale, con gara 1 della finale di volley seguita dai playoff del girone B di Serie C di calcio tra Pineto e Gubbio al Mariani-Pavone. Il messaggio è chiaro: Pineto non ha intenzione di fermarsi sul più bello.