Videosorveglianza, Urbini: "Cittadini costretti a pagare un servizio inesistente"

Tiene banco il caso delle telecamere spente dall'amm.ne comunale di Roseto degli Abruzzi

2026-01-11T11:34:00+01:00 - Walter Cori

Videosorveglianza, Urbini: "Cittadini costretti a pagare un servizio inesistente"

ROSETO DEGLI ABRUZZI - Alla luce delle recenti dichiarazioni dell’Amministrazione comunale di Roseto degli Abruzzi sul sistema di videosorveglianza cittadino, non è più possibile eludere una verità politica ormai evidente.
È la stessa Amministrazione ad ammettere che le telecamere sono state spente per una propria decisione, assunta circa tre anni fa per ragioni amministrative e normative legate all’adeguamento alla disciplina europea sulla privacy. Non vi è dunque alcun problema tecnico imputabile alla ditta installatrice, né alcun “tilt” dell’impianto: lo spegnimento è stato ed è una scelta politica-amministrativa.
Ciò che appare gravissimo è che dopo oltre tre anni l’Amministrazione non sia stata in grado di riattivare il sistema, completando un iter che per qualsiasi ente pubblico rappresenta un adempimento ordinario. Tre anni di inerzia che hanno prodotto un risultato chiaro: Roseto è rimasta priva di uno strumento fondamentale per la sicurezza urbana, mentre cittadini, commercianti e residenti denunciavano un crescente senso di insicurezza.
Nel frattempo, la città ha registrato atti vandalici, aggressioni e danneggiamenti, i cui responsabili non sono stati individuati anche a causa dell’assenza di un sistema di videosorveglianza funzionante. Questo dato non può essere ignorato né minimizzato, perché incide direttamente sulla tutela delle persone e sul diritto dei cittadini a vivere in una città sicura. A rendere la vicenda ancora più grave vi è un aspetto che, chi governa Roseto, continua a non spiegare: i cittadini stanno pagando, attraverso le risorse pubbliche, per un servizio che non viene reso, per cause esclusivamente imputabili all’Amministrazione comunale. Pagare per un servizio inesistente rappresenta una violazione dei principi di buon andamento, efficienza ed economicità dell’azione amministrativa, e configura una responsabilità politica precisa.
Le stesse dichiarazioni dell’Amministrazione finiscono dunque per certificare un fallimento: in tre anni non si è stati capaci di adeguare un regolamento, completare le procedure previste dalla normativa GDPR e restituire alla città un servizio
essenziale, nonostante le continue segnalazioni e le legittime preoccupazioni dei cittadini. Di fronte a una situazione di tale gravità, non bastano più le giustificazioni né i rimpalli di responsabilità. È arrivato il momento che l’Amministrazione comunale assuma fino in fondo le proprie responsabilità politiche, spiegando ai cittadini perché Roseto è rimasta per tre anni senza videosorveglianza e perché si è continuato a spendere denaro pubblico per un servizio non operativo.
Quando un’Amministrazione dimostra di non essere in grado di garantire sicurezza, efficienza e rispetto delle risorse pubbliche, si impone una seria riflessione politica. Per questo riteniamo che chi ha avuto la responsabilità diretta di questa gestione valuti le proprie dimissioni o, quantomeno, un’assunzione di responsabilità chiara e pubblica, restituendo dignità alle istituzioni e rispetto ai cittadini di Roseto degli Abruzzi.
La sicurezza non è uno slogan né un argomento da scaricare su altri: è un dovere
politico. E dopo tre anni di immobilismo, questo dovere è stato clamorosamente
disatteso - Forza Italia, Sezione di Roseto degli Abruzzi, la coordinatrice Maristella Urbini -