VIDEO | Gioventù fascista rosetana: nulla a che fare col basket e lo sport

5 aggressioni al Cas di Roseto e "spedizioni punitive" verso immigrati e rom, in una chat la matrice di estrema destra e della discriminazione razziale dietro l'aggressione ai Carabinieri

- La Redazione

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TERAMO - Sono maturate nell'ideologia nazifascista le aggressioni dei 17 ultras rosetani colpiti questa mattina dalle misure cautelari per istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa; lesioni personali, resistenza a Pubblico Ufficiale, danneggiamento, accensione pericolosa di fuochi, porto abusivo di armi e violazione del DASPO.

I fatti, come noto, risalgono allo scorso 8 ottobre e ai disordini dopo la partita di basket tra le squadre di Roseto Degli Abruzzi e Pesaro, quando furono prese d'assalto e danneggiate con il lancio di pietre e mazze, tre auto dei Carabinieri. In particolare tre dei facinorosi attaccavano l’auto della Stazione Carabinieri di Cellino Attanasio (TE) frantumando il lunotto posteriore con oggetti contundenti “tipo mazze”, mentre i militari stavano all’interno del mezzo. "Ma queste azioni non hanno nulla a che vedere con lo sport, sono un attacco allo Stato", ha tenuto a precisare la dott.ssa Enrica Medori della Procura di Teramo, questa mattina in conferenza stampa con il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Teramo Col. Massimo Corradetti per illustrare i dettagli dell'operazione condotta con l'impiego di 100 militari dell'Arma.

Le indagini, infatti, hanno fatto luce su una serie di aggressioni portate avanti dal gruppo di facinorosi, che sarebbero responsabili della costituzione di un gruppo organizzato di ideologia di estrema destra e a sfondo razziale che, nell'arco di un anno circa, si è macchiato di cinque aggressioni e rappresaglie presso il C.A.S. di Roseto degli Abruzzi e pestaggi verso immigrati e rom, in particolare verso un gruppo di bengalesi presi a bicchierate e colpi di cinta, con incitamento a compiere atti di violenza, rivendicazioni e commenti attraverso una chat definita "Roseto Youth" o "Gioventù fascista rosetana", nella quale erano presenti 14 dei 17 ultras colpiti dalle misure. Chat su cui ci si scambiavano saluti romani e foto di Hitler e Mussolini e inneggiamenti al ventennio, compreso l'entusiasmo di uno di loro dopo la condivisione della foto dell'auto dei Carabinieri col parabrezza sfondato.

Dei 17 indagati per le aggressioni ai Carabinieri, su 14 pesa l'aggravante della discriminazione razziale, 1 misura cautelare in carcere a carico di un ragazzo poco più che ventenne, 3 ai domiciliari e 4 obblighi di dimora.

ASCOLTA MASSIMO CORRADETTI