Vertenza Salpa, domani sciopero e presidio ai cancelli
Lavoratori stanchi di essere presi in giro, il 21 si pretende la verità sul loro futuro
- Walter Cori
TERAMO - Venerdì 10 aprile i lavoratori e le lavoratrici della Salpa di Roseto incroceranno le braccia per uno sciopero di 4 ore (articolato alla fine di ogni turno di lavoro) e daranno vita a un presidio di protestaall'esterno dei cancelli dello stabilimento.
Una mobilitazione compatta e inevitabile per mantenerealta l'attenzione su una situazione di incertezza ormai intollerabile e contro l'atteggiamento diun'azienda che si sottrae a corrette relazioni sindacali.
I lavoratori sono stanchi di essere presi in giro. Ad oggi, ci troviamo di fronte al paradosso inaccettabile di non sapere nemmeno chi sia l'amministratore delegato dell'azienda: un'assenza di interlocutori che aggrava un quadro già fortemente critico. A questo vuoto dirigenziale si unisconole nostre forti preoccupazioni per le sorti della produzione. Guardiamo con estremo timore alla diminuzione dei contratti di conferimento da parte dei produttori agricoli da cui immaginiamo deriverà una riduzione dei volumi previsti per il 2026.
A peggiorare ulteriormente le cose la direzione ha deciso di tirare dritto sullo spostamento del reparto confezionamento ad Alanno. Vogliamo essere chiari e smentire ogni narrazione illusoria: sitratta di un'operazione che non crea affatto nuova occupazione ma si limita a spostare lavoro precario da una provincia all'altra. I fatti lo dimostrano ampiamente: da Roseto ad Alanno si sono trasferite pochissime persone e, per di più, esclusivamente con contratti a tempo determinato. Tutto questo sta avvenendo nel silenzio più totale e in totale assenza di garanzie per chi resta nello stabilimento di Roseto mentre al palo rimangono questioni fondamentali e sistematicamente ignorate: le garanzie progressive per i lavoratori stagionali, il ripristino dei contratti 2+1 e 3+1 (come da verbale del 2014, poi diventato uso aziendale), il rispetto dell’accordo del 2018, il riconoscimento delle professionalità e il rinnovo di un contratto integrativo aziendale scaduto da ben 14 anni.
Dopo il tavolo di trattativa saltato in Confindustria la misura è colma. Non siamo più disposti a tollerare un'azienda che gioca con le vite dei dipendenti.
Per questi motivi, in vista dell'incontro previsto per il prossimo 21, pretendiamo delle risposte definitive. Ci aspettiamo dei chiarimenti netti, onesti e inequivocabili sullo scenario in cui ci stiamo muovendo. I lavoratori e le lavoratrici della Salpa hanno il sacrosanto diritto di sapere come stanno realmente le cose. Invitiamo tutti a partecipare compatti allo sciopero e al presidio del 10 aprile. Solo uniti possiamo difendere l'occupazione e il presidio produttivo sul nostro territorio - Le Segreterie Territoriali Fai Cisl e Flai Cgil -