Dalla Veco alla solidarietà di classe della Cisl per l'Ilva
"Chi lavora non può essere sacrificato sull’altare dell’indifferenza e la solidarietà operaia non si dimentica ma si pratica", si legge nella nota sindacale
- La Redazione
TERAMO - Una ferita ancora aperta. Una fabbrica dimenticata da un decennio, ma non da chi ha pagato il prezzo più alto: lavoratrici, lavoratori, famiglie e un’intera comunità lasciata a terra.
Allora governava la Sinistra. Oggi governa la Destra. Cambiano i colori, cambiano le poltrone, cambiano le promesse.
Ma il sedere degli operai è sempre lo stesso.
Quando una fabbrica chiude, non si spegne soltanto un impianto. Si spegne il futuro di chi ci lavora, si impoveriscono le famiglie, si spezzano legami sociali. E troppo spesso, dopo le promesse e le passerelle, restano soltanto macerie e abbandono.
La Veco Fonderie ce lo ha già insegnato. Non permettiamo che altre lavoratrici e altri lavoratori vivano la stessa storia.
Oggi siamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori Ilva.
Non per convenienza. Non per propaganda. Ma per solidarietà di classe.
Perché il lavoro non è una concessione della politica. È dignità, è reddito, è futuro. E chi lavora non può essere sacrificato sull’altare dell’indifferenza.
Cambiano i governi e gli operai restano soli a pagare, fino a quando?
La solidarietà operaia non si dimentica, si pratica. - FIM-CISL Teramo -