Val Vibrata, il Comitato Civico si chiede se fare ammenda sulla "scelta Brucchi"
"Ad un mese dall’insediamento non si hanno notizie dal neo Direttore dell’Agenzia Sanitaria" si legge nella nota
- La Redazione
VAL VIBRATA - Ci tocca fare ammenda. Il Comitato Civico per la tutela dell’Ospedale Val Vibrata e della sanità pubblica aveva nutrito speranze sulla nomina del dott. Maurizio Brucchi alla Direzione dell’Agenzia Sanitaria Regionale, auspicando che la sua guida potesse finalmente avviare un riequilibrio a favore della ASL di Teramo e, in particolare, dell’Ospedale Val Vibrata — penalizzato da anni di scelte ingiustificate, tra cui la soppressione delle UOC di Ostetricia-Ginecologia e di Chirurgia Generale. Ci eravamo sbilanciati. Forse troppo.
Ad oltre un mese dal suo insediamento, il dott. Brucchi non ha ancora dato segnali apprezzabili. Circolano voci che descrivono la sua posizione come “a sovranità limitata”: non potrebbe occuparsi delle questioni teramane a causa di un presunto conflitto d’interessi derivante dal suo precedente ruolo di Direttore Generale della ASL aprutina. Se così fosse, la figura tanto attesa rischierebbe di rivelarsi come un arcobaleno dopo la tempesta — quello che sbiadisce in fretta — o come un bocciolo bruciato dal gelo prima ancora di sbocciare.Val Vibrata: inaugurazioni altrove, attese infinite qui.
Nel frattempo, mentre in giro per la ASL si moltiplicano inaugurazioni alla presenza di autorità civili e religiose — l’ultima a Montorio, per la locale Casa di Comunità — l’Ospedale Val Vibrata continua ad aspettare le proprie, ripetutamente annunciate e altrettanto ripetutamente rinviate. Si attende ancora l’apertura della Lungodegenza, con i suoi 13 posti letto che potrebbero dare ossigeno all’attività di ricovero del Pronto Soccorso. Si attende l’entrata in funzione della Risonanza Magnetica, il cui ritardo resta inspiegato e inspiegabile. Si aspettano le decisioni della Regione sul destino delle due UOC soppresse — tanto quella di Ginecologia Ostetricia, quanto quella di Chirurgia Generale, le cui reintroduzioni il Comitato continua a rivendicare con forza.
A queste incertezze si aggiunge la situazione della Casa di Comunità di Nereto, per la quale si avvicina il termine ultimo di ultimazione, mentre cominciano a circolare voci preoccupanti su una possibile condizione di opera incompiuta.
La ciliegina e la torta.
Allargando lo sguardo all’intero comprensorio teramano, non si può tacere sulla vicenda della Week Surgery che la ASL intenderebbe istituire presso l’Ospedale di Giulianova. In un sistema sanitario ben organizzato, una struttura di questo tipo rappresenta una vera e propria ciliegina sulla torta: mette a sistema l’intera attività chirurgica, distinguendo nettamente tra quella programmata e quella in urgenza, dedicando alla prima — quando è di media-bassa complessità — spazi e operatori specifici, con l’obiettivo di ottimizzare i percorsi e ridurre i rischi, dalle infezioni ospedaliere in poi. La separazione tra chirurgia d’elezione e chirurgia d’urgenza non è un lusso: è un requisito di sicurezza e qualità.
La domanda che il Comitato pone è semplice: la Week Surgery di Giulianova sarà progettata con questa logica, tenendo conto delle risorse disponibili e dell’organizzazione esistente? O sarà un maquillage — un modo per far sembrare bello ciò che, oggettivamente, non potrà esserlo? In altri termini: sarà una ciliegina sulla torta, o una ciliegina senza torta?
Il Comitato lo vedrà. Con la stessa attenzione con cui continua a monitorare l’intera offerta sanitaria teramana — ben consapevole che la soppressione della UOC di Chirurgia del Val Vibrata e le scelte in corso su Giulianova rischiano di comporre un quadro coerente solo in una direzione: l’impoverimento progressivo della sanità teramana, per quanto riguarda il settore della Chirurgia generale. - Comitato Civico per la Tutela dell’Ospedale Val Vibrata e della Sanità Pubblica -