UOC di Chirurgia Generale recuperata ma al prezzo della Psichiatria

Il Comitato: "Il ripristino della Chirurgia non chiude alcuna partita: ASL Teramo sempre penalizzata"

- Walter Cori

UOC di Chirurgia Generale recuperata ma al prezzo della Psichiatria

VAL VIBRATA – «Ma allora, UOC, UOSD o UOS, sono o non sono la stessa cosa? E il ruolo di direttore di UOC — il primario — non è più una medaglietta o una spilletta da ostentare?»

È la domanda che il Comitato Civico per la tutela dell'Ospedale Val Vibrata e della sanità pubblica pone pubblicamente, di fronte alle polemiche nate intorno al ripristino della UOC di Chirurgia Generale dell'Ospedale di Sant'Omero.

Le parole di ieri, i fatti di oggi. "Medaglietta", "spilletta": erano queste le figure retoriche usate per giustificare la soppressione di quella UOC. A esse si era affiancata un'improbabile equivalenza tra le diverse strutture ospedaliere, appiattendo livelli organizzativi distinti e cancellando le relative valenze funzionali. Tutto per rendere accettabile un provvedimento che accettabile non è — e che, va detto con chiarezza, continua a non esserlo.

Perché il passo indietro annunciato è un passo indietro solo in apparenza. La UOC di Chirurgia Generale è stata recuperata, ma al prezzo della Psichiatria: non un'aggiunta all'offerta del presidio vibratiano, bensì uno spostamento interno, una partita di giro che lascia invariato il bilancio complessivo della ADL di Teramo. E la UOC di Ostetricia-Ginecologia — la soppressione più grave e meno giustificabile dell'intero riordino — resta esattamente dov'era: cancellata, senza che nessuno abbia ritenuto di doverne rispondere. Non si può quindi parlare di correzione di rotta. Si può parlare, al più, di un aggiustamento contabile che non restituisce al territorio ciò che gli è stato tolto.

Il Comitato prende comunque atto che oggi si riconosca l'importanza di ciò che ieri era stato negato con forza e con insistenza. Un riconoscimento che è frutto del nostro proprio lavoro tenace e documentato, portato avanti in questi mesi con dati, assemblee pubbliche e iniziative aperte a tutti.

Chi solleva problemi diventa il problema. C'è però una questione di metodo che il Comitato ritiene doveroso porre. Da tempo, ogni volta che un'associazione, un gruppo di cittadini o un singolo operatore solleva criticità sulla sanità provinciale, la risposta di chi ci etichetta e della stessa ASL è sempre la medesima: l'accusa di allarmismo. Chi porta dati viene descritto come disfattista; chi pone domande viene accusato di voler screditare il servizio sanitario; chi documenta carenze viene invitato, più o meno esplicitamente, a tacere.

Il risultato è un clima di chiusura che assomiglia sempre più a una forma di censura di fatto. Un clima paradossale, se si considera la mole di questioni ancora irrisolte sul tappeto. Ma l'allarmismo non sta nel denunciare le criticità: sta nell'agitarsi contro chi mostra i dati come sono.

In questo stesso clima si inseriscono le insinuazioni comparse in alcuni comunicati stampa sulla presunta contiguità del Comitato a questa o quella forza politica. Basti una precisazione, e sarà l'ultima: il Comitato persegue solo giustizia e verità, e accoglie al suo seguito tutti e solo coloro che stanno e vogliono stare dalla parte del giusto e del vero.

Il Comitato resta al suo posto. Il ripristino della Chirurgia, per come è stato realizzato, non chiude alcuna partita. Il Comitato continuerà a chiedere il ripristino della UOC di Ostetricia-Ginecologia e a denunciare, dati alla mano, la disparità strutturale che penalizza da sempre la ASL di Teramo rispetto alle altre tre ASL abruzzesi. Perché, come non ci stanchiamo di ripetere, «è la somma che fa il totale, non viceversa».

Il Comitato resta disponibile al confronto con chiunque, purché sia civile, corretto e fondato sui fatti.