UNVS di Teramo, Davide Peluzzi è l'Atleta dell’Anno 2025
Il riconoscimento all'alpinista per l'impegno tra soccorso, sicurezza e ricerca: un esempio che unisce sport e responsabilità
- La Redazione
TERAMO - Nella prestigiosa ed evocativa cornice del Castello della Monica, si è tenuto l’incontro dal titolo “Conoscere la Montagna: i rischi della bellezza”, un evento di profondo spessore culturale e sociale organizzato dalla sezione di Teramo dell’Unione Nazionale Veterani dello Sport (UNVS) - Interamnia “Valter Di Mattia”. Il momento centrale del pomeriggio è stato il conferimento del prestigioso premio “Atleta dell’Anno 2025” a Davide Peluzzi, alpinista, esploratore e Ambasciatore nel mondo del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
“La sezione UNVS di Teramo sceglie ogni anno una figura capace di distinguersi non solo per i risultati tecnici, ma per l’integrità e il valore sociale del proprio operato. Peluzzi è stato premiato per la sua dedizione nel soccorso, nella sicurezza in quota e per la capacità di unire lo sport alla ricerca scientifica, portando il nome dell’Abruzzo dalle vette del Gran Sasso fino all’Himalaya, dove ha realizzato la via ferrata più alta del mondo per la sicurezza delle popolazioni locali”, dichiara il Presidente dell’UNVS di Teramo, Davide Mastroianni.
L’incontro, moderato da Rita Catelli (Segreteria UNVS Teramo), ha affrontato il delicato equilibrio tra la meraviglia delle vette e i pericoli oggettivi che esse nascondono. L’evento ha visto la partecipazione e il sostegno dell’Amministrazione Comunale di Teramo, rappresentata dall’Assessore allo Sport Alessandra Ferri, che ha sottolineato il valore della sicurezza del territorio e della tutela della vita umana. Presente anche il Delegato Regionale UNVS Abruzzo, Christian Del Pinto, che ha consegnato il premio insieme a Rita Catelli, evidenziando lo spirito di coesione dell'associazione a livello provinciale e regionale. L'incontro si è concluso con l’invito ai presenti a farsi "ambasciatori" di un messaggio fondamentale: vivere la montagna con il cuore e con i muscoli, ma senza mai dimenticare la testa.