“Undici - Racconto di un’elezione sospesa”, successo di pubblico ad Atri per la presentazione del libro

L’incontro come un momento di riflessione sul valore della trasparenza, sulla responsabilità del linguaggio politico e sul significato della democrazia

2026-02-23T09:23:00+01:00 - La Redazione

“Undici - Racconto di un’elezione sospesa”, successo di pubblico ad Atri per la presentazione del libro

ATRI - Si è svolta sabato 21 febbraio, ad Atri, presso l’Auditorium Sant’Agostino, costantemente gremito di cittadini, la presentazione del volume Undici – Racconto di un’elezione sospesa.

Ad aprire l’incontro, moderato dal giornalista Luca Pompei, è stata Manola Di Pasquale, che ha concentrato il suo intervento soprattutto sull’esposto e sulla denuncia subita dai ricorrenti dopo l’annullamento delle elezioni del 2023, segnate da undici voti di scarto. Ha ripercorso il passaggio da un contenzioso amministrativo – previsto e regolato dall’ordinamento – a un piano giudiziario che ha coinvolto cittadini che avevano esercitato un diritto. Il suo intervento ha messo in evidenza la sproporzione percepita tra i fatti e le conseguenze subite, riportando l’attenzione sulla gravità dell’esposizione personale e pubblica che ne è derivata.

Il racconto si è sviluppato attraverso gli interventi dei protagonisti della vicenda:

  • Gabriella Liberatore ha ricordato il comunicato stampa del 19 maggio come momento di svolta, denunciando gli attacchi personali e familiari subiti e il clima di isolamento che ne è derivato. Ha ribadito il proprio impegno politico in città, sottolineando che candidarsi ed esporsi non è una colpa né un privilegio per pochi, ma un diritto e insieme un dovere morale verso la comunità. "Nessuno – ha affermato – può decidere chi abbia titolo per partecipare alla vita pubblica: la città non è proprietà di qualcuno, ma appartiene a tutti coloro che la vivono e la servono con onestà".
  • Gianluigi Antonelli ha definito il libro una “mappa cronologica”, ripercorrendo le tappe principali: il ricorso al TAR, il passaggio al Consiglio di Stato, le nuove elezioni, l’esposto e l’archiviazione. Ha parlato di una ferita profonda, del sentirsi tradito dalla propria città e di come il senso di appartenenza sia stato messo in crisi da un clima che ha diviso e isolato.
  • Alessandro Demetrio ha sottolineato la forza simbolica di quegli undici voti e il significato di un’elezione annullata, ma ha parlato anche del clima di pressioni e di isolamento vissuto dai protagonisti della vicenda. Ha descritto una condizione di solitudine pubblica e personale, segnata da un contesto in cui la narrazione prevalente ha spesso anticipato i fatti, contribuendo a generare smarrimento e tensione.
  • Paola Romualdi ha riportato al centro la dimensione umana: indagati inconsapevoli, reputazioni colpite, paura, isolamento e l’esperienza personale con strumenti invasivi di indagine, senza che vi fosse poi alcuna forma di riparazione pubblica.
  • Livio Nespoli ha affrontato con decisione il piano politico, parlando di delegittimazione e isolamento politico. Ha denunciato una narrazione rovesciata delle responsabilità, nella quale chi aveva esercitato un diritto è stato progressivamente rappresentato come colpevole, mentre il confronto sui fatti veniva oscurato da una costruzione comunicativa orientata a individuare un colpevole. 
  • Jacopo Forcella ha posto l’accento sul tema della comunicazione manipolata e sul deterioramento del discorso pubblico, sottolineando come la ripetizione di una narrazione possa sovrapporsi ai fatti fino a condizionare la percezione collettiva. Ha richiamato il ruolo decisivo delle parole nella costruzione dell’immaginario pubblico, evidenziando come un racconto parziale o orientato possa trasformare un confronto legittimo in una vicenda di delegittimazione personale. Quando il linguaggio smette di essere strumento di chiarimento e diventa arma di contrapposizione, ha osservato, si incrina la qualità stessa della democrazia.
  • Nel dibattito istituzionale, Carlo Costantini ha ribadito l’importanza di garantire trasparenza nelle elezioni quale presidio fondamentale della democrazia, evidenziando che la richiesta di verifica delle operazioni di voto costituisce un diritto previsto dall’ordinamento e uno strumento di tutela della collettività.
  • Marco Fars ha sottolineato il generale svilimento del rapporto tra i cittadini e le operazioni elettorali dopo la fine dei grandi partiti di massa. Inoltre, ha espresso profonda solidarietà per chi è stato indagato a seguito della archiviata denuncia del centrodestra, anziché essere un baluardo di trasparenza e legalità per individuare il meccanismo che ha permesso l'alterazione delle operazioni elettorali.
  • L’onorevole Luciano D’Alfonso ha espresso preoccupazione per la gravità dei fatti e per il clima generatosi attorno alla vicenda, dichiarandosi sorpreso dalla dinamica con cui si sono sviluppati gli eventi e dalle conseguenze che ne sono derivate. Ha sottolineato con chiarezza che la domanda di trasparenza e la proposizione di un ricorso amministrativo rappresentano un diritto pienamente riconosciuto dall’ordinamento, uno strumento legittimo di tutela e non un atto ostile. Ha quindi annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare finalizzata a fare piena luce sull’accaduto e a riaffermare il principio della responsabilità istituzionale.

L’incontro si è così configurato come momento di riflessione pubblica sul valore della trasparenza, sulla responsabilità del linguaggio politico e sul significato più profondo della partecipazione democratica. La cittadinanza ha preso coscienza della gravità dei fatti avvenuti.

Tutte le copie del libro sono state già vendute. Attualmente è disponibile su Amazon in versione ebook, in attesa di ristampa.