Una litoranea di piante autoctone da Scerne alla Pineta Catucci

La proposta del movimento "Pineto Verde" prevede pini d'Aleppo, pioppi sul lungomare e un'oasi faunistica alla foce del Vomano

- La Redazione

Una litoranea di piante autoctone da Scerne alla Pineta Catucci

PINETO - Il Movimento "Pineto Verde" presenta alla cittadinanza la proposta per una nuova pineta litoranea da Scerne alla Pineta Catucci, insieme ai pioppi sul lungomare e a un'oasi faunistica alla foce del Vomano, con specie autoctone o tipiche dei luoghi.

Il cuore del progetto è una pineta di pino d'Aleppo larga 35 metri, in moduli di 100 metri con 120 pini disposti in sesto quadro 5x5 in: lo stesso disegno regolare "a cattedrale" della pineta storica piantata da Luigi Corrado Filiani nel 1923-26, perché la nuova pineta sia la continuazione riconoscibile di quella di Pineto. Il pino d'Aleppo resiste meglio di ogni altro pino al vento e all'aerosol marino ed è meno colpito dalla cocciniglia tartarugata. Un mantello di tamerici e arbusti della macchia protegge i giovani pini, mentre duna e retroduna, dove nidifica il fratino, restano intatte. Completano la proposta i pioppi bianchi per ombreggiare il lungomare di Scerne e un'oasi faunistica alla foce del Vomano, con laghetti, passerelle e capanni per l'osservazione degli uccelli migratori.

La nuova pineta è già prevista dal Comune nel Programma triennale delle opere pubbliche (annualità 2027, priorità 1) e nel DUP 2027-2029, per un importo di 2 milioni di euro: il modulo tipo proposto può essere il riferimento tecnico per il progetto di fattibilità.