UIL, necessario un cambio di passo su assunzioni e medicina territoriale

Lombardo: "La sufficienza non può essere scambiata per un traguardo di eccellenza"

- Walter Cori

UIL, necessario un cambio di passo su assunzioni e medicina territoriale

PESCARA – “Il monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) restituisce un’immagine della sanità abruzzese con prestazioni complessivamente adeguate, ma la sufficienza formale non può essere scambiata per un traguardo di eccellenza”. È questo il commento del segretario generale Uil Abruzzo, Michele Lombardo, e del componente segreteria con delega alla Sanità Fabrizio Truono, in merito all’analisi dei dati del Monitoraggio LEA effettuata dal Servizio stato sociale e Politiche economiche della Uil nazionale.

​Dalla griglia ministeriale emerge come l'Abruzzo si attesti sopra la soglia minima di garanzia (fissata a 60 punti) in tutte e tre le macroaree assistenziali, ovvero per la prevenzione 80 punti, per l’assistenza distrettuale 74 punti, per l’assistenza ospedaliera 75 punti.

​"Il raggiungimento della soglia di sufficienza conferma la tenuta del sistema, ma non dobbiamo dimenticare che il sistema di valutazione attribuisce la qualifica di 'adempiente' tanto a chi supera di poco i 60 punti quanto a chi sfiora i 100 - dichiarano Lombardo e Truono -. Questo rischia di appiattire differenze che, nella realtà quotidiana dei cittadini abruzzesi, si traducono in liste d'attesa estenuanti, difficoltà di accesso alle prestazioni e crescenti disuguaglianze rispetto alle regioni del Centro-Nord, come Veneto, Emilia-Romagna o Toscana, che viaggiano su medie ben più elevate".

​L'analisi evidenzia come l'assistenza distrettuale e territoriale rimanga l'anello debole della catena. Nonostante l'Abruzzo registri un punteggio di 74, le regioni del Centro-Sud mantengono performance mediamente inferiori. Secondo la Uil, il percorso di riorganizzazione previsto dal Pnrr – con le case della comunità e gli ospedali di comunità – rischia di rimanere una scatola vuota se non supportato da adeguate risorse umane. Inoltre la stabilità dei dati ospedalieri (75 punti) e della prevenzione (80 punti) è quasi interamente merito del sacrificio dei lavoratori.

"La tenuta dei LEA in Abruzzo è garantita, in larga misura, dalla straordinaria resilienza e dal senso di responsabilità di medici, infermieri, professionisti sanitari e personale amministrativo - incalzano i segretari - Tuttavia, operare costantemente in condizioni di sottorganico, con elevati carichi assistenziali e senza un reale ricambio generazionale, rende l’attuale sistema insostenibile nel medio-lungo periodo".

​Occorrono, secondo il sindacato, digitalizzazione, equità e un piano straordinario di assunzioni.

​“Accogliamo positivamente l'introduzione nel monitoraggio dell'indicatore sull'equità di accesso, che traccia la rinuncia alle cure per motivi economici o organizzativi, un fenomeno che purtroppo sta assumendo dimensioni preoccupanti anche sul territorio abruzzese – dichiarano i segretari – ma per invertire la rotta serve un piano straordinario di assunzioni e la stabilizzazione del personale precario per alleggerire la pressione sui reparti e valorizzare le professionalità interne. Così come una riforma della governance digitale per superare i ritardi della raccolta dati attuale (i dati del 2024 vengono discussi a metà 2026) attraverso una piattaforma nazionale digitale in tempo reale, sfruttando l'Intelligenza Artificiale e il Fascicolo sanitario elettronico come veri strumenti di programmazione e non solo di certificazione retrospettiva. E poi un incremento strutturale del Fondo Sanitario Nazionale rapportato al costo effettivo delle prestazioni, per garantire l'universalità e la gratuità delle cure, sancite dall'articolo 32 della Costituzione”.

​"Chiediamo con urgenza l'apertura di un confronto strutturato e permanente a livello regionale tra istituzioni e parti sociali - concludono Michele Lombardo e Fabrizio Truono - Solo investendo con decisione sul capitale umano e accelerando la riforma della sanità territoriale potremo trasformare una sufficienza formale in un diritto reale alla salute, equo e accessibile per tutti i cittadini abruzzesi".