UGL, a Roseto degli Abruzzi la Polizia Locale ha un organico insufficiente. Servizi a rischio
A partire dal prossimo 25 maggio, l’organico della Polizia Locale di Roseto subirà un’ulteriore e preoccupante riduzione, arrivando a contare appena 9 unità
- La Redazione
TERAMO- A partire dal prossimo 25 maggio, l’organico della Polizia Locale di Roseto subirà un’ulteriore e preoccupante riduzione, arrivando a contare appena 9 unità di personale complessive, compreso un vicecomandante, mentre il Dott. Grippo verrà sostituito dal comandante Nicolino Casale, attuale comandante di Montesilvano, con incarico limitato a sole 12 ore settimanali. Un quadro che, senza troppi giri di parole, evidenzia una criticità strutturale ormai non più sostenibile.
Quando l’attuale amministrazione guidata dal sindaco Mario Nugnes si insediò nel 2022, il comando poteva contare su 10 agenti, oltre al comandante di allora Tarcisio Cava. Nel dicembre dello stesso anno il numero era salito a 11 unità, ma da quel momento si è assistito a un progressivo depauperamento del personale, fino agli attuali livelli, con ulteriori riduzioni previste entro fine maggio 2026 a causa dei pensionamenti.
Negli ultimi anni, la media del personale in servizio non ha mai superato le 11 unità, un dato lontanissimo dagli standard previsti dalla normativa regionale, ovvero circa 37 operatori di Polizia. Un parametro che, per un comune a forte vocazione turistica, dovrebbe essere semmai incrementato, rendendo ancora più evidente il divario tra fabbisogno reale e risorse disponibili.
Nonostante questa evidente carenza, dal mese di novembre 2025 è stata introdotta una turnazione su più fasce orarie che, nei fatti, non può essere sostenuta con l’attuale dotazione organica. I reparti di Polizia Giudiziaria ed Edilizia Commercio, Accertamenti di Residenza, nonché l’Ufficio Gestione Atti e Contenzioso risultano composti da appena due unità ciascuno, comportando, nella pratica, turnazioni con un solo operatore per servizio: una condizione difficilmente compatibile con attività operative che richiedono pattuglie composte da almeno due agenti.
Ancora più critica è la situazione della Sala Operativa Infortunistica e Polizia Stradale, che con sole quattro unità non riesce a garantire neppure una pattuglia stabile su due turni giornalieri e, in molti casi, nemmeno su uno solo, dovendo al contempo rispettare le normative sulla turnazione antimeridiana e pomeridiana.
In questo contesto, va sottolineato con forza come agli operatori venga richiesto uno sforzo costante e continuo, ormai non più sostenibile, aggravato da continui attacchi sul piano politico. Turni compressi, responsabilità crescenti e carichi di lavoro fuori scala stanno mettendo a dura prova il personale, oggi stanco e demotivato, che continua tuttavia a garantire servizi essenziali ben oltre i limiti di una gestione ordinaria accettabile.
Sul piano organizzativo emerge inoltre la delicatissima questione della guida del comando. L’intenzione dell’amministrazione di individuare un comandante con qualifica dirigenziale può essere condivisibile, ma appare contraddittorio prevedere un incarico limitato a 12 ore settimanali: una funzione di tale rilevanza richiederebbe un impegno pieno, pari a 36 ore.
A destare particolare preoccupazione sarebbero anche recenti episodi in cui il sindaco avrebbe impartito disposizioni operative direttamente agli agenti per lo svolgimento di servizi esterni di polizia stradale. Una prassi che, se confermata, configurerebbe una grave interferenza nelle attività del comando, poiché la gestione dei servizi operativi spetta esclusivamente ai vertici della Polizia Locale. Va inoltre ricordato che l’attivazione di pattuglie esterne è subordinata alla presenza di almeno un operatore in sala operativa: in assenza di tale condizione minima, i servizi esterni non possono essere garantiti.
A questo si aggiunge un atteggiamento dell’amministrazione che, invece di assumersi le proprie responsabilità e cercare punti di incontro condivisibili con i dipendenti, continuerebbe a scaricare pressioni sugli operatori con richieste sempre più insistenti.
Emblematico, in tal senso, sarebbe un episodio recente: improvvisa incursione ispettiva da parte di assessori e consiglieri di maggioranza che, sfruttando l’assenza del sindaco per motivi personali, il 1° maggio si sarebbero recati presso il comando di Polizia Locale, improvvisandosi più giustizieri che interlocutori istituzionali. I tre, per l’occasione, si sarebbero presentati quasi come tre magi: non con oro, incenso e mirra, ma con un carico ben diverso fatto di discordia, pregiudizio e tensione. Un approccio privo di tatto istituzionale, peraltro all’insaputa del sindaco, che non contribuisce a risolvere i problemi, ma alimenta un clima già fortemente compromesso minando ulteriormente il rapporto di fiducia, proprio in una giornata dal significato ben diverso.
Alla luce di queste criticità, già evidenziate anche dalle segnalazioni sindacali che la UGL Teramo porta avanti da oltre un anno, appare evidente come il progressivo impoverimento dell’organico stia compromettendo seriamente la capacità della Polizia Locale di Roseto degli Abruzzi di assicurare i servizi essenziali alla popolazione, con il rischio paradossale di far ricadere responsabilità su chi, invece, continua a operare in condizioni di evidente difficoltà.
In conclusione, si ritiene doveroso richiamare, nel pieno rispetto dei ruoli istituzionali, l’attenzione dell’amministrazione sulla necessità di scelte concrete e coerenti: la sicurezza del territorio non può essere sacrificata sull’altare della programmazione di eventi e iniziative, né piegata a logiche di mera visibilità e solo attraverso un rafforzamento reale dell’organico e una pianificazione responsabile sarà possibile restituire efficienza al servizio e dignità professionale agli operatori, evitando che l’attuale situazione degeneri ulteriormente e scongiurando la creazione di facili capri espiatori all’interno di un Corpo composto da professionisti che, ogni giorno, operano con senso del dovere tra diritti e responsabilità.
La Segreteria Ugl Teramo