Tua, ferrovia allo sbando: treni soppressi, pendolari lasciati a piedi e politica silente

La denuncia della Filt Cgil: "I disservizi di questi giorni rivelano criticità strutturali, carenza di personale e difficoltà di programmazione e gestione dei turni"

- La Redazione

Tua, ferrovia allo sbando: treni soppressi, pendolari lasciati a piedi e politica silente

PESCARA - Non chiamatela emergenza, questa è una crisi strutturale che denunciamo da anni. Organici insufficienti, mancato turnover, programmazione carente e collegamenti con Roma cancellati. Da mesi chiediamo un confronto, ma Azienda e Politica continuano a voltarsi dall’altra parte.

Dopo le interruzioni e le criticità già registrate nel mese di agosto, la Divisione Ferroviaria di TUA torna a fare i conti con pesanti soppressioni di servizi. I disservizi nella circolazione ferroviaria verificatisi nella giornata odierna, che si protraggono ormai da ben tre giorni consecutivi, non possono e non devono diventare un alibi per nascondere o minimizzare problemi strutturali che, come Organizzazione Sindacale, denunciamo da anni. Gli episodi di questi giorni non possono mettere in secondo piano le criticità strutturali che da tempo interessano la Divisione Ferroviaria: organici insufficienti, carenza di personale e crescenti difficoltà nella programmazione e nella gestione dei turni. Problematiche che, da tempo, denunciamo e che continuano a gravare pesantemente sulle condizioni di lavoro del personale e sulla regolarità del servizio.

In particolare, la carenza di organico di personale di bordo, tra cui macchinisti e capitreno, ha determinato la soppressione di diversi servizi ferroviari. Una situazione che non può essere ricondotta esclusivamente all’emergenza contingente. Da anni la Divisione Ferroviaria di TUA vive una condizione di sofferenza organizzativa. Si continua a fare i conti con il mancato reintegro del personale collocato in quiescenza, con carenze di macchinisti e capitreno e con la mancata sostituzione di figure fondamentali per la programmazione e la gestione del servizio.

E mentre tutto questo accade, anche oggi, 16 settembre, per il quarto giorno consecutivo, si verifica una situazione ormai divenuta ricorrente sono stati nuovamente cancellati i collegamenti Pescara–Roma Tiburtina delle ore 10:10 e Roma Tiburtina–Pescara delle ore 18:15. Una situazione che non può più essere considerata un’emergenza occasionale, ma che evidenzia una grave e persistente criticità nell’organizzazione del servizio. Non stiamo parlando di un collegamento con una piccola frazione. Stiamo parlando della Capitale. A pagare il prezzo di questa situazione sono soprattutto i pendolari, gli studenti e i lavoratori che ogni giorno utilizzano il treno per i propri spostamenti da e verso le aree interne della nostra regione e verso la Capitale. Ma a essere penalizzati sono anche i turisti che scelgono l’Abruzzo come destinazione.

Disservizi di questa portata rappresentano un danno all’immagine della nostra regione e producono inevitabilmente conseguenze anche sul comparto turistico e sulle attività ricettive. La politica non può continuare a far finta di nulla. Quello che non possiamo accettare è questa disattenzione istituzionale. Non è più possibile tralasciare o dimenticare problematiche strutturali che vengono denunciate da anni e che continuano a incidere sulla qualità, sulla regolarità e sull’affidabilità del servizio ferroviario regionale.

Come Organizzazione Sindacale chiediamo da mesi un confronto con l’Azienda per affrontare e risolvere queste criticità, ma, nonostante le ripetute richieste, continuiamo a non ricevere alcuna convocazione. Mentre noi chiediamo un confronto per tutelare i lavoratori e individuare soluzioni alle problematiche esistenti, l’Azienda, invece, continua ad agire unilateralmente, assumendo decisioni che incidono direttamente sulle condizioni di lavoro e che finiscono per penalizzare il personale viaggiante. In questo contesto si inserisce la decisione, unilaterale, inconsueta e grave, di disdettare un accordo che prevedeva specifici paletti e condizioni sul limite alla guida giornaliera, mentre oggi lo straordinario viene di fatto imposto al personale viaggiante. Una scelta che riteniamo grave, perché anziché affrontare le criticità attraverso il confronto con le rappresentanze dei lavoratori, l’Azienda interviene unilateralmente, scaricando ancora una volta sul personale le conseguenze delle proprie carenze organizzative.

I lavoratori meritano rispetto, attenzione e condizioni organizzative adeguate per poter garantire un servizio efficiente e sicuro ai cittadini. È inaccettabile che, mentre il servizio ferroviario manifesta criticità sempre più evidenti, a chi rappresenta i lavoratori venga negato un confronto. E ancora più grave è il silenzio di chi ha responsabilità politiche e istituzionali sul trasporto pubblico regionale. Servono investimenti, nuove assunzioni, il reintegro del personale necessario e una programmazione seria, capace di garantire continuità, affidabilità e qualità del servizio. I pendolari non possono continuare a essere lasciati a piedi e il trasporto ferroviario regionale non può essere affidato esclusivamente alla gestione delle emergenze.

La dirigenza deve assumersi le proprie responsabilità e dare risposte concrete. Se chi è chiamato a gestire il servizio non è in grado di affrontare e risolvere problemi che vengono denunciati da anni, allora deve avere il coraggio di fare un passo indietro. Quello che non possiamo più accettare è che a pagare siano sempre i lavoratori e, soprattutto, gli utenti. Ora basta parole, basta silenzi. Serve un confronto e servono risposte e soprattutto soluzioni. - Aurelio Di Eugenio segretario FILT CGIL Abruzzo Molise -