Truffano un'anziana di Roseto: finiscono in manette
La vittima una donna di 87 anni che era stata contattata sulla propria utenza telefonica fissa da persona qualificatosi come nipote
2026-01-30T12:37:00+01:00 - La Redazione
PINETO - Nel pomeriggio di oggi in Pineto i carabinieri della locale stazione, traevano in arresto due persone, ritenute presunte responsabili del reato di concorso in truffa a persona anziana.
La vittima una donna di 87 anni , residente a Roseto degli Abruzzi, era stata contattata sulla propria utenza telefonica fissa da persona che qualificatosi quale il nipote , l’ avvisava che la madre, figlia dell’anziana, doveva pagare immediatamente una cartella esattoriale di euro 6.000 e che in difetto sarebbe stata arrestata. L’interlocutore avvisava l’anziana che da lì a poco sarebbe passato un suo amico e qualora non era in grado di reperire i contanti poteva allo stesso consegnare i monili in oro che aveva.
La vittima, presa dal panico e molto scossa a seguito della telefonata, aderiva alla richiesta e racimolava l’oro presente in casa ed euro 300 in contanti mettendo il tutto in un sacchetto. Poco dopo la chiamata presso l’abitazione si presentava un giovane che prendeva in consegna il sacchetto con i monili in oro e i contanti e si allontanava a bordo di un’auto condotta da un altro uomo. La vittima dopo un primo momento di smarrimento si ravvedeva realizzando che era stata vittima di una truffa ed allertava il 112 raccontando l’accaduto. La Centrale Operativa dei Carabinieri di Giulianova attuava immediatamente una rete di posti di controllo nella zona in cui si era svolto l’evento criminoso. A seguito di ciò la pattuglia della stazione di Pineto intercettava i fuggiaschi e li bloccava. Sottoposti a perquisizione venivano trovati in possesso del sacchetto poco prima asportato con artifizi e raggiri alla donna. La refurtiva interamente recuperata e del valore complessivo di circa 10.000 euro, veniva riconsegnata all’anziana.
I due così come disposto dal PM di turno alla Procura della repubblica di Teramo sono stati associati al carcere di Teramo, mentre l’autovettura usata è stata posta in sequestro.