Troppi suicidi in divisa, nasce il nucleo d'ascolto dei Corpi Militari e Civili
Al via da Pescara il primo appuntamento pubblico della rete nazionale di auto aiuto
- La Redazione
PESCARA - L'ultimo suicidio in divisa è di pochi giorni fa. Si è tolto la vita un appartenente alla Polizia locale di Roma Capitale. Dall'inizio dell'anno è il decimo suicidio tra gli appartenenti ai Corpi civili e militari: un numero altissimo e preoccupante. Di fronte a questo fenomeno sempre più allarmante, un gruppo interforze di appartenenti ed ex appartenenti a tutti i Corpi, presenti sull’intero territorio nazionale, ha deciso di creare una rete informale di auto aiuto, mettendo a disposizione le proprie competenze personali. Si chiama "Nucleo d'Ascolto Corpi Militari e Civili" ed è nato per rompere il muro di silenzio che circonda il disagio in divisa.
L'annuncio arriva da Antonella Renzetti, referente pescarese del Nucleo, che spiega la genesi di questa iniziativa e le finalità e annuncia il primo appuntamento pubblico, invitando tutti gli interessati ad iscriversi: si tratta di un convegno che si terrà in provincia di Pescara, a Cepagatti, il 19 marzo, sul tema "Gli eroi feriti: Trauma, vittimizzazione e tendenza suicidiaria nei Corpi militari e civili".
"Nel Nucleo - spiega - ci sono colleghi laureati in psicologia, sociologia, criminologia e scienze sociali, altri sono specificatamente formati nell'ascolto attivo e nella mediazione. Altri si occupano della logistica e della gestione generale. Siamo persone che sanno cosa significa stare in servizio ed affrontare quotidianamente ostacoli e difficoltà. Il Nucleo si avvale, inoltre, di psicologi volontari esterni pronti a intervenire subito, nei casi di particolare gravità, come primo supporto. Ciò che ci rende una realtà unica, e profondamente diversa da qualsiasi gruppo di auto-aiuto passato, è la nostra totale indipendenza. Non siamo incardinati nelle amministrazioni, non rispondiamo a gerarchie né a organizzazioni di alcun tipo. Abbiamo fatto questa scelta per un motivo preciso: permettere ai colleghi di superare il timore dello stigma sociale e la paura di essere giudicato 'debole' dai superiori. Con noi questo rischio non esiste perché offriamo un porto sicuro, garantendo riservatezza e comprensione tra pari. Chiunque tra i colleghi, di qualunque divisa, abbia bisogno di noi può scriverci via mail, sul sito o sui nostri profili Facebook e Instagram; basta lasciarci un numero di telefono e viene ricontattato immediatamente da uno di noi".
Se il Nucleo si è attivato ora è perché i promotori non volevano più rimanere inerti di fronte agli ultimi fatti. "A ottobre 2025 c'è stato il tragico suicidio di una collega della Polizia Locale di Frattamaggiore: era all'ottavo mese di gravidanza. Quello, per noi, è stato il punto di non ritorno. Non potevamo più restare a guardare questa emergenza. In Italia assistiamo a un suicidio in divisa ogni sei giorni, in media, un numero significativamente più elevato rispetto al resto della popolazione. Siamo qui perché, dietro ogni divisa, c'è prima di tutto un essere umano e la vicinanza emotiva, a volte, può fare la differenza tra la vita e la morte. Nessuno deve più sentirsi solo e ai nostri colleghi che vivono un disagio diciamo che il supporto emotivo non è un tabù ma un diritto garantito da chi conosce bene la vita in strada e nelle caserme", conclude Renzetti.
Il nucleo può essere raggiunto attraverso il sito internet www.nucleodascolto.it o tramite i social (Facebook "Nucleo d'ascolto Corpi Militari e Civili"). L'indirizzo di posta elettronica è nucleodascolto@gmail.com.