Tragedia di Scerni, le opinioni dei sindacati
Ancora una volta si commenta un tragico evento per la giovane morte sul lavoro
- La Redazione
CHIETI - Il commento di Franco Spina Segretario Generale della Cgil di Chieti, dopo l’incidente mortale di questa mattina nel quale ha perso la vita un giovanissimo lavoratore a Scerni.
In primo luogo alla famiglia vanno le nostre condoglianze e vicinanza, ancora una volta siamo a commentare un tragico evento che riguarda un giovane operaio morto durante il lavoro.
Fermo restando quanto sarà appurato dalle indagini sulla dinamica, torna prepotentemente all’attenzione di tutti, quanto sia ancora oggi facile rischiare un infortunio, una malattia o la morte sul lavoro. Essere indignati é il minimo, ma non basta, numeri alla mano, noi viviamo in un Paese che registra un vero e proprio bollettino di guerra ogni anno con in media oltre mille morti, seicentomila infortuni denunciati di cui il 34% invalidanti in maniera permanentei, e novantottomila malattie professionali di cui per oltre duemila quattrocento vi sono denunce per tumori di origine professionali.
L’aggravante riguarda la percentuale di eventi che cresce per tipologia di contratto con un rischio più alto nel tempo determinato o lavori di breve durata.
Allora oggi più che mai di fronte ad una giovane vita spezzata, torniamo a chiedere prepotentemente alle istituzioni tutte di intervenire a monte su superamento del lavoro precario e flessibile , troppo flessibile da essere ormai un lavoro a chiamata. Occorre intervenire sui subappalti “ a cascata” dove crescono da anni gli infortuni.
Continuiamo a ribadire che serve concretamente fare della formazione su salute e sicurezza una battaglia a tutto campo, formare le persone sempre e durante tutta la vita lavorativa , iniziando dal prevedere specifiche materie all’interno delle scuole di ogni ordine e grado. Ma sopratutto, servono controlli preventivi che si possono fare solo se tutti i soggetti preposti alle ispezioni, abbiano personale sufficiente e questo è un problema oggi poiché dati della relazione annuale di vigilanza INL, parlano di 4.366 unità e di questi solo 949 sono gli ispettori prettamente tecnici. Questo significa che in Italia ogni anno a fronte di 5.150.000 aziende attive, si effettuano 157.381 controlli, ovvero si riesce ad ispezionare circa IL 3% per cento del totale sempre secondo il rapporto.
Di cosa stiamo parlando? Allora, basta fare promesse future, basta solo l’indignazione del momento, se si vuole evitare che si ripetano tragedie future serve un agire immediato sulle cause e far comprendere a tutti che la prevenzione su salute e sicurezza non è un costo ma un investimento per salvare le vite delle persone.
Come CGIL ribadiamo la piena solidarietà alla famiglia e continueremo a lottare per il diritto alla salute e sicurezza in ogni luogo di lavoro. - Franco Spina, Segretario Generale della Cgil di Chieti -
PESCARA - La UIL Abruzzo esprime profondo cordoglio per la morte di un giovane lavoratore di 23 anni che questa mattina è rimasto vittima di un incidente sul lavoro.
"Il nostro primo pensiero va alla famiglia e agli affetti di questo ragazzo, la cui vita è stata spezzata troppo presto - dichiara Michele Lombardo, Segretario Generale della UIL Abruzzo -. In un età così giovane, si dovrebbe avere il diritto di poter costruire il proprio futuro in sicurezza, e non di perderlo sul posto di lavoro".
Le morti sul lavoro continuano a riempire la cronaca del nostro Paese e della nostra regione, la cosa ancor più grave è assistere alla perdita di giovani vite a scapito di investimenti sulla formazione, sui dispositivi di protezione e sulle procedure organizzative che possono evitare o quanto meno limitare i danni degli infortuni sul lavoro.
Delle 19 morti sul lavoro del 2025 in Abruzzo, quattro sono relative a lavoratori con meno di 35 anni e pongono con forza l’attenzione sulle tutele che stiamo dando ai nostri giovani che entrano nel mondo del lavoro.
"L’aumentare delle vittime anche tra i lavoratori più giovani, impone una vera riflessione sull’effettiva capacità del sistema di garantire condizioni di lavoro sicure - sottolinea Valerio Camplone, componente della segreteria regionale UIL Abruzzo con delega alla salute e sicurezza sul lavoro -. In attesa che venga chiarita la dinamica dell'accaduto, ribadiamo la necessità di un rafforzamento serio della tutela dei lavoratori, e ancor di più dei giovani, molti dei quali alle prime esperienze lavorative. La sicurezza deve essere garantita ogni giorno, non a parole ma attraverso un’organizzazione del lavoro con responsabilità precise, con investimenti per i dispositivi di protezione per i lavoratori ed una formazione preventiva che abbia l’ambizione di addestrare il lavoratore davanti ad ogni possibile scenario".
Nel dolore per questa tragedia, la UIL Abruzzo rinnova la propria vicinanza ai familiari continuando a prestare il proprio impegno per la tutela della vita e della dignità del lavoro ogni giorno.
Michele Lombardo, Segretario Generale UIL Abruzzo
Valerio Camplone, Responsabile Dipartimento Ambiente Salute Sicurezza UIL Abruzzo