Traffico, commercio e futuro urbano: le scelte sbagliate che penalizzano Giulianova

Evoluzione Sostenibile: "Il problema non riguarda soltanto via Thaon de Revel"

- Walter Cori

Traffico, commercio e futuro urbano: le scelte sbagliate che penalizzano Giulianova

GIULIANOVA - Mentre l’amministrazione Costantini sceglie di reintrodurre il doppio senso di marcia in via Thaon de Revel (nella foto), senza neppure ritenere opportuno aprire un confronto con la cittadinanza, confermando un approccio autoreferenziale e distante da ogni reale processo partecipativo, appare sempre più evidente l’assenza di una visione organica sulla mobilità e sul futuro urbano di Giulianova.

Una scelta che, aumentando la pressione del traffico automobilistico in un’area che avrebbe invece bisogno di maggiore qualità, sicurezza e vivibilità, va in controtendenza rispetto ai moderni processi di rigenerazione urbana. A conferma di ciò, le città che hanno investito sulla valorizzazione dei centri urbani e del commercio di prossimità hanno seguito la direzione opposta: ridurre la pressione del traffico e rendere le aree commerciali più attrattive e fruibili per residenti e turisti.
Il problema, però, non riguarda soltanto via Thaon de Revel. La sensazione è che manchi una strategia complessiva capace di affrontare in modo moderno il tema della mobilità, dell’accessibilità e della rigenerazione urbana della città. Ed è in questa prospettiva che si colloca la proposta, sostenuta da tempo da Evoluzione Sostenibile, della realizzazione di un nuovo sottopasso in via Nazario Sauro. Una proposta che non nasce dalla volontà di aumentare il traffico automobilistico, ma dall’esigenza di governarlo meglio, ridurre congestione e conflitti urbani e creare le condizioni per una città più sicura, meglio collegata e più vivibile.
Oggi il collegamento tra la parte est e quella ovest della città continua a essere insufficiente e squilibrato. Il sottopasso di via Thaon de Revel presenta limiti evidenti, a partire dall’altezza inadeguata, e non riesce a garantire un sistema di attraversamento efficiente. L’assenza di un collegamento alternativo realmente efficace e moderno costringe a concentrare traffico e flussi su pochi assi viari, con effetti negativi sulla qualità urbana, sulla sicurezza di pedoni e ciclisti e sulla funzionalità stessa della città.
Il nuovo sottopasso di via Sauro rappresenterebbe un’infrastruttura strategica di ricucitura urbana. Consentirebbe di collegare in maniera più efficiente le due parti della città separate dalla ferrovia, distribuendo meglio i flussi di attraversamento e alleggerendo la pressione sulle arterie oggi più congestionate. Ma soprattutto migliorerebbe la sicurezza urbana, creando percorsi più funzionali e protetti per pedoni, biciclette e persone con disabilità. Inoltre, un’infrastruttura moderna di questo tipo renderebbe finalmente possibile una gestione più evoluta della mobilità urbana. Nulla vieterebbe, infatti, di limitare o interdire il traffico automobilistico in determinate fasce orarie o occasioni, favorendo aree pedonali realmente sostenibili e meglio organizzate. La differenza è sostanziale: non subire il traffico, ma governarlo attraverso una rete urbana più efficiente.
È proprio il commercio il settore che più di ogni altro paga oggi l’assenza di una visione urbana complessiva. Negli ultimi anni il dibattito si è concentrato soprattutto sul rischio di desertificazione commerciale, intesa come chiusura delle attività. Ma il problema reale riguarda la capacità della città di restare attrattiva, accessibile e competitiva. Il commercio non è soltanto economia: è presidio urbano, sicurezza, socialità, identità cittadina e qualità della vita. Dove chiudono i negozi, spesso arretra anche la vitalità urbana.
In questo quadro, la situazione della zona centrale del Lido appare particolarmente critica. La mancanza di infrastrutture adeguate e di una strategia urbana coerente ha progressivamente indebolito l’accessibilità dell’area commerciale storica, contribuendo a una sofferenza evidente delle attività economiche.
E mentre il centro del Lido continua a perdere competitività senza una strategia di rilancio concreta, lungo via Trieste, nell’area ex Sadam, stanno sorgendo strutture commerciali di grandi dimensioni destinate inevitabilmente a modificare gli equilibri economici della città. Senza interventi concreti e senza una visione complessiva sul futuro urbano e commerciale di Giulianova, il rischio concreto è lo spostamento del baricentro commerciale verso il nuovo polo di via Trieste, con un ulteriore indebolimento delle attività storiche esistenti.
Per questo motivo il sottopasso di via Sauro non può essere considerato una semplice opera viaria, ma un’infrastruttura decisiva anche sul piano economico e commerciale. Migliorare l’accessibilità del Lido significa infatti rafforzarne la competitività, aumentare la fruibilità degli spazi commerciali e creare le condizioni per una rigenerazione urbana più ampia.
Accanto agli interventi infrastrutturali, servono politiche capaci di favorire il riutilizzo degli spazi sfitti, il ricambio generazionale delle attività e nuove iniziative imprenditoriali. Allo stesso tempo, anche la programmazione degli eventi dovrebbe tornare a essere uno strumento di valorizzazione del commercio locale, attraverso manifestazioni realmente capaci di generare presenze e ricadute economiche diffuse. Eventi come la “Notte Bianca”, la “Notte dello Shopping”, o “Calici e musica al chiaro di luna” avevano dimostrato quanto iniziative ben progettate possano contribuire ad animare il Lido, generando benefici concreti per le attività economiche.
La rigenerazione del commercio richiede una visione complessiva della città, capace di integrare mobilità, qualità urbana, sicurezza e sviluppo economico. Continuare a rinviare scelte strategiche significa accettare un declino lento ma costante, fatto di spazi vuoti, minore attrattività e perdita di centralità urbana. La vera posta in gioco non è solo il futuro dei negozi, ma la capacità di Giulianova di restare città viva, competitiva e inclusiva.
Per questo motivo la politica locale dovrebbe abbandonare interventi estemporanei e decisioni prive di una visione complessiva, avviando invece una strategia chiara che metta al centro commercio, qualità urbana e mobilità sostenibile. Non farlo significherebbe rinunciare consapevolmente a una parte fondamentale del futuro della città.
Il Direttivo dell’Associazione.
Comunicato stampa di Evoluzione Sostenibile
Traffico, commercio e futuro urbano: le scelte sbagliate che penalizzano Giulianova. 
Mentre l’amministrazione Costantini sceglie di reintrodurre il doppio senso di marcia in via Thaon de Revel, senza neppure ritenere opportuno aprire un confronto con la cittadinanza, confermando un approccio autoreferenziale e distante da ogni reale processo partecipativo, appare sempre più evidente l’assenza di una visione organica sulla mobilità e sul futuro urbano di Giulianova. Una scelta che, aumentando la pressione del traffico automobilistico in un’area che avrebbe invece bisogno di maggiore qualità, sicurezza e vivibilità, va in controtendenza rispetto ai moderni processi di rigenerazione urbana. A conferma di ciò, le città che hanno investito sulla valorizzazione dei centri urbani e del commercio di prossimità hanno seguito la direzione opposta: ridurre la pressione del traffico e rendere le aree commerciali più attrattive e fruibili per residenti e turisti.
Il problema, però, non riguarda soltanto via Thaon de Revel. La sensazione è che manchi una strategia complessiva capace di affrontare in modo moderno il tema della mobilità, dell’accessibilità e della rigenerazione urbana della città. Ed è in questa prospettiva che si colloca la proposta, sostenuta da tempo da Evoluzione Sostenibile, della realizzazione di un nuovo sottopasso in via Nazario Sauro. Una proposta che non nasce dalla volontà di aumentare il traffico automobilistico, ma dall’esigenza di governarlo meglio, ridurre congestione e conflitti urbani e creare le condizioni per una città più sicura, meglio collegata e più vivibile.
Oggi il collegamento tra la parte est e quella ovest della città continua a essere insufficiente e squilibrato. Il sottopasso di via Thaon de Revel presenta limiti evidenti, a partire dall’altezza inadeguata, e non riesce a garantire un sistema di attraversamento efficiente. L’assenza di un collegamento alternativo realmente efficace e moderno costringe a concentrare traffico e flussi su pochi assi viari, con effetti negativi sulla qualità urbana, sulla sicurezza di pedoni e ciclisti e sulla funzionalità stessa della città.
Il nuovo sottopasso di via Sauro rappresenterebbe un’infrastruttura strategica di ricucitura urbana. Consentirebbe di collegare in maniera più efficiente le due parti della città separate dalla ferrovia, distribuendo meglio i flussi di attraversamento e alleggerendo la pressione sulle arterie oggi più congestionate. Ma soprattutto migliorerebbe la sicurezza urbana, creando percorsi più funzionali e protetti per pedoni, biciclette e persone con disabilità. Inoltre, un’infrastruttura moderna di questo tipo renderebbe finalmente possibile una gestione più evoluta della mobilità urbana. Nulla vieterebbe, infatti, di limitare o interdire il traffico automobilistico in determinate fasce orarie o occasioni, favorendo aree pedonali realmente sostenibili e meglio organizzate. La differenza è sostanziale: non subire il traffico, ma governarlo attraverso una rete urbana più efficiente.
È proprio il commercio il settore che più di ogni altro paga oggi l’assenza di una visione urbana complessiva. Negli ultimi anni il dibattito si è concentrato soprattutto sul rischio di desertificazione commerciale, intesa come chiusura delle attività. Ma il problema reale riguarda la capacità della città di restare attrattiva, accessibile e competitiva. Il commercio non è soltanto economia: è presidio urbano, sicurezza, socialità, identità cittadina e qualità della vita. Dove chiudono i negozi, spesso arretra anche la vitalità urbana.
In questo quadro, la situazione della zona centrale del Lido appare particolarmente critica. La mancanza di infrastrutture adeguate e di una strategia urbana coerente ha progressivamente indebolito l’accessibilità dell’area commerciale storica, contribuendo a una sofferenza evidente delle attività economiche.
E mentre il centro del Lido continua a perdere competitività senza una strategia di rilancio concreta, lungo via Trieste, nell’area ex Sadam, stanno sorgendo strutture commerciali di grandi dimensioni destinate inevitabilmente a modificare gli equilibri economici della città. Senza interventi concreti e senza una visione complessiva sul futuro urbano e commerciale di Giulianova, il rischio concreto è lo spostamento del baricentro commerciale verso il nuovo polo di via Trieste, con un ulteriore indebolimento delle attività storiche esistenti.
Per questo motivo il sottopasso di via Sauro non può essere considerato una semplice opera viaria, ma un’infrastruttura decisiva anche sul piano economico e commerciale. Migliorare l’accessibilità del Lido significa infatti rafforzarne la competitività, aumentare la fruibilità degli spazi commerciali e creare le condizioni per una rigenerazione urbana più ampia.
Accanto agli interventi infrastrutturali, servono politiche capaci di favorire il riutilizzo degli spazi sfitti, il ricambio generazionale delle attività e nuove iniziative imprenditoriali. Allo stesso tempo, anche la programmazione degli eventi dovrebbe tornare a essere uno strumento di valorizzazione del commercio locale, attraverso manifestazioni realmente capaci di generare presenze e ricadute economiche diffuse. Eventi come la “Notte Bianca”, la “Notte dello Shopping”, o “Calici e musica al chiaro di luna” avevano dimostrato quanto iniziative ben progettate possano contribuire ad animare il Lido, generando benefici concreti per le attività economiche.
La rigenerazione del commercio richiede una visione complessiva della città, capace di integrare mobilità, qualità urbana, sicurezza e sviluppo economico. Continuare a rinviare scelte strategiche significa accettare un declino lento ma costante, fatto di spazi vuoti, minore attrattività e perdita di centralità urbana. La vera posta in gioco non è solo il futuro dei negozi, ma la capacità di Giulianova di restare città viva, competitiva e inclusiva.
Per questo motivo la politica locale dovrebbe abbandonare interventi estemporanei e decisioni prive di una visione complessiva, avviando invece una strategia chiara che metta al centro commercio, qualità urbana e mobilità sostenibile. Non farlo significherebbe rinunciare consapevolmente a una parte fondamentale del futuro della città - Il Direttivo dell’Associazione -