Tortoreto, un modello di città mai chiaramente definito
Tortoreto al Centro: "Vocazione e sicurezza: servono risposte"
– La Redazione
TORTORETO - Sta attraversando una fase in cui la distanza tra ciò che viene raccontato e ciò che viene vissuto quotidianamente dai cittadini appare sempre più evidente.
A Tortoreto Alto, episodi ripetuti di disordine e situazioni di allarme – fino a interventi delle forze dell’ordine legati a circostanze potenzialmente pericolose – hanno inciso profondamente sulla percezione di sicurezza e sulla tenuta del tessuto sociale. Non si tratta di fatti isolati, ma di segnali che interrogano la capacità di governo del territorio e la continuità dell’azione amministrativa da parte di Piccioni e dei suoi sul tema della legalità.
Parallelamente, l’amministrazione di Piccioni rivendica con enfasi il finanziamento destinato alla riqualificazione del Palazzo Ex ECA delle Suore, elevandolo a simbolo di una presunta rinascita culturale e identitaria. Un’operazione legittima sul piano formale, ma che rischia di rimanere puramente evocativa se non inserita in una strategia più ampia e coerente.
A rendere questo quadro ancora più dissonante concorre la scelta di accogliere e di fatto promuovere, nello spazio pubblico e nella comunicazione cittadina, iniziative dichiaratamente orientate a un pubblico adulto, con linguaggi e messaggi che nulla hanno a che vedere con l’idea di cultura, formazione e comunità più volte richiamata dalla stessa maggioranza.
Non è questione di moralità, né di legittimità amministrativa. È una questione di direzione.
Da anni si parla di scuola, di politiche giovanili, di spazi di socialità e di luoghi dedicati alla cultura come pilastri del futuro di Tortoreto. Tuttavia, al netto degli annunci, questi pilastri restano ancora privi di fondamenta concrete. Non esistono spazi strutturati per i giovani, non esiste una visione compiuta sulla scuola, non esiste una rete di luoghi in cui la cultura possa essere praticata e non soltanto evocata.
In questo vuoto prende forma un modello di città mai chiaramente definito, fatto di scelte che si accumulano senza una visione complessiva. È qui che nascono confusione e smarrimento che inesorabilmente fotografano la distanza tra l’amministrazione di Piccioni e la comunità.
Una città non può essere governata con simboli sovrapposti o messaggi contraddittori: la credibilità dell’azione pubblica si misura nella coerenza tra parole e fatti nel tempo.
Chiedere chiarezza non è polemica, ma un diritto dei cittadini. Chiarezza sulla vocazione di Tortoreto, sulle priorità concrete e sulle scelte che definiscono ciò che la città vuole essere e ciò che non vuole diventare. E soprattutto risposte immediate al tema sicurezza cittadina.
Tortoreto al Centro continuerà a richiamare questa esigenza con rigore e continuità, perché legalità, cultura e futuro delle nuove generazioni non possono restare strumenti narrativi, ma devono tornare a essere criteri reali dell’azione amministrativa. - Libera D’Amelio Capogruppo Tortoreto al Centro, Martina Del Sasso Consigliere comunale Tortoreto al Centro -