Tortoreto, D'Amelio: nessuno sconto su cause ed eventuali responsabilità

La consigliera comunale sull'Escherichia coli in mare: vanno accertati i fatti e va ampliata la visione politica sulla gestione della città

- La Redazione

Tortoreto, D'Amelio: nessuno sconto su cause ed eventuali responsabilità

TORTORETO - “Prima di tutto, capire. Ma se ci sono responsabilità, accertarle e agire senza esitazione. Non è il momento degli allarmismi, né delle accuse lanciate senza conoscere i fatti. È però il momento di andare rapidamente alla causa”. E' il commento a caldo di Libera D'Amelio, consigliera comunale di Tortoreto, dopo l'ordinanza del 18 agosto firmata dalla vice sindaco Arianna Del Sordo che dispone il divieto temporaneo di balneazione nel tratto antistante via Leonardo da Vinci, nella zona nord del lido, per la presenza del batterio di Escherichia coli.

“Non vogliamo accusare nessuno, né creare allarmismi senza conoscere i dati definitivi (che arriveranno in giornata dopo il secondo prelievo dell'Arta, ndr), ma vanno accertati i fatti e definite le cause - ci ha detto la consigliera raggiunta al telefono durante le sue vacanze estive -. Di certo l'impiantistica strutturale va verificata e implementato il controllo perché in estate Tortoreto decuplica i suoi numeri. Va verificata la rete fognaria, il sistema di depurazione e degli scarichi”.

La situazione è di certo drammatica, nel clou della stagione balneare e che mette in ginocchio turisti, cittadini e operatori del settore in un'area, quella di via Leonardo da Vinci, che è stata un po' nell'occhio del ciclone per tutta l'estate, lamentando anche frequenti interruzioni d'acqua, allagamenti in caso di temporali e problemi alla rete fognaria. Certo la carenza idrica, il caldo e l'impatto turistico potrebbero aver creato le condizioni per la proliferazione del batterio, “ma un dato così alto è inquietante ed è difficile credere che possa essersi esaurito nel giro di così poco tempo, né è credibile che si sia sbagliato il dato sul prelievo di tre giorni fa – continua D'Amelio -. Quanto alle cause, non abbiamo ancora i dati d'impatto turistico, ma non è sembrata un'incidenza in aumento rispetto agli anni passati. Non ho dubbi sul fatto che l'amministrazione si attivi per capire cosa sia accaduto, perché le questioni vanno risolte e, se c'è un problema va affrontato. I disagi di questi giorni offuscano anche le scelte ben fatte e quando qualcosa non va bene bisognerebbe anche chiedere scusa, al di là di cause e responsabilità. Non basta tagliare solo nastri e fare grandi concerti”.

E' proprio il modo di pensare Tortoreto a dover cambiare, la visione sulla gestione e la vita del paese. E', questa, un'occasione per fare il punto su quanto più volte ribadito anche negli interventi in consiglio comunale da Libera D'Amelio.

Andrebbe destagionalizzato il turismo, secondo la consigliera, “bisognerebbe spingere sull'acceleratore anche nei mesi in cui Tortoreto è 'morta'. Non contesto i grandi concerti, né gli appuntamenti tradizionali, ma si deve iniziare a pensare a un modo per attirare persone anche nel periodo autunnale, non ridurre la stagione a due mesi estivi, ma ampliarla. Il clima ci sta portando al prolungamento della stagione estiva, va fatto anche a Tortoreto, non soltanto per il turismo, ma anche per i residenti”.

L'invito, infine, all'amministrazione e in particolare all'assessore al Turismo Giorgio Ripani di considerare a fondo la questione estiva, di valutare le criticità e capirle a fondo. “Un pizzico in più di audacia e di coraggio – suggerisce D'Amelio -. Il turismo è evolutivo ed è sperimentazione e si deve osare di più in questo senso. Senza eliminare la 'sacralità' delle tradizioni, ma osare nella sperimentazione che non è una una semplice ripetizione sistemica delle stesse cose presentate in modo diverso”.

Tortoreto ha grandi potenzialità che vanno individuate e seguite, bisogna scegliere che vocazione dare alla città (turismo familiare, sportivo, scolastico, modaiolo), ascoltando anche le categorie che agiscono sul territorio. “Non delegare le decisioni proprie della politica, ma ascoltare e trarre il meglio che viene dal territorio. La politica oggi fatica a intercettare l'elemento umano. Ci vuole un linguaggio di maggiore fiducia e di speranza e io sono speranzosa”, conclude Libera D'Amelio.