Torna a splendere l'Antico Frantoio di Sant’Omero
Il futuro Museo dell’Olio della Val Vibrata si candida come luogo di incontro tra memoria ed innovazione
- Walter Cori
SANT'OMERO - Un pomeriggio di approfondimento, confronto e condivisione ha accompagnato la presentazione del progetto di recupero dell’Antico Frantoio di Sant’Omero, destinato a diventare un nuovo polo culturale dedicato alla civiltà dell’olio e alla memoria contadina della Val Vibrata.
Il futuro Museo dell’Olio della Val Vibrata si candida così a diventare un luogo di incontro tra memoria e innovazione, un presidio culturale permanente capace di raccontare la storia delle comunità rurali e di promuovere le eccellenze che da secoli caratterizzano questo angolo d’Abruzzo.
Una partecipazione numerosa e attenta ha caratterizzato l’incontro “Dalla Memoria alla Valorizzazione: il Restauro dell’Antico Frantoio di Sant’Omero come Modello di Rigenerazione Culturale e Rurale”, svoltosi lo scorso 20 Giugno presso lo storico edificio ottocentesco dell'Antico Frantoio di Sant'Omero di Contrada Metella lo scorso .
L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di riflessione sul valore del patrimonio rurale come risorsa culturale, identitaria e strategica per lo sviluppo dei territori, richiamando amministratori, professionisti, operatori del settore turistico e agroalimentare, associazioni, studiosi e numerosi cittadini interessati a conoscere da vicino un progetto destinato a lasciare un segno significativo nella valorizzazione della storia locale.
L’evento ha offerto l’occasione per raccontare il percorso che ha portato al recupero dell’antico frantoio, un luogo che per generazioni ha rappresentato un punto di riferimento per la comunità e che oggi si prepara a vivere una nuova stagione attraverso una funzione culturale e divulgativa capace di coniugare tradizione e innovazione.
Nel corso degli interventi è emerso con forza il valore della memoria come elemento fondamentale per costruire nuove opportunità di crescita, turismo e sviluppo sostenibile. Il futuro Museo dell’Olio della Val Vibrata sarà infatti non solo uno spazio espositivo, ma un luogo vivo dedicato alla conoscenza, alla formazione, alla promozione delle produzioni locali e alla diffusione della cultura dell’olio extravergine di oliva.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali di Marilena Rossi, Emiliano Di Matteo Consiglieri Regionali e Christian Francia della Provincia di Teramo, che hanno sottolineato l’importanza degli investimenti destinati alla tutela e valorizzazione del patrimonio rurale come strumento di crescita culturale e territoriale.
I contributi dei relatori hanno successivamente accompagnato il pubblico in un percorso multidisciplinare che ha intrecciato architettura, storia, turismo, innovazione agroalimentare e tradizioni locali.
L’architetto Francesca Di Francesco, progettista dell’intervento, ha illustrato il lavoro di recupero dell’edificio e la filosofia che ha guidato la progettazione, orientata alla conservazione della memoria storica del luogo. L’architetto Pasquale Tucci, vicepresidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Teramo, ha approfondito il tema dell’archeologia industriale e del valore rappresentato dagli antichi opifici rurali presenti sul territorio abruzzese.
Particolarmente apprezzati anche gli interventi di Pasquale Cantoro, presidente del GAL Terreverdi Teramane, e di Giuseppe Vagnozzi, presidente della Sezione Turismo di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, che hanno evidenziato le opportunità offerte dal turismo esperienziale e dalla valorizzazione delle identità locali.
A riportare il pubblico alle radici storiche della cultura dell’olio sono stati Nicolino Farina, giornalista e scrittore, e Leonardo Seghetti, studioso delle tradizioni locali, che hanno raccontato il profondo legame tra l’olivicoltura e la storia delle comunità teramane.