Tetto massimo di alunni stranieri: le preoccupazioni della dirigenza scolastica Flc Cgil
La struttura nazionale di settore esprime profondo dissenso in merito alle recenti dichiarazioni della Presidente del Consiglio
- La Redazione
TERAMO - La struttura nazionale di settore della dirigenza scolastica della FLC CGIL esprime profondo dissenso e forte preoccupazione in merito alle recenti dichiarazioni della Presidente del Consiglio relative all'imposizione di un tetto massimo per la presenza di alunni stranieri nelle classi.
Nel ricordare che il limite agli alunni stranieri nelle classi risulta una disposizione già in vigore da oltre un decennio, la struttura nazionale di settore della dirigenza scolastica della FLC CGIL condanna fermamente il tentativo di trasformare la scuola pubblica in un terreno di scontro ideologico e respinge ogni proposta che non si riconosca nei valori fondativi della Costituzione della Repubblica. L’annunciato provvedimento appare infatti pesantemente ideologico perché ignora la realtà quotidiana dei nostri istituti nonché le dinamiche demografiche e sociali dei territori del nostro Paese.
Le comunità educanti sono chiamate ogni giorno a garantire il diritto allo studio e il successo formativo di tutte e tutti nel rispetto dei principi costituzionali organizzando un’offerta formativa basata sui reali bisogni educativi e sulla necessità di inclusione e non discriminazione.
La Struttura Nazionale di Settore della Dirigenza Scolastica della FLC CGIL ribadisce che le scuole sono e debbono restare presidi democratici di uguaglianza. Va respinta infatti con forza ogni logica di discriminazione etnica, rivendicando, al contrario, la necessità di un vero processo di inclusione che passi attraverso investimenti concreti. La scuola, infatti, non ha bisogno di percentuali o gabbie etniche ma di adeguate risorse per ottenere salari dignitosi per chi lavora, per rendere vivibili e sicuri gli edifici scolastici, per ridurre il numero di alunni per classe, per stabilizzare gli organici, per ampliare il tempo pieno.
Le annunciate misure, qualora tradotte in provvedimenti normativi vincolanti, finirebbero unicamente per scaricare sulle spalle dei dirigenti scolastici, del personale e delle famiglie le conseguenze organizzative e sociali di una scelta inapplicabile.
Mentre il dibattito politico rischia di esaurirsi in proclami propagandistici, nelle scuole i dirigenti e il personale scolastico lavorano ogni giorno per tenere unita una comunità che trova la propria forza nella pluralità e nelle differenze. È qui che, quotidianamente, si traduce in azioni educative concrete la natura democratica, egualitaria e universalistica della scuola pubblica italiana - Antonio Lattanzi, Responsabile struttura di settore Dirigenti Scolastici FLC Abruzzo -