Terremoto e alluvioni, oltre 25 miliardi e più di 30mila cantieri per la ricostruzione

Castelli alla SAIE di Bologna: a 10 anni dal sisma la ricostruzione privata vale oltre 18 miliardi di richieste e quella pubblica oltre 4,85 miliardi

- La Redazione

Terremoto e alluvioni, oltre 25 miliardi e più di 30mila cantieri per la ricostruzione

MILANO – Oltre 25 miliardi di euro per un totale di più di 30mila cantieri tra edilizia pubblica e privata per ricostruire l’Italia ferita dal terremoto del 2016 e dalle alluvioni che hanno colpito Emilia-Romagna, Toscana e Marche nel 2023 e nel 2024. Sono alcuni dei numeri della ricostruzione raccontati a SAIE – La Fiera delle Costruzioni: progettazione, edilizia, impianti, in corso a BolognaFiere fino al 10 ottobre per la sua 60esima edizione, da due dei Commissari straordinari di Governo presenti alla manifestazione: Fabrizio Curcio, Commissario alla ricostruzione nei territori colpiti dall’alluvione e Guido Castelli, Commissario per la ricostruzione del sisma 2016. Entrambi hanno portato a Bologna il bilancio del proprio lavoro, intervenendo nelle Arene delle nuove Aree SAIE Lab | Live.

Il Piano Speciale di Ricostruzione gestito dal Commissario Fabrizio Curcio mette in campo complessivamente 6.337 interventi per un totale di circa 2,87 miliardi di euro di risorse disponibili, di cui 2,80 miliardi di contributo del Commissario straordinario e 71 milioni da altre fonti di finanziamento. Sul fronte dell’avanzamento, sui territori delle tre regioni risultano 4.547 interventi già conclusi, 642 in esecuzione, 236 in fase di affidamento e 848 in progettazione. La parte più consistente del Piano riguarda l’Emilia-Romagna: ad essa sono destinati 5.761 interventi per oltre 2,6 miliardi di euro di risorse disponibili (2,55 miliardi di contributo commissariale e 70 milioni da altre fonti), con 4.268 interventi già conclusi, 505 in esecuzione, 211 in affidamento e 744 in progettazione. Come ha ricordato lo stesso Commissario, la strategia si articola in tre fasi – valutazione, revisione normativa e attuazione – e punta oggi sia sulla ricostruzione pubblica, con oltre 6.700 cantieri in corso e un’attuazione intorno all’81%, sia su quella privata, dove in un anno e mezzo le domande presentate dai cittadini sono triplicate.

Guido Castelli, Commissario straordinario alla ricostruzione post sisma 2016 nei territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, ha portato a SAIE il bilancio di un decennio di lavoro nella conferenza “10 anni dal terremoto del Centro Italia: cosa ci insegna”. A dieci anni dal sisma del 24 agosto 2016, la ricostruzione privata – definita il motore del “più grande cantiere d’Europa” – conta 36.632 richieste di contributo per un valore di oltre 18 miliardi di euro, con 12,98 miliardi già concessi e oltre 8,5 miliardi liquidati. I cantieri privati autorizzati sono 23.943 e quelli conclusi 15.544, oltre il 65% di quelli avviati, mentre 1,3 miliardi di euro sono stati attivati per superare il Superbonus e mettere in sicurezza circa 5.000 cantieri. La ricostruzione pubblica conta invece 3.667 interventi programmati per oltre 4,85 miliardi di euro, con il 98% delle opere ormai sbloccato e avviato. Numeri che comprendono anche 459 interventi sulle scuole (circa 1,6 miliardi) e 1.276 sugli edifici di culto (oltre 750 milioni), e che il Commissario inquadra nel “Modello Appennino centrale”: una ricostruzione che non è solo ripristino di edifici, ma strategia di sviluppo, coesione e rigenerazione dei territori per garantire il diritto a restare.

"Gli eventi del maggio 2023 e del settembre-ottobre 2024 hanno colpito duramente questi territori – ha dichiarato Fabrizio Curcio, Commissario straordinario alla ricostruzione nei territori di Emilia-Romagna, Toscana e Marche colpiti dagli eventi alluvionali –. Il Governo ha definito una struttura commissariale e, dalla mia nomina, abbiamo impostato il lavoro in tre fasi: valutazione di ciò che era in campo, revisione normativa e attuazione, in continuità con quanto fatto prima. Oggi siamo nella fase di attuazione: la norma è stata semplificata e la governance rivista, coinvolgendo di più il territorio e distinguendo con chiarezza ciò che attiene al danno da ciò che riguarda la mitigazione del rischio. Lavoriamo su due fronti, la ricostruzione pubblica e quella privata, dove le semplificazioni introdotte con le ordinanze stanno già producendo effetti concreti. In sessant'anni SAIE si è ricavata uno spazio da protagonista nel confronto, come punto di riferimento per l'edilizia e l'industria italiana delle costruzioni: anche la struttura commissariale, che ha a che fare ogni giorno con questo mondo, ha ritenuto importante essere presente con panel e confronti, portando a chi partecipa il racconto concreto di ciò che abbiamo realizzato".

"La mia esperienza da sindaco mi ha addestrato a mettere insieme il possibile e il desiderabile – ha commentato Guido Castelli, Commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016 nei territori di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria –. È l'approccio con cui ho affrontato la sfida delle sfide, far cambiare passo a una ricostruzione che nei primi anni aveva mostrato macchinosità, incertezze e false partenze. Le cose si sono messe bene e oggi la luce in fondo al tunnel si vede in maniera nitida. Ma la vera sfida resta culturale: la prevenzione, come dice il Ministro Musumeci, deve diventare un elemento di consapevolezza di tutti gli italiani, perché in un Paese in cui quattro quinti del territorio è vulnerabile sismicamente e si concentrano due terzi delle frane attive d'Europa, dobbiamo pensare prima a ciò che serve a evitare vittime e danni a ogni evento estremo, sia esso un sisma o un'alluvione. Da questo punto di vista SAIE, sessant'anni ma non li dimostra, è un'infrastruttura che anche nel caso della ricostruzione permette di visualizzare le migliori esperienze, promuovere le competenze e mettere insieme chi produce, chi fa edilizia e chi realizza prodotti per le costruzioni. Ricostruire è esattamente questo: fare squadra tra tecnici, progettisti, aziende, amministrazioni, sindaci e Regioni. Come diciamo spesso, se vuoi arrivare prima cammini da solo, se vuoi arrivare lontano cammini insieme agli altri: un po' come SAIE in questi sessant'anni".