Teramo-mare, necessario il completamento del tratto finale

Evoluzione Sostenibile: le criticità del sistema dei trasporti soffocano sviluppo e competitività, le istituzioni prendano una posizione chiara

2026-01-05T11:04:00+01:00 - La Redazione

Teramo-mare, necessario il completamento del tratto finale

GIULIANOVA - La provincia di Teramo continua a pagare un prezzo elevato per le gravi carenze che interessano le principali infrastrutture di connessione del territorio, in particolare il sistema ferroviario, le autostrade A14 e A24 e l’asse stradale Teramo-Mare, oggi incapaci di garantire collegamenti adeguati alle esigenze della società moderna. Una situazione che penalizza cittadini e imprese e compromette la competitività complessiva del territorio. Dinanzi a un quadro che evidenzia ritardi strutturali e scelte insufficienti, Evoluzione Sostenibile ha elaborato un’analisi delle principali criticità, sia sotto il profilo dei servizi sia sotto quello infrastrutturale, mettendola a disposizione del dibattito pubblico e delle istituzioni.

Sul fronte ferroviario, la provincia di Teramo risulta fortemente marginale nell’accesso all’alta velocità: la stazione di Giulianova, scalo di riferimento provinciale, è servita da una sola coppia di Frecciarossa annuale, senza coincidenze con la linea Giulianova–Teramo. Il confronto con la provincia di Ascoli Piceno è particolarmente impietoso: nella stazione di San Benedetto del Tronto fermano, per l’intero anno, ben sette coppie di Frecciarossa, a fronte di una provincia che conta circa un terzo di abitanti in meno rispetto a quella di Teramo. La ridotta possibilità di fruire dei treni Frecciarossa permane anche estendendo il confronto al contesto regionale, nel quale le fermate nelle stazioni marchigiane risultano quasi triplicate rispetto a quelle nelle stazioni abruzzesi. Una disparità di trattamento, più volte denunciata da Evoluzione Sostenibile, che non trova alcuna giustificazione oggettiva nelle diverse dimensioni delle due regioni.  A ciò si aggiunge il protrarsi, dal 2022, dei lavori di riqualificazione della stazione di Giulianova, con disagi prolungati per i viaggiatori.

Critica anche la situazione del trasporto pubblico su gomma. I recenti tagli ai collegamenti TUA tra Giulianova e Pescara penalizzano le aree non servite dalla ferrovia, mentre la possibile chiusura dell’officina di manutenzione di Giulianova rischia di indebolire ulteriormente il servizio. Grave, inoltre, la scomparsa del collegamento diretto con Roma, che oggi impone il cambio a L’Aquila, rendendo il servizio poco competitivo per studenti e lavoratori.

A questo quadro si aggiunge la situazione critica dell’autostrada A14, interessata da anni da numerosi cantieri per interventi di messa in sicurezza e di adeguamento di gallerie e viadotti. I restringimenti di carreggiata e le deviazioni hanno determinato un significativo aumento dei tempi di percorrenza, soprattutto nei periodi di maggiore traffico. Per comprendere pienamente l’impatto sulla competitività economica della provincia, basta considerare che oltre l’80% degli addetti alla manifattura si trova entro i 20 km dal casello autostradale più vicino, e percentuali simili si osservano anche per gli addetti al settore della logistica. Anche la A24, asse strategico per i collegamenti con L’Aquila e Roma, continua a soffrire limitazioni strutturali che rappresentano un freno per l’economia locale.

Infine, la SS 80 del Gran Sasso, pur rappresentando un collegamento fondamentale anche per lo sviluppo turistico dell’entroterra teramano, continua a evidenziare criticità legate alla sua vetustà.

In questo contesto complesso, il completamento del tratto finale della Teramo-Mare rappresenta l’unica grande opera infrastrutturale strategica in rampa di lancio per la provincia di Teramo. Si tratta di un intervento, già definito nel 2018 attraverso una conferenza di servizi decisoria, che consentirebbe di completare il collegamento diretto tra la costa e l’asse L’Aquila–Roma. L’opera è da anni al centro del dibattito pubblico per il tracciato individuato, ma al di là delle legittime discussioni tecniche, resta l’unica infrastruttura in grado di migliorare in modo significativo l’accessibilità del territorio e ridurre l’isolamento della provincia.

Nel complesso emerge un sistema dei trasporti fragile e frammentato, privo di una visione unitaria. Senza una strategia coordinata tra ferro, gomma e infrastrutture stradali, il rischio è un ulteriore arretramento del territorio. Serve una presa di posizione chiara delle istituzioni locali e regionali affinché la provincia di Teramo non continui a essere considerata di secondo piano. - Il Direttivo dell'Associazione Evoluzione Sostenibile -