Teramo, il Primario di Malattie Infettive del "Mazzini" Tarquini va in pensione

- La Redazione

Teramo, il Primario di Malattie Infettive del "Mazzini" Tarquini va in pensione

TERAMO - È ufficiale: il primario di malattie infettive, Pierluigi Tarquini, andrà in pensione anticipata il primo gennaio 2021.

L’albo pretorio della Asl di Teramo riporta difatti che ha dato le dimissioni volontarie per godersi in anticipo il meritato lavoro dopo la pandemia che ha stravolto la sua vita professionale. Ora a bocce ferme è anche possibile che nell’immediato futuro sia attratto dalle sirene della sanità privata, visto il rendimento avuto durate il Covid, ma lui smentisce.

Il direttore della Uoc ha maturato un’anzianità professionale di 43 anni, un mese ed otto giorni, tra la Asl di Lanciano- Vasto e quella di Teramo. Ha svolto un lavoro ineccepibile nel lotto dell’ex sanatorio, mai in difficoltà malgrado gli eventi: con la sua quiete olimpica ha organizzato al meglio il lavoro del reparto.

Tornando indietro nel recente passato dichiara di aver avuto una gestione dell’epidemia “tremenda” nel mese di marzo poi più tranquilla ad aprile, con tanti pazienti da gestire, non necessariamente affetti dal virus poiché sono stati numerosi i casi di falsi Covid e di semplici polmoniti che potevano dare adito al peggio. Dal 10 maggio scorso non c’è stato più un paziente affetto da coronavirus ma solo casi sospetti che nel giro di poche sono stati risolti, una volta effettuato il tampone.

“La gestione – spiega il primario – è stata difficilissima nel mese di marzo perché abbiamo aperto un reparto dal nulla, ospitando pure la rianimazione che doveva realizzare la pressione negativa: tanta gente in uno spazio piccolo, poi ad aprile la situazione è iniziata a migliorare”.

Non ha mai avuto paura “tranne quel giorno, si era a fine febbraio, in cui si presentarono una coppia di cinesi che erano stati ricoverati a Sant’Omero, provenivano dall’aeroporto di Fiumicino: ecco, pensai, ho beccato il virus, stetti in angoscia per diversi giorni, poi vidi che tutto era a posto ma passai un brutto quarto d’ora”.

 

di Maurizio Di Biagio