Teramo, Corona: "Il fallimento D'Alberto è servito: un rimpasto tragicomico"

L’elefante ha partorito un topolino: dopo settimane di annunci e promesse, tutto si è concluso con il cambio di un solo assessore.

- La Redazione

Teramo, Corona: "Il fallimento D'Alberto è servito: un rimpasto tragicomico"

 TERAMO – Non c’è sceneggiatura tragicomica che possa reggere il confronto con l’ultima performance del Sindaco D’Alberto. Quello che, nelle sue dichiarazioni, doveva essere il rimpasto del “rilancio”, della “svolta” e della “qualità politica”, si è rivelato l’ennesimo atto di una commedia degli equivoci. La vittima, purtroppo, è sempre la stessa: la città di Teramo. IL "FORNAIO" DEI RIMPASTI FALLIMENTARI In otto anni di amministrazione abbiamo assistito a ben quattro rimpasti, specchio fedele di un fallimento amministrativo cronico. Più che un amministratore, il Sindaco sembra un fornaio maldestro che continua a manipolare un impasto che puntualmente produce solo pagnotte bruciate. Azzerare un’intera giunta per cambiare un solo componente — tra l'altro un assessore che manifestava da anni la volontà di lasciare — non è politica: è accanimento terapeutico su una macchina amministrativa ormai ferma al palo. CHIACCHIERE CONTRO REALTÀ: IL DOSSIER DEL DECLINO Mentre il Sindaco si lancia in interviste millantatrici, il territorio parla una lingua diversa e drammatica: • Insicurezza e Disordine: La mancanza di sicurezza non è una percezione, ma una realtà alimentata da una pianta organica dei Vigili Urbani sottodimensionata in modo cronico. A questo si aggiunge il paradosso dei parcheggi: tariffe alle stelle e multe spietate per chi ritarda di pochi minuti, mentre il caos regna sovrano nei divieti di sosta impuniti. • L'Emergenza Abitativa: Il caso di Via Longo descrive perfettamente l'incapacità di dare risposte a un'emergenza incancrenita da una totale assenza di pragmatismo. • Il Libro delle Incompiute: Una lista che certifica l'immobilismo di questo centrosinistra. Parliamo di: Canile, Area Camper, il Municipio, il parcheggio di Piazza Donatori di Sangue, le ex Scuole Elementari, il Museo San Carlo. • Ricostruzione e Regolamenti: La ricostruzione pubblica legata al sisma 2016 è ferma, mentre il Regolamento del Piano Antenne risale addirittura al 2014, in un vuoto di trasparenza e ordine amministrativo imbarazzante. L’APPELLO: UN ATTO DI CORAGGIO “Perché azzerare tutto per non cambiare nulla?”. Questa è la domanda che i teramani si pongono davanti a questo teatrino. Siamo ai titoli di coda: otto anni di promesse svuotate di contenuto hanno reso il nostro territorio l'ombra di se stesso. Se il Sindaco volesse davvero dimostrare un briciolo di amore per Teramo e un sussulto di dignità, dovrebbe smettere di "rimpastare il nulla" e fare l’unica scelta onesta rimasta: rassegnare le dimissioni. Solo restituendo la parola ai cittadini si potrà dare quel vero slancio vitale di cui la comunità ha disperato bisogno.

 

CAPOGRUPPO FRATELLI D’ITALIA Luca Corona