Teramo, città aperta al rispetto mancato
L'informazione deve rispondere agli eccessi ma pretende il rispetto: è una questione di diritto
- La Redazione
TERAMO - E niente. Capita di nuovo, regolarmente, che enti e istituzioni e organizzazioni e associazioni pensino solo al proprio interesse, dimenticando quanto questo incida, più o meno pesantemente, sulla vita personale e professionale di altre persone.
Parto da questo incipit perché, negli ultimi giorni, a Teramo si è fatto un gran sproloquiare di diritti, celebrati, rivendicati, riesumati, dagli LGBTQIA+ a Marco Pannella che, sono sicura, ci avrebbe fatto una telefonata di scuse. Perché i grandi sono veri e quando parlano di diritti non pensano solo ai propri, ma anche e soprattutto a quelli degli altri.
Sempre più spesso (e questo è emblematico di una regressione nel rispetto dei diritti e del riconoscimento dell'essere umano) mi capita di dover rivendicare il diritto dei giornalisti a essere rispettati come esseri umani, di quelli che dormono, fanno pipì, mangiano e che, ogni tanto, vorrebbero stare con le proprie famiglie, rilassarsi, raccogliere le idee o fare giochini al computer.
Ecco, raccogliere le idee è forse la combinazione che apre la cassaforte, perché il giornalista che abbia idee disturba, uno che capisca l'argomento di cui si parla e ci vada a fondo preoccupa, uno che ponga domande invece di porgere il microfono a una dichiarazione purchessia non fa comodo.
Ecco la combinazione per cui si convocano 5 appuntamenti contemporaneamente: per non consentire che un giornalista possa soffermarsi, possa capire e andare a fondo; perché sia solo un passacarte di qualsivoglia messaggio, che in questo modo arriva all'opinione pubblica, senza tanti perché e con uno spirito che raccolga un consenso manicheo e privo di consapevolezza.
L'esempio di GIOVEDI' 21 MAGGIO: alle 9:30 iniziativa congiunta Teramo Ambiente, IZS Teramo e Ruzzo Reti al Parco Fluviale di Teramo; alle ore 9.30 davanti alla Casa di Riposo “De Benedictis” i sindacati (incredibilmente unitari e riuniti) tengono una conferenza stampa sulla grave situazione dei lavoratori (peraltro nota da diverso tempo, ma che trova interesse solo il giorno della scadenza dei termini burocratici, anzi il giorno dopo); ore 10:00 al Conservatorio “Braga”, conferenza stampa per illustrare i contenuti di iniziative dedicate alla ricerca musicale, alla pedagogia contemporanea e al benessere performativo (decisamente una cosa bella e interessante, ma...); ma... alla stessa ora, alle 10:00, altro argomento importante e degno di cronaca attenta, le comunicazioni del Comitato civico per la tutela dell’Ospedale Val Vibrata sulla sanità pubblica in Provincia. E se non dovesse bastare, mettiamoci anche una bella premiazione del Premio Diamanti all'Università di Teramo, dalle ore 10:00 alle ore 12:00. Sorvolando sul question time del pomeriggio.
Ma mercoledì e venerdì (con un appuntamento alle 10:30 in centro e alle 11:00 alla parte opposta della città) non sono tanto differenti, come non era differente la settimana scorsa e non sarà differente la prossima. Perché l'importante non è comunicare e far capire, ma apparire e sovradosare le iniziative (che vengano comprese è superfluo); l'importante è difendere chiunque faccia comodo nel momento, ma non i giornalisti (perché, sono lavoratori i cui diritti vanno tutelati?).
Ho un'età e i termini che mi vengono in mente sono tutti un po' vetero, tipo “padroni e sfruttati”, “caporali” e niente di meglio.
Potrei, più modernamente, inoltrarmi nella ripartizione di fondi contrattuali (regolarissimi, lo dico subito) che consentano alla stampa locale di investire e gestire redazioni di 15 persone invece che 3 o 4 condannate all'ubiquità e al multitasking. Ma non lo farò.
Dirò, però, che quando si parla di diritti, si considerino quelli di tutti. Anche i nostri, che vi diamo voce.
Carla Dragoni