Tari 2013-16-17, Roseto deve pagare altri 127.000 euro
Rosaria Ciancaione: "Il Consiglio è chiamato a riconoscere il debito fuori bilancio"
- Walter Cori
ROSETO DEGLI ABRUZZI - “Nel prossimo consiglio del 13 Luglio - esordisce la consigliera comunale Rosaria Ciancaione, capogruppo dei Liberi Progressisti - ci saranno ancora due delibere che riguardano il riconoscimento del debito fuori bilancio per il pagamento di pesanti spese di giudizio riferite a ricorsi fino in Cassazione sulla tari per le annualità 2013, 2016 e 2017”.
In pratica si tratta di pagare ancora oltre 127 mila euro per condanne riferite ai tre gradi di giudizio su 21 ricorsi per tari incardinati da stabilimenti balneari e camping che hanno visto il Comune di Roseto ancora una volta soccombere.
Un contenzioso che si trascina ormai da anni che, ad oggi, è costato ai cittadini rosetani c. 310 mila euro, di cui c. 200 mila per condanne alle spese disposte dalle sentenze delle Corti di Giustizia di I e II grado e da ordinane e decreti della Suprema Corte di Cassazione e C. 110 mila euro per gli incarichi di difesa legale per l’ultima fase di giudizio in Cassazione e, non finisce qui, perché ci sono ancora tanti giudizi incardinati, siamo ancora a meno della metà del cammino di questo fiume di ricorsi.
“E’ bene ricordare che il Comune di Roseto - intervengono M. Tritella (M5S), M. Mazzoni e D. Di Cesare (AVS), M. Palermo (PRC), M. Sacchetti e P. Aloisi (Civici Progressisti) - a partire d Giugno 2022, ha deciso di ricorrere in Cassazione su ben 55 sentenze della Corte di Giustizia tributaria di II grado, anziché andare in una direzione di componimento dei contenziosi - e non attraverso condoni indiscriminati – come nel caso delle maggiori somme pagate dai cittadini per la tari 2018, applicando correttamente la Sentenza del Tar Abruzzo n. 83/2019, come da mozione presentata dalla nostra capogruppo, approvata all’unanimità nel consiglio del 26 maggio 2022, che prevedeva, anche sulla base di specifico emendamento condiviso dalla maggioranza, la restituzione della somma di 800 mila euro in tre/cinque anni”.
Purtroppo, sappiamo, i nodi vengono al pettine e certe decisioni, oltre a lasciare tanto amaro in bocca, comportano un elevatissimo onere per il bilancio comunale di cui davvero non si riesce a trovare ragione se non in azioni che hanno il sapore della temerarietà.
“Ora, l’amministrazione Nugnes, dopo oltre tre anni - conclude la consigliera - forse anche per rilievi e osservazioni del Collegio dei revisori riportati negli atti, comincia a desistere da ulteriori ricorsi in Cassazione, direi un ravvedimento tardivo in tutti i sensi” - Gruppo consiliare Liberi Progressisti:
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