Talent Day della Confcommercio, gli studenti degli alberghieri incontrano gli imprenditori della ricettività

A Giulianova una giornata di formazione e informazione che risponde anche alla carenza di personale qualificato

2026-02-25T11:09:00+01:00 - La Redazione

Talent Day della Confcommercio, gli studenti degli alberghieri incontrano gli imprenditori della ricettività

L'AQUILA - Reperire e formare manodopera qualificata, anche in vista della prossima stagione estiva. Si è tenuto ieri, all'Istituto Crocetti-Cerulli di Giulianova, il Talent Day: una giornata, organizzata dalla Confcommercio in collaborazione con la Fipe, l'Ente bilaterale del Turismo e l'Agenzia per il lavoro During, per far incontrare il mondo delle scuole, in particolare gli Istituti alberghieri, con le aziende che operano nel settore della  della ricettività, della ristorazione e i pubblici esercizi. All'incontro hanno perso parte gli studenti di tutti gli istituti alberghieri abruzzesi.

"Talent Day è un utilissimo momento di confronto tra le nostre imprese e la scuola, hub formativo per eccellenza - ha spiegato il presidente della Confcommercio Abruzzo e Federlaberghi regionale, Giammarco Giovannelli - una giornata di formazione e informazione, per indirizzare gli studenti verso le prime esperienze lavorative. Un appuntamento importante, alla luce della crescente carenza di risorse umane, soprattutto per il settore pubblici esercizi e ricettività, che si riscontra annualmente, all'inizio della stagione estiva, in Abruzzo come nel resto d'Italia".

All'incontro, che si è aperto con i saluti istituzionali dell'assessore al turismo del Comune di Giulianova, Marco Di Carlo, hanno partecipato, oltre al presidente Giovannelli, Sesto Bollettini, presidente Fipe Confcommercio Teramo, Matilde Pescosolido, presidente Giovani albergatori Federalberghi, Marco Tacconelli, presidente Extra provincia di Teramo, Sergio Di Fiore, presidente Fiva e vice presidente vicario Confcommercio Teramo, Alessandra Di Giuseppe, responsabile ufficio Confcommercio Teramo e Alessandra Coruzzi, responsabile Cat Servizi Confcommercio Teramo.

"Quello della carenza di personale qualificato è un problema che si ripropone, con cadenza metodica, all'inizio di ogni stagione turistica - afferma Giovannelli - le imprese ricettive abruzzesi registrano puntualmente una difficoltà nel reperire risorse umane per completare gli staff delle strutture adibite ad accogliere i turisti. Il confronto con le scuole e il mondo dell'orientamento consente di capire quali possono essere le strategie più utili per colmare questo divario e intercettare nuove figure professionali da inserire nel mondo del lavoro".

In questa direzione va anche il nuovo Its turismo e cultura, con sede a Martinsicuro. Secondo il XVII Rapporto dell'Osservatorio sul mercato del lavoro nel turismo (2024, ultimi dati disponibili), elaborato da Federalberghi Abruzzo in collaborazione con l'Ente bilaterale del turismo su dati Inps, le aziende del settore turistico erano 5.232  per un totale di  31.869 dipendenti e una media di 6 lavoratori per ciascuna impresa. I valori massimi e minimi di occupazione si sono registrati ad agosto e febbraio con rispettivamente 44.235 e 24.223 dipendenti.  Il 57% dei dipendenti (18.138) ha meno di 40 anni. Il 36,0% (11.478) ha meno di 30 anni. Il 55,8% degli occupati con rapporto di lavoro dipendente (17.770) è donna. Il 24,2% dei dipendenti (7.724) è straniero.  La grande maggioranza (89,4%) dei dipendenti da aziende del settore turismo in Abruzzo ha la qualifica di operaio. Gli impiegati rappresentano il 7,2% dei dipendenti (2.305), mentre gli apprendisti sono 1.019, pari al 3,2% del totale. Dirigenti (8) e quadri (41) rappresentano, insieme, lo 0,1% del totale. Il 56,7% dei dipendenti (18.084) ha un contratto di lavoro a tempo parziale. I contratti a tempo determinato stipulati per ragioni di stagionalità (6.364) rappresentano il 20% del totale, mentre quelli non stagionali (11.445) sono il 35,9%.  Il 77,3% dell’occupazione dipendente media annua nel settore turismo in Abruzzo è concentrata nel comparto dei pubblici esercizi. I servizi ricettivi occupano il 18,9% dei dipendenti. Contenuto è il contributo dell’intermediazione (1,4%), degli stabilimenti termali (2,2%) e dei parchi divertimento (0,2%). Gli effetti della pandemia hanno accentuato la stagionalità e creato una forte disparità negli esercizi ricettivi: se nel 2019 la differenza tra valore di occupazione minimo e massimo era del 419%, nel 2020 è diventato del 1.023%, per poi calare leggermente all’830% nel 2021. Nel 2022, con il 428%, è stato quasi raggiunto il livello 2019. Il 2023 segna un nuovo aumento al 478%. Nel 2024 si è tornati al di sotto dei livelli pre-pandemici, con il 406%. Nel settore turismo in Abruzzo l’87% delle imprese con dipendenti è un pubblico esercizio. Le imprese esercenti servizi ricettivi rappresentano l’11,1% del totale. Agenzie di viaggio, stabilimenti termali e parchi divertimento rappresentano rispettivamente l’1,5%, lo 0,2% e lo 0,2% del totale delle aziende con dipendenti. A fronte di una media settoriale di 6 dipendenti per azienda, il comparto con la dimensione occupazionale media maggiore è quello degli stabilimenti termali (77 dipendenti per azienda), seguito dai servizi ricettivi (9,8), dai parchi divertimento (6,3), dall’intermediazione (5,7) e dai pubblici esercizi (5,4).  Il maggior numero di giornate retribuite nel 2024 è stato negli stabilimenti termali (274), seguito dall’intermediazione (250), dai pubblici esercizi (166) e dai servizi ricettivi (131). Infine troviamo i parchi divertimento con 86 giornate retribuite. Per quanto riguarda la retribuzione media annua standardizzata, il valore più alto riguarda l’intermediazione (23.399 euro), seguita dagli stabilimenti termali (23.044 euro), dai servizi ricettivi (22.433 euro), dai parchi divertimento (21.039 euro) e dai pubblici esercizi (19.624 euro).  Nel complesso del turismo l’occupazione è aumentata nel 2024 di oltre 1.700 unità pari ad un aumento del 5,7%. C’è un calo nell’occupazione degli stabilimenti termali che passano da 719 a 693 dipendenti tra il 2023 e il 2024. Se si analizza, invece, la durata del contratto, l’aumento è dovuto soprattutto ai dipendenti con contratto a tempo determinato (+9,7%).  Nel settore alberghiero nel 2024 hanno operato in media 377 imprese con dipendenti. I lavoratori sono stati, in media, 5.175. La punta massima di occupazione c’è stata a luglio con 9.579 lavoratori. Anche la dimensione media risulta maggiore a luglio (20,4) e minima a novembre (7,6). La media nell’anno, invece, è di 12,9 dipendenti per azienda. Quasi la metà dei dipendenti delle strutture alberghiere (45,8%, 2.373 lavoratori) ha meno di 40 anni. Il 27,8% (1.438) ha meno di 30 anni. La maggioranza dei lavoratori impiegati è donna (55,2%, 2.855). Il 26% dei dipendenti (1.344) è straniero.  La grande maggioranza (83,2%) dei dipendenti da aziende del settore alberghiero ha la qualifica di operaio. Gli impiegati rappresentano il 13,6% dei dipendenti (705), mentre gli apprendisti sono 157, pari al 3% del totale. I quadri (5) e i dirigenti (4) rappresentano lo 0,2% del totale. Il 33,4% dei dipendenti (1.727) ha un contratto di lavoro a tempo parziale. I contratti a tempo determinato stipulati per ragioni di stagionalità (2.964) rappresentano il 57,3%, mentre quelli non stagionali (1.057) sono il 20,4%. Il maggior numero di giornate retribuite lo troviamo tra i dirigenti (270), seguiti dai quadri (204), dagli impiegati (201), dagli operai (121) e dagli apprendisti con 98 giornate retribuite. Per quanto riguarda la retribuzione media annua standardizzata, il valore più alto riguarda i dirigenti (169.016 euro), seguiti dai quadri (38.496 euro), dagli impiegati (26.655 euro), dagli operai (20.521 euro) e dagli apprendisti (17.179 euro).  Nel settore alberghiero l’occupazione è aumentata nel 2024 di oltre 140 unità pari ad un aumento del 2,9%. C’è stata una forte contrazione tra i quadri che sono passati dall’essere 33 nel 2023 a 5 nel 2024. Se si analizza, invece, la durata del contratto, l’aumento è dovuto soprattutto ai dipendenti con contratto a tempo determinato e indeterminato (rispettivamente +6,7% e +6,1%).